Questa
settimana abbiamo deciso di spostare la nostra attenzione verso l'altra
grande area appena bonificata e democraticizzata dagli americani:
L'Afghanistan.
Scorrendo i maggiori quotidiani nazionali in cerca di
notizie e spunti, mi sono imbattuto, sabato scorso, in un articolo
scritto da Lorenzo Cremonesi, inviato del Corsera a Kabul, che
titolava: Talebani a caccia di tamburini, basta con la musica
impura.â€
L'articolo, già presente nella prima pagina, proseguiva poi a pagina
13
e raccontava la drammatica storia del suonatore di tamburi Nazar Gul
ucciso giorni fa a sud di Kabul dai Talebani a colpi di pietre e
baionetta.
L'articolo è un reportage preciso e puntuale di quello che
accade in Afghanistan, dove cioè a farla da padroni sono ancora i
talebani ed i loro fanatismi religiosi. Poyteva finalmente essere uno
splendido atto di denuncia, un servizio che apre gli occhi ai
disattenti lettori su cosa succede realmente in quella lontana terra,
che informa ed evidenzia che gli Stati Uniti hanno a mala pena il
controllo del palazzo del governo a Kabul, che la libertà , la
democrazia, la pace sono tutt'altro che importati, che la violenza la
fa da padrona, che i Talebani, invece di essere scappati, si sono
riorganizzati e sono più forti di prima.
Invece purtroppo l'articolo è
una vergognosa propaganda pro America, che fa notare quanto i Talebani
sono brutti, cattivi, pericolosi, insensibili, come questi odino la
musica che non è sacra, gli aquiloni, le scuole femminili. Per
carità ,
tutto vero non fraintendete, ma credo, umilmente, che il compito del
giornalista sia quello di smuovere le coscienze di stimolare la
riflessione, di riportare notizie che creino consapevolezza, idee,
iniziative.
La prima domanda che il giornalista doveva porsi era dunque
quella semplicissima: “Ma sei Taleban hanno ancora tutto questo
potere,
hanno ancora la forza non solo di imporre leggi, ma anche di farle
rispettare, ecco se tutto questo è dimostrato dai fatti, dove è il
governo afgano, dove è la pacificazione in atto tanto sventolata dai
nostri amici americani, dove sono giustizia, democrazia, libertà ?â€
Ripensandoci forse il buon Lorenzo ha fatto bene, perchè svegliare le
coscienze? Perchè rovinare un bel week end di sole al lettore medio?
Meglio portare avanti la vecchia idea risolutiva: loro sono i cattivi,
noi i buoni, loro infrangono le leggi, noi reprimiamo per educare.
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questa è una cosa importante da ricordare. Il sistema di governo iracheno
- ha proseguito la portavoce della Casa Bianca Dana Pelosi - è quello della democrazia parlamentare -
le coalizioni in questo tipo di parlamento si fanno e si disfanno".
Poco importa se, in realtà, questo sia un ulteriore evidente segno di una guerra civile che non si
combatte solo sulle strade.
Poco importa se questo è il palese segno che le fazioni irachene si stanno riorganizzando e stanno
iniziando a giocare la loro personalissima partita per il potere,
Poco importa se questo porterà ulteriori scontri, tensioni, morti.
Quando alla già irreversibile situazione attuale si aggiungerà un ancor più evidente problema politico,
W. Ed i suoi amici potranno sempre dire: “ops scusate, elaboreremmo una strategia di uscita, senza
abbandonare i principi di democrazia, libertà, giustizia, bla, bla, bla.”
Simone Marchi
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