Hanno tosato le pecore un’altra volta, come sempre, alla borsa di Milano
come a Wall Street come, ovviamente a Shangay (manca Mosca dove la Borsa è
interamente mafiosa,e quindi risponde a leggi molto meno aleatorie di quelle del Capitale mondiale).
Allora, hanno spazzolato il 10% ai piccoli risparmiatori, alle pecore di
tutto il mondo, mentre lupi, sciacalli, avvoltoi e corvi o lo sapevano prima
(aveva parlato Greenspan un giorno prima) o sono rimasti dentro perché, con i
soldi che hanno, possono aspettare.
Dicono sia stato appunto Greenspan, il vecchio ex boss dell’economia USA, oppure
il crollo di Shangay; invece Galapagos, che è l’esperto di economia del Manifesto,
e uno dei pochi affidabili, e anche un po’ saggi,dice che c’è un borbottio di fondo
sulla tenuta degli USA con 100 milioni e più di indebitati
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(sui soldi delle case, che
vanno giù e quindi i loro debiti vanno su), ed anche i costi della guerra, che come
non sapete fanno pagare al petrolio Iracheno, nella cifra del 70% tolto a loro per
‘pagamenti di guerra’, ma costa troppo lo stesso.
Ma l’economia mondiale resta solida, con più di un miliardo di schiavi cinesi, indiani
vietnamiti etc (compresi i sottoscala di Scampia e Forcella) lavorano per niente e così
fanno i profitti per le multinazionali, e quindi i profittini di borsa…
Serviva la tosatura, perché la borsa era salita, ora riprenderanno a cantare le grandi
lodi del Capitale, e le sue magnifiche sorti e progressive, anche a quelli che hanno
perso il 10% che saran lì a sperare di risalire. Da Wall Street il vostro corrispondente marxista.
A. Q.
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