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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 7 marzo 2007, N° 4, pagina 2

Contropolitica :: I profughi dell'Iraq


“In Iraq siamo di fronte ad una catastrofe umanitaria tra le più gravi al mondo. La fuga di 4 milioni di civili sia all'interno che all'esterno del paese.” Con queste parole Laura Boldrini, la portavoce dell'Alto commissariato dei rifugiati, ci mette in guardia su quale sia la reale situazione nella terra del Tigri e dell'Eufrate. L'esodo di massa che si sta verificando nel suolo iracheno è il più grande che si sia mai verificato in Medio Oriente dai tempi della “migrazione” palestinese del 1948, è una delle tante quotidiane prove che ci testimoniano quanto sbagliata sia la politica Americana. I milioni di profughi in fuga sono la testimonianza evidente che i tanto invocati valori di: democrazia, libertà, uguaglianza, sicurezza, sono ancora un miraggio. Questo esodo di massa mette sotto agli occhi di tutti quale sia la drammatica situazione in cui è costretta a vivere la popolazione irachena da ormai venti anni. Siamo certi che alcuni giornali e giornalisti da strapazzo troveranno, con voli pindarici, giustificazioni e argomentazioni per celare la realtà dei fatti. Ci sembra già di sentirgli dire o scrivere:




“Il dato di fatto, di per se tragico, che milioni di persone siano costrette ad abbandonare la propria casa,sta però a significare il grande successo democratico della coalizione americana. Solo dove c'è democrazia esiste il diritto di muoversi e crearsi una nuova casa, un nuovo lavoro, una nuova vita”. Ma noi sappiamo, confortati dall'oggettività dei fatti, dalla storia, dall'esperienza millenaria dei migratori, che quando si lasciano casa e radici, lo si fa solo perchè la casa e la radici non ci possono offrire più niente (quando va bene, altrimenti e questo ci sembra più vicino al caso iracheno, lo si fa perchè la casa, le radici, la famiglia proprio non esistono più). Se il trend continuerà ad essere questo Bush avrà risolto in breve tempo il problema iracheno: niente più dibattiti sulle strategie d'uscita, sull'invio o il ritiro di nuove truppe. Tra qualche anno l'Iraq sarà una distesa di pozzi petroliferi, di industrie, di caserme e multinazionali e gli iracheni saranno uno dei tanti popoli del mondo in cerca di una terra, di un'identità. Tutto come nel vero “sogno americano”
Simone Marchi





Uscito
Plagio
Francesca B.

Drammatica storia vera di un plagio mentale, con postfazione di Antonio Di Pietro
Controcultura :: Giangiacomo Feltrinelli si rivolterebbe nella tomba


Immagino che il povero fondatore della Feltrinelli, nel suo Wahalla per rivoluzionari finiti morti su un traliccio, non potrà che rivoltarsi nella sua tomba, quando vede, che so, la nuova Feltrinelli che a Roma sta nel covo del potere politico, nella Galleria che vogliono chiamare Galleria Sordi invece che Galleria Colonna, come la chiama la gente. È un tale librificio che tutti i cosiddetti lettori forte, infastiditi, imbesuiti dalla enorme massa rutilante di libri merce, se ne scappano, inorriditi. E probabilmente cercano i libri su Internet(e noi lo speriamo, visto che con il nostro mag settimanale, e la nostra filastrocca quotidiana, cerchiamo comunicazione sana, sensata e radicale, sputando controvento ma speriamo facendo buona cosa al lettore che vuole pensare).Ci sono librifici, come quello, e sono tantissimi, e in aumento, dove puoi solo entrare a chiedere un libro che ti ha imposto il mediatico, TV in primis, e il suo disgustoso chiacchiericcio senza costrutto, e ci sono librerie. Quelle rimaste, degne di tal nome, dove incontrate il libraio e ci potete parlare. Ovvio il parallelo con i supermercati e il mercatino sotto casa.

Ed altrettanto ovvio al nostro lettore che queste cose le sa, che sono due modi diversi e opposti di frequentare, di leggere, di vivere. Quello verticale, dove ti impongono dall'alto della pubblicità le merci del pensiero unico, anche se rutilante di migliaia di titoli e quello orizzontale, fatto di luoghi umani di aggregazione, dal bar alla libreria del tuo libraio(che legge più di te spesso) e dove vale ancora il passaparola. Perché, e per i film e per i libri, ormai solo del passaparola ci si fida, le recensioni sono tutte gerarchiche, pilotate, finte, stupide, con qualche miserevole eccezione. È peggio della censura di Stalin, che cancellava i nomi di quelli che ammazzava nella sua enciclopedia sovietica. Qui, con questo sistema, e la sua massa di non-informazioni, non vi ricordate quel che è successo il mese scorso. A chi, come noi, non fa uso di TV, o ne fa pochissimo, rimane la libreria, vera, e Internet, nella sua bolgia dantesca ma almeno ancora un po' brada.

A. Q.







SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Chi aveva ragione sull'Iraq ha ragionje sull'Afghanistan
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo: Benito "Veleno" Lorenzi
Bloggers: La vita secondo Entusiasmo

pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Copenaghen
Libri sì, Libri no

pag.5
ControRete: Vietato spiare i dipendenti online
Controeconomia: O la borsa o la vita