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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario! |
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Giovedì
26 aprile 2007, N° 11, pagina 4 |
ControCultura ::
Vita da libraia
“Sto cercando Leggere Lolita a Teheran, di Dacia Maraini”.
È una richiesta declamata con voce decisa. Una voce femminile di mezz’età.
Probabilmente una donna che di libri sa il fatto suo, che sceglie con attenzione
quale comprare e quale no.
Stancamente sollevo gli occhi dal libro che sto leggendo per guardarla dritta nei
suoi: “Signora, è di una scrittrice iraniana, la Azar Nafisi. Maraini non c’entra nulla”.
“Che ne so, in televisione l’altra sera c’era lei che ne parlava, pensavo fosse suo!”.
Tutto lo slancio, l’entusiasmo di un libraio si spegne qui, nello stato di disgrazia
di un simile commento, nella frustrazione dei propri forti, primari istinti
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(tipo: vado a casa di questa e gli spacco in due il televisore;
oppure: prendo il libro e glielo tiro sui denti, tanto manco si accorge
che non è uno spazzolino; e via discorrendo).
Le indico la sezione Adelphi e la abbandono a se stessa.
Torno alla mia lettura, un’invettiva di Luciano contro i bibliomani ignoranti.
Forse farò la sua fine, e duemila anni dopo mi metterò a sbraitare: “Tu leggi
continuamente ma di quello che leggi non capisci niente: sei come un asino che sente suonare la lira e muove le orecchie”.
Silvia Ianniello
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RadioLibere ::
Mep Radio
Tratto da Radio Libere. Ma libere veramente, di
Mauro Orrico
Mep Radio è un’emittente radiofonica comunitaria della provincia di Rieti, nata nel 1981.
È sempre stata indipendente da ogni logica di appartenenza politica, partitica e di gruppi di potere locale.
Nel 1982 è iniziata l’attività giornalistica con le prime trasmissioni dedicate alle attività culturali
presso il Teatro Flavio Vespasiano e con le cronache di appuntamenti folkloristici locali. Spazio anche
allo sport con le cronache ironiche dei Mondiali di Calcio “Spagna ‘82”. Nel mese di novembre è stata
attivata la frequenza dei 103.900 Mhz.
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Nel 1990 M.E.P. Radio si è trasformata in una emittente comunitaria,
modificando così la sua denominazione di Associazione Culturale MEP Radio
Organizzazione poiché la legge Mammì, approvata nel luglio dello stesso anno,
prevedeva una particolare normativa per le emittenti che svolgevano attività
informativa, culturale e senza scopo di lucro.
Da allora l’emittente reatina è cresciuta ed è diventata, negli anni, punto di
riferimento per un pubblico desideroso di un’informazione indipendente e libera locale e
attento alla ricerca di qualità nell’intrattenimento, come nelle scelte musicali.
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ControCultura ::
Libri sì, Libri no
Libri da leggere
Tana per la bambina dai capelli a ombrellone, di Monica Viola.
Un lungo monologo che parte dall'infanzia e arriva alla giovinezza,
attraverso i '70, i primi 80, gli anni del Piper e quelli di piombo.
Una storia tagliente come un coccio di bottiglia, raccontata con una leggerezza
ironica tanto rara quanto gradevole. Pubblicato in modalità “on demand”,
è acquistabile dal sito di vibrisse libri.
S.M
SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Segolène e Sarkozy/2
Cosa succede alla Malatempora
pag.2
ControPolitica: I grandi media
ControCultura: Filastrocche
pag.3
Calcinculo: Dieci considerazioni semi-serie sullo scudetto dell'Inter
Bloggers: La Lupa Monichina
Calcinculo: Calciopoli/bis
pag.5
ControCultura: Il paradiso del web
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Libri da non leggere
Dopo uno strepitoso 2.83/5 su IBS nel 2005, a Milano si cavalca l’onda dell’esaurimento
psichico generale e si ripubblica il successo del timido Raffaele Morelli: Non siamo
nati per soffrire, che entra ad honorem nella grande famiglia de “Non è bello ciò che è bello,
figurarsi questi libri”.
Medico psichiatra, psicoterapeuta, specializzato in psicosomatica, scrittore (trovate l’intruso),
come ci fa notare l’acuta Selvaggia Lucarelli “oggi lo si vede, di rado, nelle trasmissioni televisive
di Maurizio Costanzo e sempre al fianco di altri illustri colleghi quali Beppe Convertini e Costantino
di Uomini e donne”.
Il messaggio del professore, ci fanno sapere in quarta di copertina, è tanto semplice quanto rivoluzionario
(sto per svelare la trama, continuate solo se consapevoli): se stai male – tipo un attacco di panico,
una gastrite nervosa, un po’ di psoriasi, la scelta è ampia - devi ignorare il dolore. Sii ipocrita,
vai alla finestra e grida “Sto bene!”: il dolore si sentirà a disagio, trascurato, e se ne andrà.
Il concetto è lo stesso di due anni prima. E il risultato? Pure. Buonismo, sorrisini, arrivederci e grazie.
Letizia Rosati
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