Che lo vogliamo o no, la povera Italietta è cattocomunista, fin dal tempo di Peppone e Don
Camillo, da cinquant'anni e più, ormai. Nel suo seno l'Italietta ha un Vaticano potente, prepotente,
oscurantista, e voglioso di rivincita. Altro che carità cristiana!
Questa volta tira fuori i suoi parroci e i suoi pullman(un migliaio, sembra) e porterà i suoi centomila
Vandeani a Roma, forse più, chissà forse anche molti di più, là dove si fanno i primi di Maggio, insomma,
le messe rosse. In nome di cosa? Della sacra famiglia, che, come ognun sa, non c'è più, perché il supermercato
ha svuotato le chiese, e il consumismo del trionfante Capitale globale ci vuole tutti single, consumatori di
sesso senza amore, di merci senza frontiere.
Ma un papa omofobo (con segretario aiutante aitante adorante e altrettanto destrorso impenitente, come potete
leggere nel nostro 'No, no, no!Ratzy non è gay!') punta allo scontro ideologico contro una sinistra spaventata
e servile, una laicità che quasi non c'è più,almeno nelle sue vecchie
forme partitiche e prova la spallata mediatica. Dall'altra parte i pochi rimasti a difendere antiche
gloriose bandiere anticlericali saranno a Piazza Navona: qualche migliaio, forse qualche decina di migliaia.
La conta mediatica sarà inevitabile. Il buffo, il ridicolo, ed anche il paradosso è che
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saranno i laici, in realtà, a difendere la famiglia contemporanea, cioè l'aggregazione
parentale e/o sentimentale che ha conquistato il mondo contemporaneo.
Famiglia fatta ovviamente anche di coppie gay, come di mogli, mariti,
compagni e figlia e padri, di letti diversi e di diversi momenti della vita,
che la voglia di storia Per l'intera vita è ormai solo miraggio, o business dell'abito
bianco della sposa di provincia. Forse, dice qualcuno, sarebbe stato meglio per i laici
andare, con le loro bandiere (rosse? Anche rosse?) allo stesso meeting di S. Giovanni,
rivendicando il Diritto, e l'esistenza, dei molti tipi di famiglie dell'oggi. Che il papa
omofobo non vuole esistano, in nome del suo Dio medievale.
O forse è meglio così, che si vada ciascuno alla sua piazza, e al suo destino. E non si spaventino
i laici se saranno meno, perché gli altri sono familisti finti (come Berlusconi, vien da dire,
irresistibilmente) e di quella finzione, e delle ipocrisie di cui la loro vita è intessuta, hanno
solo
se stessi da rimproverare. In chiesa come al supermercato. Amen.
Angelo Quattrocchi
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