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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 11 aprile 2007, N° 9, pagina 5

RadioLibere ::


Pubblichiamo da Radio Libere il resoconto della prima chiusura forzata di una radio italiana.
Radio Alice non è stato il primo caso italiano di chiusura forzata di un organo di informazione: il 1° giugno 1973 gli emissari del Governo Andreotti entrarono negli studi di Telebiella che tresmetteva da due anni via cavo e dopo aver circondato l’edificio, l’emittente fu costretta al silenzio. Telebiella ha poi ripreso a trasmettere via cavo e parzialmente via etere nel 1975 e, nello stesso anno, diede vita alla emittente radiofonica Radio Biella. Nel 1976 la Corte costituzionale ha sentenziato in favore alle trasmissione radio- televisive via etere. Con la legge Mammì del ‘90 è arrivato il diniego delle concessioni alle tv comunitarie (come Telebiella). Spazio libero invece alle radio. A dicembre 1993 un decreto legge ha previsto la concessione anche per le tv comunitarie, ma si è dovuto aspettare sino al 2001 per farne richiesta.
Mauro Orrico








La curatrice della rubrica ControRete è in vacanza, la rubrica riprenderà tra una decina di giorni.


Hanno collaborato: Angelo Quattrocchi, Simone Marchi, Giselle B, Stefano Marsiglia, Silvia Ianniello Letizia Rosati, Mauro Orrico, Romano Nobile, M.R.



A tutti voi dall'altra parte del monitor:
Arrivederci a mercoledì prossimo


SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Corvi e avvoltoi

Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica: Nessuna collaborazione tra Saddam e Al Qaeda
ControCultura: Il 26 aprile è il compleanno di Ratzinger
ControCultura: Quelle scritte non son degne di Pasquino
pag.3
Calcinculo: Modello inglese
Bloggers: L'illuminazione di Lulù. Nessuna istruzione per l'uso
pag.4
ControCultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
Realtà alternative: Nexus Italia
ControCultura :: I segreti di Montecitorio
“I segreti di Montecitorio” è un libro da leggere d’un fiato. E di genere difficilmente catalogabile: saggio, racconto, trilling, gossip, grottesco? Ciò che emerge abbastanza chiaramente è però il vorticoso giro di illegalità che ruotava attorno ai palazzi ed alle polverose stanze del potere negli anni novanta ai tempi di “tangentopoli”. “Gola profonda” è Mauss, economo della Camera, protagonista e vittima, fustigatore e perseguitato. Sarebbe crudele per i lettori rivelare nei particolari la trama di un racconto che si snoda tra “mazzette” dimenticate nei bagni, verbali secretati, grossi topi famelici, funzionari corrotti, rapine, terroristi, e soprattutto spie. Si può però dire che da questo intreccio di corruzione e di violenza non ne escono troppo bene personaggi della politica e della burocrazia ancora oggi ai vertici del Palazzo. Non ne esce troppo bene neanche Giorgio Napolitano, oggi Presidente della Repubblica, ma a quei tempi Presidente della Camera. Sembra proprio

I segreti di Montecitorio
Mauss

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che il Giorgio nazionale in alcune occasioni abbia preferito insabbiare gli scandali piuttosto che far perdere voti al suo partito di riferimento. La sensazione che si trae dalla lettura di questo libro, è quella che i grossi topi che dominavano i sotterranei di Montecitorio si siano moltiplicati. Ed infatti la serie infinita di privilegi che ancora oggi proteggono i signori del Palazzo, privilegi descritti a campione in alcuni flash a fine libro, ci inducono a ritenere che, dietro l’arroganza, trame oscure possano essere ancora in atto. Non tutto infatti è stato secretato, vi sono misteri, piccoli o grandi, che preoccupano i “servizi” inducendoli a comportamenti persecutori nei confronti dei presunti detentori. Vi è una illegalità che si manifesta anche attraverso torture sofisticate. Per alcuni cittadini l’essere colpiti da raffiche di ultrasuoni è diventato pane quotidiano. Il rendere comune l’incredibile è uno dei pregi del racconto. Punti interrogativi rimangono sospesi, mentre nella realtà parlamentare la famosa legge sulla tortura, dopo essere stata approvata dalla Camera, ha tutta l’aria di essere stata da mesi insabbiata nei meandri di una commissione al Senato. Ma questa è un’altra storia!

(M.R.)