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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 30 maggio 2007, N° 16, pagina 4

ControCultura :: Vita da libraia


Tempo fa vi raccontai che un uomo canuto, amabile e pieno di fascino entrò in libreria e mi chiese il giallo appena uscito di Carlo Fruttero (che non a caso è un uomo canuto, amabile e pieno di fascino). Tanto ho amato quel romanzo quanto quel cliente, anche se solo per pochi istanti. Ieri ho ricordato quell’incontro non appena il “nuovo” libro di Fruttero è approdato sulle mensole fresco di stampa. Dico “nuovo” perché in realtà “Ti trovo un po’ pallida” è un racconto di quasi vent’anni fa, uscito sull’Espresso firmato F&L e rilegato oggi per la prima volta sotto la firma di F, che ne è sempre stato unico e solo autore.

Ecco che una cosa già scritta e letta viene ristampata e riletta e non è più la stessa di prima. Perché un fatto già accaduto non può accadere una seconda volta. Così ieri nessun cliente ha fatto capolino in libreria, né mi ha consultata, ammaliata, sedotta e abbandonata come speravo, ricordando quell’episodio così caro. D’altronde l’attesa che un evento si ripeta uguale se uguali si ricostruiscono le condizioni ha un senso nei laboratori, non tra gli scaffali, e di certo è roba da scienziati, non da librai.

Silvia Ianniello



SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Dall'Iraq a Trastevere
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica: Si salvichi può
ControCultura: 100 corpi a San Pietro
pag.3
Calcinculo: Sarà una calda estate?
Bloggers: Il blog del buon umore

pag.5
ControRete
RadioLibere
ControCultura :: Libri sì, Libri no


Libri da leggere
Memorie di un soldato bambino, di Ishmael Beah racconta una realtà nota a tutti, ma che nell'Occidente ricco e saccheggiatore suscita solo un'ipocrita indignazione: quella dei bambini-soldato, ragazzini di dieci, dodici, tredici anni con il fucile in mano che alla guerra non giocano, ma la fanno per davvero.

S.M



Libri da non leggere
Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso in via Fox. Perché Matteo Principe è uno di noi, uno che lotta contro la "Fuffa™", contro l'aria fritta, il nepotismo, il clientelismo. Perché Matteo Principe è per l' intifada mentale, la resistenza attiva. E che fa Matteo Principe per smantellare il sistema? Beh, fa marketing in una multinazionale. Ma niente niente sto Principe non è uno di noi , ma uno di loro? Niente niente è Alessandro Militi, marketing manager della Fox International Channels Italy che la Fuffa™ la vende tutti i giorni e, da bravo italiano cresciuto a pane e volpe qual è, ha capito che a sputare nel piatto in cui mangi a) ti fanno pubblicare un libro b) ti invitano a parlarne a Markette o quantomeno alle Invasioni Barbariche? E che se nella storia ci infili pure il sushi, i Parioli, Ponte Milvio, e poi i livelli i quadri e le console scritte con due elle (olé olé per il correttore di bozze), la gente (che è fessa, si sa) ci casca? Come direbbe Verdone: "A Militi, ma proprio a me voi cojonà?".

Letizia Rosati