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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 21 marzo 2007, N° 6, pagina 5

ControRete :: Lavoratori, un biochip vi spierà!


Las Vegas - A fine marzo dovrebbe fare ufficialmente il suo debutto uno strumentino tutto pepe pensato per quei datori di lavoro che non si fidano dei dipendenti o non hanno granché a cuore la loro intimità: si tratta di una sorta di orologio da polso che, anziché dire l'ora, invia in modo continuativo ad un sistema centrale le pulsazioni del dipendente che lo indossa. Collegato ad un sistema di cam, può consentire ad un'azienda di verificare all'istante perché un certo lavoratore mostra quelli che vengono definiti "segni di stress". A parlarne è Gizmag, che sembra escludere che si tratti di una bufala, rimandando al sito del produttore, 3d Eye Inc., sul quale viene descritto nei dettagli il Security Alert Tracking System (SATS). Se ne parla come di un sistema capace di "capire" quando il dipendente sia impegnato in attività illecite o sia oggetto di minacce, come a dire che dipendenti di banche o di casinò potrebbero essere i primi a venir invitati a "vestire" il nuovo oggettino. "Monitorando queste alterazioni - sostiene il produttore - un'azienda può

offrire maggiore sicurezza ai propri impiegati". Controllati da remoto in caso di alterazione, il segnale fa scattare l'allarme alla centrale di monitoraggio. Poiché il sistema "può essere integrato in network di telecamere a circuito chiuso", chi sorveglia le attività via cam può immediatamente dirigere l'occhio elettronico sul dipendente "alterato", per verificare quanto sta accadendo. Nella pagina di presentazione viene descritta anche la tecnologia utilizzata, basata su quella che viene chiamata "pulse oximetry", ovvero un "processo non invasivo utilizzato per misurare i livelli di ossigeno nel sangue (...) e il battito cardiaco". Qualcuno si chiede se davvero potrà funzionare e fa notare come non ci siano ancora case study che riguardino il nuovo dispositivo. Il giochino sarà proposto inizialmente, spiega il produttore, all'industria dei casinò e delle banche ma anche ai grandi uffici e alla grande distribuzione. C'è da chiedersi quanti e quali saranno i dipendenti disponibili ad indossarlo.

Maya


Radio Libere :: Radio Ciroma

Tratto da Radio libere. Ma libere veramente. Di Mauro Orrico

Cosenza è sempre stata città attenta ai movimenti. Per capire meglio la vita e la storia di questa emittente antagonista, nel cuore della Calabria, bisogna comprendere il significato etimologico della parola ciroma. La radice semantica proviene dal greco ed evoca i raduni di piazza e nel dialettale calabrese significa casino misto a caos. La radio è nata sul finire degli anni ’80 e presto si è imposta sul territorio costituendo un’interessante esempio di informazione libera, indipendente. Nonostante le difficoltà economiche e quelle derivanti dalla mancanza di un movimento solido come ci può essere nelle grandi città del cento – nord, Radio Ciroma ha continuato la sua esperienza e nel 2001 è tra le radio che creano il progetto di Radio GAP. Con la comparsa

del movimento no global la radio si è fatta interprete delle nuove istanze presenti nella sinistra antagonista. Nel frattempo ha cambiato altre due sedi, mentre gli ultras del Cosenza hanno aderito e un gruppo musicale chiamato Ciroma si è imposto sulla scena nazionale. Radio Ciroma è rimasta negli anni, nonostante l’avvicendarsi di diverse generazioni, una radio senza profitto e lontanissima dalle logiche del potere e rappresenta ancora oggi una voce “contro” in un sud ricco di problemi, ma anche di rabbia. Nel sito della radio si legge: “Per quelli che sono andati via e per quelli che verranno il sogno di continuare a tendere la mano verso l’orizzonte dell’utopia. Sperimentazione sociale, riutilizzo della tecnica di scarto. Senza profitto e contro la lebbra del potere. Sui 105.700 sempre pronti all’esodo e al conflitto attraverso le ali della libera frequenza di Radio Ciroma.”.

ControEconomia :: C'è ben altro che Vallettopoli


C’è in Italia un altro grande scandalo, permanente, e molto più grosso di “vallettopoli”. Si tratta di “Evasopoli”, ma questa volta non ci sono né “manette” né “gogne mediatiche”. Sta per uscire in libreria l’omonimo dossier dell’Ares ( naturalmente edito da malatempora), che rivela la reale estensione dell’evasione fiscale in Italia.. Una cosa mai vista: il 45 per cento del PIL ed il 98 per cento di tutte le entrate tributarie.( per l’Istat si tratterebbe soltanto del 17% del Pil!) Si tratta di un viaggio impervio: dai cantieri sommersi dell’industria delle costruzioni al mercato drogato degli affitti, dal mondo delle professioni (avvocati, dentisti, commercianti ,ristoratori ecc. ecc.) agli enti ecclesiastici ( che evadono allegramente e legalmente l’ICI), dalla criminalità organizzata all’arcipelago offshore(nel quale navigano tutte le banche e tutte le maggiori imprese italiane), senza naturalmente trascurare gli effetti perversi della corruzione politica ed amministrativa. Alcune cifre: nell’industria delle costruzioni vi sono attualmente 357.000 lavoratori in nero. Il che significa un’evasione contributiva e fiscale di 6 miliardi di euro.A cinque miliardi di euro ammonta il mancato versamento di quote Ici per tutte quelle finte case popolari esistenti nei centri storici delle nostre città.
I privilegi fiscali riconosciuti agli enti ecclesiastici comportano un’evasione complessiva ( tra quella legalizzata e quella illegale) pari a circa 40 miliardi di euro. Incalcolabile il fatturato della “criminalità organizzata” non ricompresso nel Pil: Si è fatta la stima di circa 200 miliardi tra ndrangheta, mafia e camorra. Il che comporta quindi non meno di 80 miliardi di mancati introiti del fisco su tale enorme ricchezza nascosta. Un altro fisco è possibile? Il nostro paese è molto più ricco di quanto appaia. Il vero problema è quello di snidare questa ricchezza nascosta, perché venga usata ai fini di un vero sviluppo economico e sociale. Con la consapevolezza che una battaglia così difficile potrà essere vinta soltanto con un mutamento del modello di sviluppo, con una svolta culturale che metta al primo posto partecipazione, controllo dal basso, eticità e solidarietà. Insomma, abbattere i poteri forti, con una sostanziale ridefinizione delle regole del gioco democratico. Ovviamente si tratta di un percorso lungo, difficile ed irto di ostacoli……

Romano Nobile



Hanno collaborato: Angelo Quattrocchi, Simone Marchi, Giselle B, Sandro Simone, Stefano Marsiglia, Silvia Ianniello Letizia Rosati, Angiolina Chinni, Maya, Romano Nobile.



A tutti voi dall'altra parte del monitor:
Arrivederci a mercoledì prossimo


SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Mandateci i medici
ControPolitica: Che figura di merda!
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica: La democrazia irachena
ControCultura: Il nuovo cinema italiano
pag.5
Calcinculo: 4 modelli a confronto
Bloggers: Brava brava Maria Strofa!
Calcinculo: Asta deserta, inciucio in vista?
pag.4
ControCultura:
Vita da libraia
Concorso letterario
Libri sì, Libri no
Realtà alternative: Ellin Selae