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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario! |
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Mercoledì
2 maggio 2007, N° 12, pagina 4 |
ControCultura ::
Vita da libraia
La cosa più divertente che mi abbiano detto in questo delirante lunedì di ponte,
mentre onde anomale di turisti italiani-e-non si litigavano la priorità del bagno
e le guide Lonely di Roma, mentre gli autoctoni chiedevano uno dopo l'altro – come
grani infilati in un rosario – Gomorra, Gamorra, Comorra!, risorto e rientrato nelle
classifiche dopo mesi di liberatoria assenza (sembrava non ci fosse niente, più niente
al mondo che Gomorra e le sue storpiature), mentre uno studente universitario, ignaro
della sua improbabilità in cotanto clima vacanziero, mi chiedeva qualcosa di Savino
– e io lo guardavo pensando
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"se il Savino del film 'La capa gira' non ha scritto libri
di dialettologia barese vorrà forse dire Saviano (ariecco Gomorra, pietà!!) oppure Savinio (evviva, cerca lui!!!)"
– e mentre mi adoperavo con foga e disperazione a raddrizzare pile e pile di libri
ovunque pendenti, la fronte imperlata di sudore nevrotico e le nevrosi appese alla
pinza per i capelli (che intanto se ne cadevano giù), la cosa più divertente, dicevo,
l'ha articolata la bocca carnosa di un tenero passante che, ammirato da tanta cultura
messa di sbieco sugli scaffali, m'ha guardato adorante e m'ha detto "BEATA TE CHE LAVORI QUA!".
Silvia Ianniello
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RadioLibere ::
L'esperienza di Radio G.A.P.
Tratto da Radio Libere. Ma libere veramente, di
Mauro Orrico
Radio Gap è un circuito di radio di movimento,
nato in occasione del G8 di Genova del 2001, al fine di informare sugli avvenimenti in corso,
in quei giorni, nel capoluogo ligure.
La decisione di dar vita ad un circuito indipendente in occasione di un evento
così importante è nata dalla consapevolezza che troppe sarebbero state le
strumentalizzazioni e i casi di informazione scorretta e filo governativa,
da parte dei grandi media italiani e stranieri. Si sentiva nel movimento la
necessità di dotarsi di un megafono, una cassa di risonanza in grado di arrivare
al maggior numero di utenti. Non è un caso che parte importante dei materiali in
possesso di Radio Gap siano stati sequestrati, rubati o siano spariti, nei giorni
immediatamente successivi agli scontri, alla mattanza della Diaz e all’omicidio
di Carlo Giuliani.
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Molti dei filmati ancora “esistenti” sono oggi in possesso della
magistratura e costituiscono materiale di fondamentale importanza ai fini dei processi
ancora in corso e in attesa di giudizio.
“Il nostro slogan: ‘8 contro il G8’.
Erano, infatti, 8 le protagoniste di Radio Gap: Radio Onda d’Urto, Radio Black Out,
Radio Città 103, Radio K Centrale, Radio Fujiko, Radio Onda Rossa, Radio Ciroma e l’Agenzia Amisnet.
Di queste, oggi fanno parte del circuito: Radio Onda Rossa di Roma,
Radio Onda d’Urto di Brescia, Radio Città 103 di Bologna, Radio K Centrale di
Bologna. Ad esse, si sono aggiunte Novaradio di Firenze e una radio pirata, RadioLina di Napoli.
Radio Gap ha rappresentato uno straordinario esperimento d’innovazione
delle forme dell’agire comunicativo in opposizione al potere economico, culturale, militare, mediatico.
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ControCultura ::
Libri sì, Libri no
Libri da leggere
Mi fido di te, Massimo Carlotto e Francesco Abate.
Di Carlotto siamo fan di vecchia data, mentre abate lo scopriamo
solo ora, con questo noir dalla punta avvelenata su un mondo sconosciuto ai più,
quello della sofisticazione alimentare. Un'altra chicca dal papà dell'Alligatore.
S.M
SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Il movimento e la politica
Cosa succede alla Malatempora
pag.2
ControPolitica: Afghanistan: è proprio guerra
ControCultura: Bagnasco non ci casco
pag.3
Calcinculo: Italiani e stranieri
Bloggers: La Lupa Monichina
Calcinculo: Due punture nel sedere
pag.5
ControRete: Wakoopa sa cosa ti gira sul PC
ControCultura: Il presidente trasparente
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Libri da non leggere
Premio della Critica nella categoria “Non è bello ciò che è bello, figurarsi
questi libri” per l’opera prima dell’inedito duo Silvio Muccino-Carla Vangelista,
testo che vanta uno dei titoli più originali nella storia della letteratura:
“Parlami d’amore” (Rizzoli). Escluso inspiegabilmente dalla classifica dei 100
libri più venduti su IBS (non è mica facile tenere il passo di Cristicchi e di
Pornoromantica), alza il polverone delle groupies del tenebroso Muccino jr
che lo vorrebbero primo in tutte le classifiche di tutto il mondo per almeno
150 anni, tanto ha talento, tanto è sensibile, tanto vale oro (come Carmen,
che gli rifila un 5/5 pieno e vuole assolutamente che si sappia “SOLO UNA
COSA E' FANTASTICO NON HO FINITO DI LEGGERLO PERCHE' SONO SEMPRE AVVOLTE
DAI COMPITI PERO'IO SONO UNA muccinina93 PER SEMPRE!!! CIAO E BACIONI!!!!!!”).
Qualcuno osa una timida critica (“L'impoverimento culturale si testa anche
in libri pessimi come questo”), ma noi no! No, per favore!
Non privateci delle sensualissime e per nulla commerciali avventure
di Sasha dai capelli impettinabili, e di Nicole con una rivoluzione lontana.
E la storia? Bella pure quella: niente preamboli inutili, niente improbabili
storie d'amore con Moccia sullo sfondo, niente lungaggini (solo 400 pagine). Insomma, niente.
Letizia Rosati
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