Edizioni Malatempora

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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 14 febbraio 2007, N° 1, pagina 4
ControReteContro :: San Steve Jobs

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "Pape" e "Steficol67".
Il 6 febbraio scorso, Steve Jobs, lìder maximo di Apple, ha infranto un tabù. Ha chiesto pubblicamente alle case discografiche di rinunciare alla tecnologia anticopia, il cosiddetto DRM (Digital Rights Management), che grava sulla musica venduta via Internet. L'entusiasmo degli internauti è altissimo. S'invoca San Jobs da Cupertino come il liberatore delle masse musicalmente oppresse. Ma le grandi case discografiche, la IFPI (federazione internazionale dei discografici) e la FIMI (Federazione dell'Industria Musicale Italiana) gli hanno risposto inviandogli (metaforicamente) un iPod con su un due di picche inciso col laser. Non se ne parla nemmeno, dicono. Però EMI si è staccata dal coro e si vocifera di una sua possibile rinuncia al DRM.
Cosa sta succedendo?
http://attivissimo.blogspot.com/





SOMMARIO
pag.1
Stiamo tornando a Gutemberg
pag.2
ControPolitica: Vincerà Segolène?
Hillary o Barack?

pag.3
ControCultura: Web vs Gutemberg Vita da libraia




Hackers
di Maya

Controcalcio :: Lucianone e gli ultrà

Dieci giorni dopo quelli che per tutti adesso sono “I fatti di Catania”, la giustizia sportiva e non continua a colpire: lo stadio di Catania resterà chiuso fino al 30/06, ben oltre la chiusura del campionato, e il nuovo decreto Amato colpirà gli imbecilli dell'Olimpico. Eppure la soluzione del problema appare ancora lontana, forse ancor mdi più che una settimana fa. Risse e pestaggi sono abbondati nella domenica delle serie minori – come avviene sempre, ma i giornali non se ne accorgono mai, a meno che non ci scappi il morto – e anche nel Torneo di Viareggio, e i curvaroli più cretini che abbiamo qualche remora a definire ultrà non hanno perso occasione di manifestare la loro idiozia (non solo a Roma, ma anche a Torino, Verona e Bergamo). Chiaramente ancora nessuno, almeno nei luoghi che contano da questo punto di vista, ha pensato a soluzioni alternative alla mera repressione, come se decine di persone che non fermano il

proprio odio neanche davanti a un morto siano un problema del calcio e non della società tutta. Ci si consola pensando agli applausi che hanno zittito i fischi dei due stadi olimpici d'Italia (Roma e Torino, appunto) e si militarizzano gli stadi di oggi, in attesa dei ghetti per ricchi di domani. Nel frattempo, in tutto questo bailamme, passa quasi sotto silenzio il procedimento per associazione a delinquere contro Luciano Moggi e figlio, Davide Lippi e altri ancora. Mentre Lucianone acquista tra i suoi sostenitori anche le penne de L'Unità: secondo Rolando pergolini anche ui, come tutti gli imputati, deve essere considerato innocente fino a prova contraria. Paradosso da paese dei cachi, non bastano tonnellate di intercettazioni e riscontri fattuali a convincere della colpevolezza di un delinquente puro. Non ci resta che piangere, e magari mandare a Pergolini qualcuno dei nostri libri.

Stefano Marsiglia