L'Italia si sa, a scanso di clamorosi ribaltoni dell'ultim'ora, organizzerà i
campionati europei di calcio del 2012. Ci sarebbe da esserne contenti, se non fosse che
decine di avvoltoi già cominciano a fare capolino.
Spieghiamo in breve: l'Italia dovrà rimodernare gli stadi attuali, nessuno in regola con le
norme internazionali, quando non addirittura buttarli giù e ricostruirli da capo – probabile
fine del San Paolo di Napoli. Non ci sarebbe niente di male, se non fosse che una simile mega-operazione
fu già compiuta neanche vent'anni or sono, per i mondiali di calcio di Italia '90. come accadde allora,
si può facilmente prevedere un pauroso giro di mazzette – guarda caso ai vertici del pallone c'è, adesso
come allora, Antonio Matarrese – con tanto di favori incrociati. Adesso il primo grande regalo sta per
arrivare agli amici degli amici, mittenti il suddetto Matarrese e il ministro Melandri:
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si tratta del 5%
dei ricavi dalla vendita dei diritti tv per la trasmissione delle partite italiane, circa 40 milioni di
euro. In un primo momento, nel nuovo decreto tanto osannato (anche da noi) per la ripartizione delle risorse
nel calcio, questa cifra era destinata ai settori giovanili. Adesso invece, il ministro e il presidente della
Lega Calcio vogliono dirott are questi soldi nei fondi per la ristrutturazione degli stadi. A questi, vanno
aggiunti 20 milioni in mutui agevolati previsti nell'ultima finanziaria (fonte, F. Bianchi, Repubblica.it).
Una bella porcata, direbbe Calderoli, a cui però si oppone solo una voce, quella di Carlo Tavecchio,
presidente della Lega Dilettanti, una delle sei componenti della FIGC. E i presidenti di A e B,
cui peraltro andrebbe una parte consistente di quei 40 milioni? Naturalmente tacciono.
Stefano Marsiglia
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Sandro Simone
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