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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 2 maggio 2007, N° 12
Contropolitica ::
Il movimento e la politica



Lo schifo, e il rifiuto della politica politicata non ci deve fare ciechi. Viviamoci il movimento come strategia e quel che della politica ci serve (Segolène che ardentemente speriamo vinca per non avere l'orribile Sarkozy) come tattica. E votando,per quanto ci faccia schifo, con iln aso turato, ma votando, contrariamente agli anarchici che non votano per una ragione idelogica d'ottocento che ora non ha più molto senso nella società dello spettacolo. Ci sono un paio di milioni di movimentisti che in Francia dovrebbero votare Segolène, e con loro ce la dovrebbe fare, se non la votano, perde e sai che schifo. La cosa vale anche per quel due milioni, o forse uno solo, che in Italia si rifiutano, con una qualche vena di qualunquismo, di cinismo disperato, al voto e alla politica politicata. La risposta è ovvia, se non votate, è come se votaste Berlusconi, o Sarkozy, non farlo dunque mi pare sciocco. E veniamo a tutto questo smottamento dei poteri, della divisione della torta futura, che va sotto il nome di bipolarismo. Innanzitutto, quel che interessa è la democrazia diretta, quella che possiamo controllare sul locale, e quindi

controllare sul locale, e quindi poter mettere un nome sulla scheda aiuta. Chi non vuole nomi è tecnicamente fascista, preferisce che i nomi li controlli e proponga la mafia partititca, fatto, come ben sapete, di cordate mercenarie, ladre per lo più. Ultima cosa, per chi non ha ancora capito la differenza tra politica racicale (Cneto, la Sentinelli ed altri un Ferrero e qualche altro decente) e il Movimento. Movimentisti (vedi il nostro libro 'Movimento' che regaliamo a chi compra un altro libro,dal quanto ci crediamo) sono quelli che non vogliano il posticino, neanche quello di assessorino di circoscrizione, o al massimo solo quello, per rispondere alle esigenze e domande locali, che possono aiutare la gente. Naturalmente, gli orchi da fermare sono Bersani e la Lanzillotta, che vogliono applicare il profitto alle istituzioni di base, e pure all'acqua. Converrà manifestare, in ogni forma democratico ironica, il disprezzo che si meritano, per quelle loro idee degne di Attila l'Unno.

Angelo Quattrocchi







SOMMARIO
pag.2
ControPolitica: Il movimento e la politica
ControCultura: Bagnasco non ci casco

pag.3
Calcinculo: Italiani e stranieri
Bloggers: La sesta sorella Marx
Calcinculo: Due punture nel sedere
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
RadioLibere: Radio G.A.P.
pag.5
ControRete: Wakoopa sa cosa ti gira sul PC ControCultura: Un presidente trasparente
Controcultura ::
Cosa succede alla Malatempora



Settimana di vacanza anche qui, con il collettivo in giro tra Transilvania e campagne romane. Però la ruota non si ferma mai, neanche in nostra assenza. Così ci accorgiamo che i nostri 'No, no, no! Ratzy non è gay!' e 'Delitto e castigo in M.O.' vanno che è una bellezza – chiediamo scusa ai lettori che ce li hanno ordinati, c'è da pazientare qualche giorno. E ci accorgiamo anche che cominciano ad arrivarci un sacco di proposte di romanzi. La cosa ci fa molto piacere, però ricordiamo a tutti gli aspiranti narratori che per la fiction siamo molto selettivi, privilegiamo proposte inerenti alla 'vita vissuta', a storie fattuali che sappiano descrivere squarci di realtà, piuttosto a romanzi autoreferenziali che tanto vanno presso altri editori. Intanto prosegue il count-down per il family day cattoclerico-fascista, in concomitanza del quale lanceremo ufficialmente il nostro Ratzy in rosa, curiosi di vedere cosa succede. Alla prossima.

Il Collettivo Malatempora






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