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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 23 maggio 2007, N° 15, pagina 2

Contropolitica :: Lo sceriffo di Nottingham


Libertà, democrazia e tutto il resto sono gli slogan che accompagnano noiosamente i nostri sei anni di politica e guerra preventiva. Libertà, democrazia e tutto il resto sono le parole che da qualche mese, altrettanto noiosamente, stiamo utilizzando per smontare il castello di frottole costruito da Bush dai suoi fedeli alleati (a proposito, ciao Blair e ciao Wolfowitz) e dagli ancora più fedeli media occidentali. Ancora una volta il teatro della nostra analisi e il benamato Iraq. L'Iraq che, ci dicono, sta attraversando un periodo transitorio, di difficile assestamento, ma che comunque l'esercito e l'amministrazione americana stanno cercando di arginare e risolvere. Bene, in questo momento transitorio (strana concezione di transitorio hanno gli americani), in Iraq si sono formate bande di signorotti locali che dettano leggi, decidono e riscuotono le tasse, amministrano giustizia, politica e tesoro. Seguiti, protetti e fiancheggiati dai loro fedeli “bravi” questi sceriffi di Nottingham della Mesopotamia, stanno facendo soldi a palate utilizzando l'enorme vuoto di potere che anni di guerra e di kaos hanno prodotto all'interno dell'ex Stato canaglia. Uno di questi bravi signori, uno dei pochi iracheni che ha beneficiato dell'intervento americano (per lui, in effetti, la bandiera a stelle e strisce ha veramente significato ricchezza, guadagno, libertà in un certo


senso) si chiama Hatym Al Rizeq. Lo “Stato islamico in Iraq” ha nominato il suo “principe” nel quartiere storico dei cristiani a Baghdad, Al Dora (notare bene, stiamo parlando di Baghdad, della capitale, non di un paesello sperduto e dimenticato da dio). Nella zona ormai svuotata dalla presenza cristiana, l’uomo preposto a spadroneggiare, è l'imam Hatym Al Rizeq. Lo riporta il sito in arabo Ankawa, secondo il quale il nuovo capo ha già iniziato a reclamare la famigerata tassa di protezione (jizya) durante i suoi infuocati interventi nella locale moschea "Al Nour" (“luce”). La somma che l’imam Hatym Al Rizeq impone ai cristiani per poter rimanere nelle proprie case è di 250mila dinari iracheni al mese per persona, pari a circa 153 euro. La cifra è pari al fabbisogno economico di un mese per una famiglia di 6 persone nella capitale. Ma il democratico governo iracheno dove è? Dove è quel governo eletto con la commozione di centinaia di cronisti occidentali che piangevano di fronte allo “spettacolo di democrazia” offerto dal popolo iracheno recatosi alle urne? Ebbene, gli abitanti locali denunciano l’“indifferenza e il pesante silenzio” del governo, che ormai in quartieri come Dora, e in molte altre zone del Paese, risulta assente e impotente. Ripetiamo, ASSENTE ed IMPOTENTE.
Simone Marchi





ControCultura :: Magliette e libertà


Forse è arrivato il momento,per la povera Malatempora,di mettere a frutto tutto quello che abbiamo imparato facendo gli alternativi fin dagli anni Sessanta...Per cominciare,la strada,la piazza,le persone sono sempre dalla tua parte,quando devi gridare,come stiamo facendo noi,che il re è nudo. Quindi,abbiamo fatto gli stickers(gli autoadesivi) di quel bel colore fucsia,che dicono,in bianco: NO NO NO RATZY NON E' GAY!' e ne mandiamo un paio a tutti quelli che ordinano il libro per e-mail. Da domani abbiamo anche le magliette,qnch'esse di questo stupendo colore fucsia(che si nota,e come,da lontano) e che vorremmo girasse sui corpi delle persone che hanno allegramente voglia di dire,con il corpo,che la loro vita è la loro,e non c'è omofobo che ci possa guardare dentro la nostra testa,dentro le nostre

mutande,dentro il nostro cuore. Ricordate la favola del re nudo che nessuno osa dire che è nudo,poi un bambino,nella sua innocenza,lo grida,e tutti,ma si,ma è nudooo...Ebbene,con gli sticker e con le magliette stiamo facendo questo,proclamando una nostra visione,una nostra interpretazione di una omofobia così antica,inculcata e poco caritatevole e così invadente,potente,prepotente che abbiamo solo il nostro corpo,e la strada,per contrastarla... Che altro dirvi? Ci dicono che siamo folli,che non si può andare contro un potere millenario ecc. ma il libro andava scritto,gli stickers andavano fatti,le magliette andavano fatte,perché sotto la cupola soffocante del mediatico una fiammella di libertà di pensiero qualcuno la deve pur accendere.E chi la pensa come me,gli costa solo 12 euro,e il coraggio di metterla e,visti i tempi,ci pare proprio poco (libro a parte)

A. Q.






SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Il regime un anno dopo
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo: 10 motivi per non tifare Milan
Bloggers: Nani in fiamme
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
pag.5
ControRete: Bill Gates profetico
RadioLibere