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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 16 maggio 2007, N° 14, pagina 2

Contropolitica :: Evviva l'oppio


Continua il nostro ping-pong tra le due nuove nazioni della libertà, tra l'Iraq e l'Afghanistan, tra le due nazioni ribelli pacificate rimesse nella retta via. Questa settimana ci occupiamo nuovamente dell'Afghanistan perchè una ricerca trova finalmente il punto in comune tra il governo di Karzai e quello dei taleban. No, cosa credete, non si tratta della banale considerazione che tutti e due, seppur in anni diversi, sono stati creati, finanziati e sostenuti dagli Stati Uniti, no sarebbe troppo banale. I due schieramenti in guerra sono accomunati dal metodo di finanziamento della loro guerra e delle loro risorse. E no, vi sbagliate ancora una volta anche in questo caso non sono gli americani, ma...... l'oppio. Esatto dopo un 2005 di flessione che aveva fatto temere il collasso dell'economia afgana l'eroina è tornata a farne da padrone. Un economista occidentale direbbe che la droga è il vero carro da traino della lenta e disperata economia dell'Afghanistan. Secondo l'indagine più del 90% dell'eroina mondiale è prodotta nei campi di papaveri afgani e il traffico di droga contribuisce alla formazione del 60% del Pil dell'intera nazione.


Se non fosse che la mitica amministrazione americana ha già condotto una, ci dicono, vittorioso guerra sul suolo afgano, tale monopolio, tale concentrazione di potere spingerebbe quasi a condurre un'altra bella guerra preventiva. In realtà, però, niente di nuovo nasce sotto il sole afgano. Così come negli anni dal 1984 al 1988 (quelli in cui i taleban erano amici perchè combattevano i nemici sovietici) l'illuminata amministrazione americana tollerava la produzione ed il traffico di eroina per consentire l'autofinanziamento dei Mujaidin,così oggi ne consente la lavorazione e lo spaccio per sostenere lo sgangherato governo e la sgangherata economia afgana. Pazienza se poi la produzione serve anche per finanziare quello che prima chiamavano esercito di liberazione e che adesso chiamano stuolo di terroristi. E pazienza se l'operazione di polizia – puliza affidata agli inglese non riesca a dare risultati a causa della radicalizzazione del problema (più dell'80% dei contadini afgani hanno l'oppio come unica fonte di sostentamento.) merci, di cose.
Simone Marchi





ControCultura :: Ancora su Ratzy


Dopo aver detto che gli Indios d'America hanno aspettato per secoli i conquistadores con la spada e la croce, il nostro omofobo è tornato ed è andato a riposarsi a CastelGandolfo.Con il suo aitante aiutante, il bellissimo e altrettanto omofobo e reazionario Georg. Noi abbiamo venduto le prime 50 copie di NO NO NO RATZY NON E' GAY! E per questa settimana lo potete ottenere solo ordinarlo per e-mail perché non è ancora in libreria.E vi converrà prenotarlo,perché,per le ragioni che immaginate, i librai ne hanno prese pochissime copie,e spariranno subito.A chi lo ordina regaliamo anche un paio di stickers(autoadesivi in

italiano) che vanno messi,o vicino alle librerie o vicino alle chiese (e ai supermercati,le vere . chiese di oggi? Fate voi).O dove vi pare più giusto,nella vostra città.E' il nostro modestissimo contributo contro l'invasione e mediatica e fisica clericofascista che Ratzy ha messo in campo,come non ci fossero bastati i cinque anni del malefico Berlusconi.Dalla prossima settimana in libreria, sempre per avere una qualche presenza visiva divertente, in questa valle di lacrime di astinenza, castità, peccato, penitenza e genuflessione come vuole la di Ratzy religione. Insomma, ancora e sempre, resistenza

A. Q.






SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: L'altro giorno...
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo: Nun ce vonno stà
Bloggers: Il blog degli opposti
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
pag.5
ControRete: Internet favorisce gli abusi
RadioLibere