Contropolitica ::
Caccia al tesoro
Dopo che le truppe di
liberazione occidentali hanno invas... ,ops scusate, liberato l'Iraq e dopo che la diligente
amministrazione inglese è stata in grado di calcolare il patrimonio segreto di Saddam Hussein
e dopo che sua Maestà si è resa conto che quasi quasi era più il ricco il rais dittatorello che
la gloriosa corona inglese; i servizi britannici dell'MI6 si sono impegnati a tracciare i flussi
finanziari che hanno occultato e disperso l'immensa fortuna di Saddam. Una caccia al tesoro paragonabile
per misura solo alla ricerca dell'oro dei nazisti dopo la seconda guerra mondiale. Secondo un giornalista
statunitense, Saddam sarebbe stato interrogato sul suo tesoro anche poco prima dell'esecuzione.
L'esistenza del tesoro di Saddam è affiorata per la prima volta nell'aprile 2003, quando i soldati Usa trovarono
650 milioni di dollari in una delle ville del dittatore, stipati in 164 cassette di alluminio. L'invasione del
paese costrinse Saddam a nascondere la sua fortuna in tutta fretta, un'operazione cui
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parteciparono anche i figli,
Uday e Qusay. Quest'ultimo, all'indomani dell'invasione, si presentò alla sede della banca centrale irachena per
prelevare un miliardo di dollari da trasferire in Libia. Qusay, invece, fece visita di persona a due banche a
Ginevra, per preparare un trasferimento di danaro.
I fidi economisti britannici hanno stimato che durante gli anni del suo regime, l'ex presidente iracheno Saddam
Hussein ha accumulato un tesoro privato stimato intorno ai 12,5 miliardi di dollari
e, insieme agli amici americani, hanno di deciso di intraprendere questa simpatica caccia al tesoro.
Se i risultati di tale indagine saranno simili a quelli conseguiti dopo quattro anni di guerra,
tra circa venti anni, quando l'Iraq sarà completamente occupato da multinazionali e pozzi petroliferi,
sentiremo narrare ancora le gesta di impavidi esperti finanziari che cercano in giro per il mondo le
traccia del mitico tesoro di Re Hussain.
Simone Marchi
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ControCultura ::
Cosa abbiamo fatto per meritarci Ratzinger?
Ci siamo quasi sbarazzati di Berlusconi (ma non certo dei Berlusconidi)
E stavamo giusto tirando un respiro di sollievo, che ci è capitata questa tegola del
papa oscurantista, omofobo, dottrinario, reazionario.
Ma che abbiamo fatto di male?
Quelli della destra di Dio Patria Famiglia, repressi isterici ormai in preda alle paure da TV,
sono tutti con la bava alla bocca, non gli par vero di portare l'Italia al nero fascista e pretino.
Quelli di sinistra, con una coda di paglia lunga 40 anni, provano a vedere se riescono a fare i destrorsi
in economia, nel sociale, in politica estera
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e si genuflettono a questo papa che fra un po' ci dirà che il sole gira intorno alla terra.
E ce lo dirà, magari, tutto vestito di rosa.
L'ha già fatto.
Noi stiamo preparando un libro che si intitola NO NO NO RATZY NON E' GAY, e lo faremo
uscire poco dopo il suo compleanno, quando faranno il raduno catto-clerico-fascista,
con i preti neri in dimostrazione, una novità assoluta, che neanche Savonarola...
Il nostro NO NO NO RATZY NON E' GAY è la nostra beffarda risposta a questo ritorno della reazione,
che a noi pare una specie di incubo della ragione.
A. Q.
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SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Quando usciremo dall'inverno prodiano
Cosa succede alla Malatempora
pag.3
Calcinculo: Nuovo presidente?
Bloggers: Il blog di Rudi
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
Realtà alternative/ControCultura: IoLeggo
pag.5
Radio Libere: Radio Onda d'Urto
ControEconomia: Il tesoretto della vergogna
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