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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 6 giugno 2007, N° 17, pagina 2

Contropolitica :: Si salvi chi può


Come previsto e prevedibile, con l'avvicinarsi delle elezioni americane e con il conseguente ed obbligato cambio della guardia (attenzione non siamo affatto sicuri che dopo otto anni di repubblicani i democratici tornino alla guida degli USA, ma siamo consapevoli che W., fortunatamente, non potrà più rappresentare la bandiera a stelle e strisce) i funzionari dell'amministrazione americana giocano tutte le carte in loro possesso per essere comunque spendibili nei prossimi mandati presidenziali. Il campo preferito per i: “io lo avevo detto”, “io lo avevo consigliato” “io lo avevo addirittura scritto” è chiaramente l'Iraq. Quando più di cinque anni fa l'esercito del bene ha dichiarato guerra alla nazione del male, non solo gli stati Uniti, ma il mondo occidentale intero sembrava appoggiare incondizionatamente la linea del comandante in capo. Chi non ricorda le infuocate discussioni all'ONU dove i rappresentanti inglesi ed americani spendevano fiumi di parole e di documenti (risultati poi falsi) per dimostrare che al mondo non c'era niente di più pericoloso di Saddam e dei suoi arsenali? Chi non ricorda le crociate mediatiche dei media di tutta Europa e di tutta America a favore dell'invasione? Della guerra preventiva? Della pace armata? Chi non ricorda lo zelante lavoro con cui CIA,


FBI e chissà quale altra agenzia di spionaggio svolgevano e divulgavano a favore della tesi ufficiale? Ebbene in questi giorni si scopre che la CIA aveva da sempre sconsigliato l'invasione in Iraq che, testuali parole: “Secondo i dati a nostra disposizione la caduta di Sadam Hussein porterà ad una guerra civile di difficile gestione, controllo e contenimento”. Bhe, direte voi, non serve essere dei geni o degli illuminati strateghi per capire che l'Iraq senza Saddam sarebbe diventato una polveriera, eppure dove erano questi illuminanti documenti cinque anni fa? È veramente plausibile che Bush non abbia letto una tale relazione? È veramente accettabile che pur con questi dati “alla mano” i falchi abbiamo deciso per la guerra e di ingannare l'ONU con falsi documenti e false prove? Anche se la nostra reputazione di Bush e compagnia è di molto al di sotto dello zero, non crediamo che possa arrivare a tanto; crediamo semplicemente che la barca sta inesorabilmente affondando e tutti quelli che vi stanno dentro e che hanno sensibilmente contribuito all'affondamento stiano cercando di salvare il salvabile.Del resto i presidenti vanno, i funzionari con una bella lavata, restano.

Simone Marchi





ControCultura :: 100 corpi a P.zza San Pietro


I nostri amici senzienti che come noi pensano,e sentono,con la loro testa, e più in generale i laici furiosi ed i gay furibondi per L'arrogante e ben poco caritatevole visione del papa reazionario e omofobo Che ci vorrebbe casti,al suo dio obbedienti e alle sue tristi verità Ossequienti non sanno che fare,per farsi sentire. E' vecchia storia.Il paese è in mano ad un mediatico comandato dai potentati economici,e i suoi servi politici e pubblicitari, tutti genuflessi al tristo omofobo(e al suo altrettanto omofobo aitante e pimpante segretario molto personale). Il voto è quel che è,e sappiamo,le dimostrazioni somo ormai solo mascherate televisive,almeno quando non provano ad essere creative,immaginifiche,auel che alcuni amano chiamare pink bloc. Ebbene,siamo pink block,anzi,siamo di quel rosa fucsia che sta diventando il colore dei laici.Per questo abbiamo fatto una maglietta fucsia (vedi sito) con su scritto NO NO NO RATZY NON E' GAY! Che è il titolo del libro che mostra,illustra e suggerisce come l'omofobia di Ratzy venga,come è logico,da una omofilia repressa da sempre,ed ora esplosa nel suo rapporto stretto e commovente,con il suo

cinquantenne aiutante che con lui divide la quotidianità tutta,ed anche il potere,probabilmente. Il NO NO NO RATZY NON E' GAY! è libro chiaramente irriverente,e,speriamo divertente,che il mediatico ovviamente ignora,ma che sta rapidamente imponendosi (ora lo trovate in molte,anche se non tutte le Feltrinelli,e ovviamente per e-mail da noi) grazie ad un tam tam fatto di stickers(a chi vuole ne mandiamo un paio) e di magliette,appunto. Le magliette sono,a parer nostro,una maniera forte(ah,quel fucsia bellissimo che si vede da lontano) per dire:non ci restano che i nostri corpi,per dire che il re è nudo:E il re è nudo.Insomma,libro e maglietta. Ora stiamo,noi bambino irriverente,aspettando che il pubblico senziente,gay e non solo,si prenda quante magliette bastino ad andare a mostrarle in quella piazza del Bernini che si chiama Sam Pietro,a fare un colorato evento fucsia,così che i nostri corpi accendano le menti dormienti...

A. Q.






SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Dall'Iraq a Trastevere
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo: Sarà una calda estate?
Bloggers: Il blog del buon umore
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
pag.5
ControRete
RadioLibere