Immagino che il povero fondatore della Feltrinelli, nel suo Wahalla per
rivoluzionari finiti morti su un traliccio, non potrà che rivoltarsi
nella sua tomba, quando vede, che so, la nuova Feltrinelli che a Roma sta nel
covo del potere politico, nella Galleria che vogliono chiamare Galleria Sordi
invece che Galleria Colonna, come la chiama la gente. È un tale
librificio che tutti i cosiddetti lettori forte, infastiditi,
imbesuiti dalla enorme massa rutilante di libri merce, se ne scappano, inorriditi. E
probabilmente cercano i libri su Internet(e noi lo speriamo, visto che
con il nostro mag settimanale, e la nostra filastrocca quotidiana, cerchiamo
comunicazione sana, sensata e radicale, sputando controvento ma speriamo facendo buona cosa al
lettore che vuole pensare).Ci sono librifici, come quello, e sono
tantissimi, e in aumento, dove puoi solo entrare a chiedere un libro che
ti ha imposto il mediatico, TV in primis, e il suo disgustoso chiacchiericcio
senza costrutto, e ci sono librerie. Quelle rimaste, degne di tal nome, dove
incontrate il libraio e ci potete parlare. Ovvio il parallelo con i supermercati
e il mercatino sotto casa.
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Ed altrettanto ovvio al nostro lettore che queste cose
le sa, che sono due modi diversi e opposti di frequentare, di leggere, di vivere.
Quello verticale, dove ti impongono dall'alto della pubblicità le merci
del pensiero unico, anche se rutilante di migliaia di titoli e quello orizzontale,
fatto di luoghi umani di aggregazione, dal bar alla libreria
del tuo libraio(che legge più di te spesso) e dove vale ancora il passaparola.
Perché, e per i film e per i libri, ormai solo del passaparola ci
si fida, le recensioni sono tutte gerarchiche, pilotate, finte, stupide, con
qualche miserevole eccezione. È peggio della censura di Stalin, che cancellava
i nomi di quelli che ammazzava nella sua enciclopedia sovietica. Qui, con questo
sistema, e la sua massa di non-informazioni, non vi ricordate quel che è successo
il mese scorso. A chi, come noi, non fa uso di TV, o ne fa pochissimo, rimane la libreria, vera,
e Internet, nella sua bolgia dantesca ma almeno ancora un po' brada.
A. Q.
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