Edizioni Malatempora


















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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 7 marzo 2007, N° 4, pagina 5

ControRete :: Vietato spiare i dipendenti online


Il Garante tenta di mettere ordine in misure che dividono ancora oggi imprese e lavoratori. L'azienda stabilisca delle regole, ma un'analisi sistematica è una violazione. Le novità e un approfondimento giuridico Roma - Lo chiedevano i lavoratori e molti imprenditori ed ora il Garante per la privacy ha deciso di mettere ordine sul delicatissimo fronte del monitoraggio delle attività Internet dei dipendenti pubblici e privati. Con un provvedimento ad hoc, spiega lo stesso Garante, viene stabilito che i datori di lavoro pubblici e privati non possono controllare la posta elettronica e la navigazione in Internet dei dipendenti, se non in casi eccezionali. Spetta al datore di lavoro definire le modalità d'uso di Internet ma sono modalità che dovranno sempre e in tutti i casi tener conto "dei diritti dei lavoratori e della disciplina in tema di relazioni sindacali". Il provvedimento, che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, vuole essere una sorta di guida alle regole. "La questione - ha spiegato Mauro Paissan, relatore del provvedimento - è particolarmente delicata, perché dall'analisi dei siti web visitati si possono trarre informazioni anche sensibili sui dipendenti e i messaggi di posta elettronica possono avere contenuti a carattere privato. Occorre prevenire usi arbitrari degli strumenti informatici aziendali e la lesione della riservatezza dei lavoratori". Non ci sono novità sostanziali rispetto a quanto già espresso in passato dal Garante ma c'è una nuova chiarezza. Alle imprese, ad esempio, viene fatto carico di "informare con chiarezza e in modo dettagliato i lavoratori sulle modalità di utilizzo di Internet e della posta elettronica e sulla possibilità che vengano effettuati controlli". Ma è fuori discussione la possibilità di leggere e registrare sistematicamente le email dei dipendenti o di monitorare sistematicamente la navigazione web. Sono casi nei quali si realizzerebbe, spiega il Garante, "un controllo a distanza dell'attività lavorativa vietato dallo Statuto dei lavoratori". Ciò che le aziende pubbliche e private devono fare è dunque dar vita ad un disciplinare interno, un documento realizzato anche assieme ai

sindacati, "nel quale siano chiaramente indicate le regole per l'uso di Internet e della posta elettronica". E, proprio per evitare usi impropri di Internet, al datore di lavoro viene ascritto il compito di minimizzare il rischio, ricorrendo a strategie e tecnologie dedicate. Il Garante fa qualche esempio, per quanto riguarda la navigazione: "- individuare preventivamente i siti considerati correlati o meno con la prestazione lavorativa; - utilizzare filtri che prevengano determinate operazioni, quali l'accesso a siti inseriti in una sorta di black list o il download di file musicali o multimediali." Per quanto riguarda l'email, invece, l'azienda: - renda disponibili anche indirizzi condivisi tra più lavoratori (info@ente.it; urp@ente.it; ufficioreclami@ente.it), rendendo così chiara la natura non privata della corrispondenza; - valuti la possibilità di attribuire al lavoratore un altro indirizzo (oltre quello di lavoro), destinato ad un uso personale; - preveda, in caso di assenza del lavoratore, messaggi di risposta automatica con le coordinate di altri lavoratori cui rivolgersi; - metta in grado il dipendente di delegare un altro lavoratore (fiduciario) a verificare il contenuto dei messaggi a lui indirizzati e a inoltrare al titolare quelli ritenuti rilevanti per l'ufficio, ciò in caso di assenza prolungata o non prevista del lavoratore interessato e di improrogabili necessità legate all'attività lavorativa. "Qualora queste misure preventive non fossero sufficienti a evitare comportamenti anomali, gli eventuali controlli da parte del datore di lavoro - sottolinea il Garante - devono essere effettuati con gradualità. In prima battuta si dovranno effettuare verifiche di reparto, di ufficio, di gruppo di lavoro, in modo da individuare l'area da richiamare all'osservanza delle regole. Solo successivamente, ripetendosi l'anomalia, si potrebbe passare a controlli su base individuale". Nel provvedimento sono anche dettagliate tutele specifiche per categorie particolari di lavoratori, come quelli che sono tenute al segreto professionale.

Punto Informatico


ControEconomia ::
Evasopoli, le cifre dello scippo


Prima parte
Lo scontento e la paura del popolo trasversale degli evasori fiscali, unitamente alla reazione dei poteri forti (confindustria e banche) hanno contribuito a minare la tenuta del governo Prodi, e ciò malgrado la causa formale della crisi sia stata la politica estera. Rinviato alle Camere, il governo Prodi riprende ora il suo cammino. Ma nei dodici punti irrinunciabili del programma, guarda caso è scomparsa la lotta all’evasione. Dopo lo scandalo fisco provocato da inchieste e sondaggi dei media,con la pubblicizzazione delle macroscopiche differenze tra i micro-imponibili denunciati da commercianti, piccoli imprenditori e professionisti, e quelli molto più alti dei lavoratori loro dipendenti, il vice-ministro Visco aveva lanciato le sue 55 mosse anti-evasione, cominciando ad attuarne alcune. Pur essendo abbastanza deboli gli interventi attuati e pur risultando l’azione del governo frenata e con obiettivi minimali, è bastato

questo ad impensierire il potere finanziario ed a provocare la crisi. Da una indagine compiuta dall’Ares, che sarà pubblicata in un libro edito da Malatempora e intitolato “Evasopoli”,risulta che l’ammontare delle tasse evase in Italia raggiunge il 45 per cento del Pil., enormemente più alta del 17% segnalato dall’Istat. Basterebbe recuperarne la metà per poter risolvere alcuni problemini che ci assillano, come pensioni, emergenza casa, reddito di cittadinanza ecc. Il dossier compie un’analisi del sommerso nei vari settori dell’economia (legale e illegale). Si tratta di un viaggio impervio, dai cantieri sommersi dell’industria delle costruzioni al mercato drogato degli affitti, dalla criminalità organizzata all’arcipelago offshore, senza trascurare gli effetti della corruzione politica e amministrativa, e indicando per ogni settore le cifre dello scippo. Nel prossimo articolo scenderemo nei dettagli.

Romano Nobile


SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: La Cina è vicina
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica: Blair e L'Iraq
Controcultura: Libri lunga e testa corta

pag.3
Calcinculo: Lapo e Lucianello
Bloggers: Un'amabile stronzetta?
ControRete: Windows Genuine Advantage cambia e diventa un obbligo
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
I lampioni di Ponte Milvio
Libri sì, Libri no