Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 21 febbraio 2007, N° 2, pagina 2

Contropolitica :: A me Putin fa paura


Non so a voi,ma a me fa più paura dei Bush, se è possibile. Va bene che sono stati tutti e due capi uno della CIA (Bush padre) e l’altro del KGB, cioè capi spioni, e vi lascio pensare cosa abbian fatto e pensato, ma Putin ce l’abbiamo sulla testa. Ora ha deciso di ripuntare i missili su di noi, e Bush li mette in Polonia e Romania, dove ha i suoi servi più abietti, Ha fatto fuori tutti gli altri oligarchi, ha fatto fuori gli oppositori, ha addomesticato o

schiacciato TV e giornali mettendoli a regime, ha messo in mano tutti i gangli dello stato ai suoi accoliti del KGB e adesso si prepara a dare lo stato in mano a un falco del sistema militar-industriale di nome Sergei Ivanov, quando lascerà la sua carica, almeno nominalmente. È una riedizione grottesca, farsesca, della guerra fredda, quella che ci aspetta, con una Russia in mano ad un altro autocrate militarista.
Angelo Quattrocchi


SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Usciremo mai dall'inverno Prodian-Ratzingeriano?
ControCultura: Cosa succede alla Malatempora

pag.3
ControCalcio: Il bello del calcio
Bloggers: Il mito di Cenerentola

pag.4
ControReteContro: L'Iran Censura
Libri sì, Libri no
Controcultura :: I danni di Berlusconi


Berlusconi potrebbe ritirarsi a vita privata domani (su Libero di martedì lo descrivono intento a coltivare cavoli e pompelmi), ma noi avremo da fare i conti con i danni suoi e dei di lui sodali per molti e molti anni ancora. Cinque anni di sfaceli, tredici anni di politica stile reality show hanno lasciato sul terreno circa 20 milioni di italiani oramai arruolati nell'esercito dei berluscones. Sono quei 20 milioni che l'hanno ri-votato alle ultime elezioni, tra cui si annoverano i due milioni (2.400.000, se volete la fattura, direbbe il nostro Sandro Simone) che lo hanno seguito a Roma tra slogan deliranti e saluti romani, e le decine di migliaia che fanno schizzare verso l'alto le vendite di giornali dediti per vocazione alla menzogna e alla mistificazione della realtà come Libero o Il Giornale. Ma il danno più grosso di Berlusconi è sicuramente

– e ovviamente – il berlusconismo: il nuovo fascismo rosa a pois neri che lui per primo ha portato in Italia con le sue televisioni-immondezzaio, che ha ammazzato un paese in nome di idioti e inutili idoli virtuali, e che ha prodotto un paese senza più un briciolo di coscienza civica e storica né tantomeno una minima cultura di base. Sono i milioni di italiani che si scannano in casa per il possesso del telecomando, che inseguono gli ultimi modelli di cellulare incolonnati in fila indiana dentro suv giganteschi pensati per chilometri di deserto e condotti su pochi metri d'asfalto metropolitano. Un popolo lobotomizzato facile da addomesticare. Sarà dura, anche dopo l'uscita di scena di Berlusconi, riparare questo danno.
S. M.