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Nel tempo dell'inganno universale...
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Mercoledì
9 maggio 2007, N° 13, pagina 5 |
ControRete :: L'Italia non è sul treno della banda larga
I dati parlano chiaro: la diffusione del broad band nel nostro paese ha raggiunto un livello
pari solo alla metà delle medie europee. Altroconsumo incalza: 6 milioni di utenti tagliati fuori,
inevitabile ricorrere al modello One Network
Roma - Sono davvero sconfortanti i dati pubblicati dalla Commissione Europea circa la diffusione
della banda larga sul territorio italiano: stando a quanto riportato dal rapporto dell'Eurobarometro,
il tasso di penetrazione italiano si attesta sul 14%, mentre la media dell'Europa dei 27 arriva al doppio,
il 28%.
Fra gli stati con la crescita più "interessante" e progressiva, rispetto al 2005, spicca la Gran Bretagna
(+9%), ma anche Francia e Germania toccano valori non trascurabili (+6%). La crescita italiana non supera
invece il 3%. La situazione italiana non è una novità e Altroconsumo avverte: "Oggi l'ADSL non è fruibile
da 6 milioni di utenti in Italia, pur considerando l'accesso alla Rete un bene universale. Una connessione
lenta pone il cittadino in una condizione di serie B: scarsa possibilità di scelta, problemi di sicurezza,
con più elevate possibilità di imbattersi in dialer, e tariffe più alte, per chi utilizza intensamente internet,
fino a 7 volte in più con l'UMTS e 8 volte e mezzo in più con il satellite".
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"La velocità di connessione - sostiene l'associazione - è un crinale
che separa chi è dentro la società da chi è fuori. La rete appartiene a Telecom Italia,
che da ex-monopolista offre come provider servizi di telefonia e di internet veloce e
contemporaneamente fissa le tariffe per i suoi concorrenti per l'utilizzo della rete.
Altroconsumo attende dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni interventi incisivi,
affinché non ci siano più utenti di serie B, laddove Telecom non ritiene e non ha ritenuto
fruttuoso investire. Perché la rete diventi finalmente una risorsa per tutti, per Altroconsumo
è necessario un salto di qualità negli investimenti nel comparto tecnologico del nostro Paese,
che già soffre di un gap nelle strutture. La rete, separata da Telecom, dovrà essere gestita in modo efficiente".
I problemi del mercato TLC italiano sembrano non esistere in paesi come l'India: The Economic
Times riferisce infatti che il governo locale intende offrire a tutta la cittadinanza,
entro il 2009, un servizio gratuito di connettività broad band attraverso le compagnie
telefoniche statali BSNL e MTNL, basato sul contributo (anche finanziario) di tutte le
telco operanti nello Stato, allo scopo di fornire forza tecnologica propulsiva a tutte le attività economiche.
tratto da Punto Informatico |
Hanno collaborato: Angelo Quattrocchi, Simone Marchi, Giselle B, Stefano Marsiglia, Silvia Ianniello
Maya, Mauro Orrico, Romano Nobile

A tutti voi dall'altra parte del monitor:
Arrivederci a mercoledì prossimo
ControCultura ::
I cacciabombardieri invisibili
Produttività e crescita economica attualmente non sono mai disgiunt dal riarmo mondiale.
E’ il caso degli F 35, i cacciabombardieri stealth ( cioè invisibili) di quinta generazione.
Sono uno dei gioielli più brillanti della moderna tecnologia militare. Sono perfette macchine
d’attacco al suolo, che, se necessario, possono trasportare armi nucleari.
Stanno per entrare in produzione ad opera della statunitense Lockheed Martin. Saranno prodotti
in migliaia di esemplari per le forze armate statunitensi e di altri paesi alleati. Si tratterà,
a detta di politici ed esperti, della più grande impresa di costruzioni aeronautiche di tutti i tempi.
Ebbene, anche l’Italia ha aderito al progetto. Il 7 febbraio di quest’anno (governo Prodi) è stato
firmato il testo dell’accordo definitivo ( quello provvisorio fu firmato da Berlusconi nel 2002), che prevede l’assemblaggio in Italia di centinaia di F 35 destinati al mercato europeo ( e quindi anche all’Italia). L’azienda capofila nel nostro paese in alleanza con la Lockheed sarà l’Alenia Aeronautica, che guida nell’impresa decine di aziende italiane che si sono gettate a capofitto
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nell’affare. Il sito dell’assemblaggio è stato già individuato nell’aeroporto militare
di Cameri, che si trova a pochissimi chilometri da Novara,aeroporto che ha già ospitato
F 104 e Tornado.
L’Italia spenderà quasi 2 miliardi di euro per questo progetto. Poi, quando si tratterà
di acquistare un centinaio di cacciabombardieri freschi di fabbrica, si dovranno spendere
altri 15 miliardi di euro.: tutti soldi prelevati dalle tasche dei contribuenti e sottratti
ad altri impieghi di maggior rilevanza sociale.
Non è stato inoltre ancora valutato con precisione l’impatto ambientale di questa produzione:
gli aerei, una volta assemblati, devono essere fatti volare a lungo per i collaudi necessari.
E al limite dell’aeroporto di Cameri c’è il parco del Ticino: un sito naturale che ha già subito
altri attacchi negli ultimi decenni.
Ci si prepara dunque all’ennesima devastazione ambientale ed a sperperare miliardi di euro per
costruire una perfetta macchina di morte.
***
Per il 19 maggio 2007 è prevista a Novara una manifestazione contro gli F35.
Per adesioni al corteo scrivere a info@zetapoint.org
Tratto da ZetaPoint
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SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Siamo tutti catto-comunisti?
Cosa succede alla Malatempora
pag.2
ControPolitica: L'esercito di liberazione
ControCultura: Bersani verrà incriminato?
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pag.3
Calcinculo: Benedetta ignoranza!
Bloggers: Claudia, bella pramsana
pag.4
ControCultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
RadioLibere: Radio Beckwith
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