Contropolitica ::
Afghanistan: è proprio guerra
L'attualità e le contingenze ci spingono a parlare nuovamente di Afghanistan,
della pacificazione che non esiste, della democrazia che non c'è, della politica
che non porta a niente, della guerra che torna ad essere l'unica forma di “dialogo”.
L’aviazione Nato ha bombardato per la prima volta la provincia occidentale di Herat,
dove si trova il contingente italiano, uccidendo almeno 136 persone – presunti talebani –
e provocando rabbiose proteste popolari. Manifestazioni anti-occidentali anche nell’est del
Paese, dove diversi civili sono morti ieri in un raid delle forze Usa contro un villaggio vicino a
Jalalabad. Intanto nel sud la Nato avvia oggi una nuova offensiva, l’operazione ‘Silicon’,
per riconquistare lo strategico distretto di Sangin, di cui aveva già annunciato la “liberazione”
all’inizio di aprile.
In poche parole l'Afghanistan è completamente al di fuori del controllo della Nato, degli Stati Uniti,
di Karzai, eppure nessun grande media ha pronunciato la terribile parola: Guerra.
Si, guerra, perchè questa è la realtà dei fatti, perchè i Taleban,
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nonostante quello che ci vogliono
far credere, controllano gran parte del paese e, per di più, hanno una vasta fetta di popolazione che
appoggia o quantomeno simpatizza per le loro “azioni”. Guerra, perchè quando si compiona raid aerei
e si provocano 150 morti non si può parlare di polizia internazionale, guerra perchè i talebani
vogliono tornare a controllare l'Afghanistan e hanno un solo modo per farlo. Guerra perchè il numero
di vittime settimanali, da una parte e dall'altra non può rientrare tra i danni collaterali.
Guerra perchè la diplomazia, la politica, gli accordi non hanno la forza per controllare nemmeno
quel che rimane di Kabul. Guerra perchè quando c'è di mezzo petrolio ed interessi economici questo
sanno fare gli americani.
Guerra si, però non si può dire, perchè altrimenti cadono governi, perchè altrimenti tutta la farsa
su cui si regge la politica estera italiana cade, perchè altrimenti saremmo costretti a dare ragione
ai due senatori che “tanto male hanno fatto alla coalizione di centro-centro.centro-centro-sinistra.”
Simone Marchi
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ControCultura ::
Bagnasco non ci casco
Ma possibile che ogni volta che qualche idea radicale, nonconformista, fuori
dalle righe del politically correct, del politichese schifoso, si fa
strada
sul mediatico, arrivi subito la bombetta (nel dopo Genova) la scritta
truce
(con 20 euro di spray con scritto Bagnasco stai attento si riempiono i
giornali)?
Certo che è possibile:è, per farla breve, il regime mediatico che la
butta in
caciara quando la sua posizine è intenibile e fa schifo ai senzienti.
Da notare che lo spray ha più che altro scritto BAGNASCO VERGOGNA, cosa
più
che legittima, e a parere di milioni di noi, più che giustificata
dall'arroganza pretina e dalla pretesa di imporci le sue ossessioni, le
sue
fobie, i suoi stupidi assoluti. Naturalmente, Bagnasco è la mano di Ratzy, il fustigatore di
sempre, l'inquisitore che ora, papa, tira il sasso e
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toglie la mano.
Stiamo stampando NO NO NO RATZY NON E' GAY che troviamo irridente ed, ilare
risposta all'omofobia del gay piùimploso del mondo,e al suoi aiutante
aiutante amico bello e possibile che, a guardar le foto che
pubblicheremo,
sembra proprio innamorato. Il guaio è che sono tutti e due
omofobi, oscurantisti e rigidi assertori di tristi dogmi. Il libro sarà
il
nostro primo caveat (come per primi vi dicemmo del paese di Berlusconia
che
stava nascendo) per fermare l'imbigottimento dell'italietta. E ce n'est
qu'un
debut
PS: or ora vien fuori che l'Osservatore Romano definisce "terrorismo" le
frasi di ieri da parte di Andrea Rivera
durante il concerto di Piazza San Giovanni. Questa proprio non riusciamo a commentarla.
A. Q.
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SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Il movimento e la politica
Cosa succede alla Malatempora
pag.3
Calcinculo: Italiani e stranieri
Bloggers: La sesta sorella Marx
Calcinculo: Due punture nel sedere
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
RadioLibere: Radio G.A.P.
pag.5
Wakoopa sa cosa ti gira sul PC
ControCultura: Il presidente trasparente
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