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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 28 marzo 2007, N° 7, pagina 4

ControCultura :: Vita da libraia (in ferie a Parigi)


Il mio ridente soggiorno nella città che non ride mai si configura come un mini-viaggio di formazione professionale. In ogni libreria che incontro entro, controllo, scandaglio. Scopro molte cose importanti, anche se tutte più o meno prevedibili. Ad esempio che i librai parigini sono delle mummie imbalsamate che, nonostante i loro “bonjours, merci, au revoir” gonfi di politesse, comunicano lo stesso calore di un banco-frigo. O che le loro sezioni sono organizzate con una meticolosità prossima alla pedanteria (più corretto paranoia), per cui laddove noi italiani proverbialmente caciottari raccogliamo la “narrativa tutta” sotto il segno di un irriverente ordine alfabetico (De Carlo/Divakaruni/Dostoevskij) loro separano quella anglofona dalla francofona dalla russa dall’indiana dalla mediorientale dalla mediterranea dalla vattelappescadiosacosa. Ma pur rispettando (e a tratti, saro’ sincera, invidiando) tanta ordinata razionalità (da notare come essa sempre vada a discapito della pas tout à fait condidérée letteratura italiana, che guadagna a dir tanto quattro mensole sfigate –

meno male che c’è Tour de Babel, libreria italiana gestita da italiani, nel Marais, a risollevare la nostra triste sorte) mi chiedo a cosa serva, se queste librerie sono sempre vuote... Forse che tanto metodo annoi persino loro? Ma certo che si! Se il lettore francese vuoi trovare, fra le bandes dessinées devi andare! Questi certosini dell’alta letteratura divorano fumetti come fossero baguettes, altro che Flaubert e Houellebecq delle mie balles! Se ne stanno raccolti e ricurvi nelle FNAC o dovunque ci sia una sezione di graphic novel degna di questo nome, seduti a terra o poggiati alle balaustre, il loro inseparabile ipod conficcato nei canali auricolari, a scroccare turpi storie di spionaggio marziano, o sesso manga da leggere al contrario come un perverso 69 di carta stampata... Questo è il verace lettore francese. E la letteratura anglo-franco-indio-orientale la lasciano alle libraie italiane (che ancora leggono i libri senza figure) casomai gli venisse in mente di farsi un giro da quelle parti, quando vanno in ferie.

Silvia Ianniello




Realtà Alternative/Controcultura :: Kai Zen e della scrittura collettiva


Questo sabato siamo stati dai nostri amici della libreria L'Eternauta, al Pigneto, dove si presentava “La strategia dell'ariete” di Kai Zen, alla presenza di tutti e 4 gli autori. Eh sì, perché Kai Zen è un collettivo di quattro autori, tutti trentenni (ad occhio più 35 che 30), tutti in qualche maniera impegnati nella scrittura per mestiere, tutti esordienti tranne uno, Guglielmo Pispisa – La città perfetta, Einaudi. Del libro possiamo vi diciamo a lato. Della scrittura collettiva invece, vogliamo dirvi qualcosa. Ci abbiamo sempre creduto e molti dei nostri libri sono scritti a più mani e, soprattutto, a più teste. Perché la circolarità delle idee e il confronto
continuo rendono alla lunga molto di più del lavoro in solitaria, e questo lo sanno molto bene anche i ragazzi di Kai Zen, così lontani dallo stereotipo dell' autore contemporaneo: loro modesti, curiosi, aperti ai complimenti come alle critiche e, soprattutto, più che disposti a mettersi in discussione; i baricchi e co. introversi, irascibili, concentrati solo sul proprio ombelico suscettibili se solo si osa toccare loro una virgola. È da autori così che ci si possono aspettare buoni libri, il resto è, inevitabilmente, spazzatura egocentrica e poco di più.

Il Collettivo
ControCultura :: Libri sì, Libri no


Libri da leggere
Shanghai, Berlino, foresta amazzonica e Texas: quattro luoghi, in quattro epoche diverse, attraversati sulle tracce del Respiro di Seth, ribattezzato nei secoli come AI-Hàrith, l'Ariete, l'appellativo di Satana nel Corano. Il servo del professor Einrich Hofstadter, che per primo si era messo alla ricerca dell’Ariete, Shanfeng, è però anche uno dei migliori sicari della società segreta della Triade, che controlla gli affari sporchi di Shanghai e si vedrà costretto a fuggire contribuendo, in modo quasi inconsapevole, alla diffusione di AI-Hàrith nel mondo. Un ensemble narrativo (gli autori sono quattro) per la Strategia dell’Ariete molto ben riuscito. Il vorticoso turbinio di immagini, sostenute da una scrittura scorrevole e incalzante non è mai banale, anche per i continui e repentini cambi di scena e piani spazio-temporali che calamitano totalmente l’attenzione di chi legge. Così dev’essere.

Angiolina Chinni

Libri da non leggere
La scoperta è dell'inventore dell'"alcolismo-razionalismo", che mi segnala la nuova frontiera del trash: Parata di stalloni di Gaby Hauptmann (Feltrinelli) . Se avete amato Jo Squillo e Sabrina Salerno non potete non dare un'occhiata a questo pezzo da novanta della letteratura pseudo-femminile e femminista. Dopo averlo letto avrete voglia di lanciarvi dal terr azzo del vostro appartamento con un metro quadrato di tovaglia. È un testo molto complesso, ma io conto di finirlo prima di sera. Siamo donne, oltre le gambe c'è di più.

Letizia Rosati



SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Guerrafondai e buffoni
ControPolitica: Nelle mie mutande ci guardo io
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica: Il Petrolio iracheno
Controcultura: Europa Svegliati

pag.3
Calcinculo: Via gli striscioni
Bloggers: Lesbo è un'isola del Mar Egeo

pag.5
RadioLibere: Ricordano Renata
ControEconomia: Corruzione, Italia in prima fila