HOME PAGE

Chi siamo
Contatti
Mala-Autori

CATALOGO
Ultime uscite
Controinformazione
Controcultura
Controeconomia
Laica
Lampi
Fact-Fiction
Calcinculo
Erotica
Psichedelia
Classici underground

Ordina
Istruzioni per ordinare

Mailing-List
Per ricevere gratis il Malatempora-Magazine E per essere aggiornata/o

Eventi
I Mala-eventi appuntamenti live col la Malatempora


Links
Gli amici della Malatempora












Magazine 151

Magazine 152

Magazine 153

Magazine 154

Magazine 155

Magazine 156

Magazine 157

Magazine 158

Magazine 159

Magazine 160

Magazine 161

Magazine 162





Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 9 maggio 2007, N° 13, pagina 2

Contropolitica :: L'esercito di liberazione


Dopo alcune settimane passate ad est, torniamo a concentrare la nostra attenzione verso la Mesopotamia ed i curiosi soldati che la abitano per, dicono, liberarla e democraticizzarla. Un'indagine condotta dal Pentagono per valutare le condizione psicologiche e mentali dei soldati americani impiegati in Iraq e resa nota dal Washington Post ha rivelato che soltanto il 40% dei marines e il 55% dei soldati dell'esercito denuncerebbero un membro della loro unità  se dovesse uccidere o ferire un civile iracheno innocente. I funzionari del Pentagono venerdì hanno inoltre rivelato che è¨ emerso che soltanto un terzo dei marines e circa la metà  dei soldati hanno risposto che credono che i non-combattenti dovrebbero essere trattati con dignità e rispetto. La ricerca ha inoltre evidenziato che lunghe e ripetute missioni in Iraq stanno incrementando i problemi di carattere psichico dei militari. Ed ha mostrato che più del 40% dei marines e dei soldati dell'esercito ha affermato che la tortura dovrebbe essere permessa se può servire a salvare la vita dei militari statunitensi. Cinquanta per cento (50%) dei soldati statunitensi crede che non dovrebbero comportarsi con rispetto e dignità nei confronti delle morti dei non combattenti. I media stanno cercando di travisare la questione scegliendo con attenzione parole costruite ad arte per


vezzeggiare gli elettori americani, ma fortunatamente la forza dei dati è inconfutabile. Da questa indagine medica emerge così il prototipo del militare medio che va a combattere in Iraq, che noi chiamiamo eroe solo perché porta la nostra bandiera, le nostre armi, la nostra violenza in una terra, ci dicono ostile ma che in realtà è un esaltato cresciuto nel mito della patria, dell'onore dell'odio verso il diverso, verso il contrario. Il militare che non prova pena a torturare innocenti o presunti tali, il militare che non prova compassione per le morti innocenti, per le sofferenze che sta causando, il militare cresciuto nei rigidi, bigotti, chiusi, ottusi, mondi delle caserme dove vige ordine e disciplina e che scarica le frustrazioni di una vita passata ad obbedire su quelli che, gli hanno detto, sono i nemici, sono il male sono i mostri cattivi. Mi chiedo con che coraggio si possa chiamare pace una missione condotta da pacificatori di siffatto genere. Portare pace significa comprendere, integrarsi, capire le ragioni dell'altro, tollerare, costruire insieme. I valori dei Marines impiegati in Iraq sono invece quelli classici delle guerre di conquista, delle guerre coloniali dei secoli scorsi dove il nero Africano e l'indio americano erano trattati alla pari di merci, di cose.
Simone Marchi





ControCultura :: Bersani sarà incriminato?


Che lui, il disgraziato, sia convinto di fare un buon lavoro, privatizzando, e dando quindi in mano a ditte assatanate di profitto, e per questo pronte a tutto, lui, e la sua sodale Lanzillotta, poco si curano. Che vogliano privatizzare l'acqua, grida scandalo a cielo che ancora ce la manda. Ma che ora voglia privatizzare anche i controlli di sicurezza sul lavoro, che, come sappiamo, è già una ecatombe così, è criminale. Non ci sono altre parole. Dentro alla sua lenzuolata (leggi sudario) vuole metterci la certificazione degli impianti industriale potenzialmente pericolosi. Immaginateveli in mano di privati che ci vogliono fare più soldi possibile (ricordate i treni privati e i morti della Tatcher giusto per fare l'esempio più terribile?). Ora sono, i controllori, 3/400 persone che chiamano, e il clan degli avellinesi, vicini a Gerardo Bianco. Tutto è così in Italia, e chi non lo sa è fesso,o

vuole esserlo. Ma almeno quelli sanno fare il loro mestiere,e lo hanno provato più di una volta.Andrebbe rafforzato l'organico, motivato, maggiormente responsabilizzato. Se Bersani privatizza, e disperde quei trecentocinquanta finisce, come quasi tutto in Italia, a schifio. Gli esempi ci sono già tutti. E pensare che questo ignobile ideologica spinta al disastro è cosa di vent'anni fa,in tutta Europa, solo che questa stupida sinistra dalla coda di paglia si intigna nel privatizzar/modernizzando, dando retta a una Bruxelles dominata dalle multinazionali, da un Padoa Schioppa di quelli fedele compagno e naturalmente la Confindustria che non gli par vero. Allucinante? Criminale? No,solo una mossa della cosiddetta sinistra italiana.

A. Q.







SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Siamo tutti catto-comunisti?
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo: Benedetta ignoranza!
Bloggers: Claudia, bella pramsana
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
RadioLibere: Radio Beckwith
pag.5
ControRete: L'Italia è in ritardo sulla banda larga
ControCultura: I cacciabombardieri invisibili