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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario! |
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Mercoledì
23 maggio 2007, N° 15, pagina 5 |
ControRete :: Orge su Second Life
Si potrebbe anche dire che c’era da aspettarselo: su Second Life ora si fanno le orge. La notizia l’ha
rivelata Hunk Sands, “inviato” del quotidiano on line ‘Affari Italiani’ nel mondo virtuale creato dalla Linden,
ma per i frequentatori più assidui non rappresenterà certo un vero scoop, almeno a giudicare dal gran numero di
utenti che ha incontrato il giornalista nei luoghi in cui è entrato. Si torna a parlare della comunità virtuale
più famosa del mondo quindi, e questa volta perché dal racconto pubblicato in rete da Sands emerge un altro
aspetto non poco interessante dell’“altro mondo”; quello delle stanze a sfondo sessuale, dove decine di avatar
si incontrano in quelle che sono delle vere e proprie sedute orgiastiche con ogni tipo di rapporto sessuale.
Non è la prima volta che si parla di sesso su SL naturalmente, ma se in precedenza ci si era limitati a locali
di streaptease piuttosto che ad altri di lap dance, ora la nuova frontiera sembra essere diventata quella del
sesso di gruppo. Le immagini riprese infatti, sono inequivocabili e illustrano possenti personaggi maschili,
guarda caso tutti super dotati, e donne provocanti, in pose e scene degne delle migliori riprese da cinema porno.
A giudicare dalle presenze nelle stanze un indubbio successo che mette ancora una volta in risalto i lati oscuri
di un mondo “parallelo” dove si può tranquillamente dare sfogo alla propria immaginazione, rimanendo comunque
celati dietro ad una maschera, quella che i residenti si cuciono addosso nel momento della registrazione e
della creazione del proprio avatar. Le stanze a sfondo orgiastico della “Seconda Vita” non hanno limitazioni
all’ingresso e chiunque può recarvisi senza pagare nulla e cominciare da subito ad interagire con gli altri
personaggi, cercando la gloria e la soddisfazione in un appagante orgasmo virtuale. Una volta entrati si apre
la caccia e, con gli attributi riproduttivi sempre in bella evidenza, si cercherà
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di riuscire a convincere la (o il) partner prescelto a lasciarsi andare in effusioni reciproche.
Ora è lecito chiedersi cosa è che spinge a cercare questo tipo di soddisfazione attraverso un’immagine in 3d
e, soprattutto, quanto e come essa venga ritrasmessa sensorialmente nella realtà, ma forse tutto può essere
semplicemente riportato all’interno di un ranch di discorsi sul bisogno (questa volta reale) di relazionarsi
con gli altri attraverso le diverse forme offerte dai mezzi che si usano; e se è vero che su Second Life
stazionano ormai qualcosa come sei milioni di utenti, che continuano a crescere esponenzialmente negli
ultimi mesi, non c’è certo da stupirsi così tanto che il fattore sessuale incida molto sulle abitudini
dei residenti. Del resto internet rimane comunque un mezzo usato non poco per la ricerca e il download
di immagini porno e non pochi sono i personaggi che hanno dichiarato di soffrire di una sorta di
porno-dipendenza legata alla rete; se si considera anche che su Second Life esiste il non trascurabile
fattore ludico e quello non meno importante dell’anonimato, allora il dado è tratto. Il rischio più
preoccupante sembra comunque essere quello di una deriva a cui un mezzo innovativo, e a modo suo
rivoluzionario, come Second Life può andare incontro; sempre più utenti infatti, continuano a lamentarsi
dell’uso non sempre corretto da parte dei residenti e anche le polizie di alcuni paesi stanno cominciando
ad indagare su alcuni comportamenti che potrebbero essere ritenuti penalmente rilevanti. Una deriva che
segnerebbe la fine di una piattaforma che a gran voce è stata definita come l’esempio riuscito e concreto
della realtà virtuale.
Gianluca Salustri |
Hanno collaborato: Angelo Quattrocchi, Simone Marchi, Giselle B, Stefano Marsiglia, Letizia Rosati, Silvia Ianniello
Maya, Mauro Orrico, Gianluca Salustri

A tutti voi dall'altra parte del monitor:
Arrivederci a mercoledì prossimo
RadioLibere ::
Alice è il diavolo
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Tratto da Radio Libere. Ma libere veramente, di
Mauro Orrico
“Alice era il diavolo, l’assalto totale allo stato dell’oppressione, il nostro sorriso, il nostro corpo sempre più libero, capace di amare.”
(da: Collettivo A/traverso – Alice è il diavolo. Storia di una radio sovversiva, 1976, ed. Shake)
Radio Alice è stata considerata sempre la voce degli autonomi, una delle maggiori protagoniste degli anni di piombo. L’emittente ha iniziato a trasmettere nel febbraio del 1976 ed è stata chiusa dai carabinieri il 12 marzo 1977, accusata di avere diretto via etere i violenti scontri all’indomani dell’assassinio dello studente Francesco Lo Russo.
Al di là di ogni definizione, la radio bolognese in realtà è stata un esperimento assolutamente innovativo, unico nel suo genere, che ha cambiato il modo di fare comunicazione, non solo in Italia. Ha introdotto, per prima in Italia, l’uso della diretta telefonica e priva di una vera redazione e di un palinsesto, ha dato voce a chiunque volesse intervenire per fare dichiarazioni di amore, parlare di ricette e liste della spesa, politica, libri. Il presupposto di partenza era che tutto meritava di essere trasmesso.
Radio Alice mandava in onda la musica degli Area, come di Jefferson Airplane, dei Fugs o Beethoven. E’ stata l’avventura di un collettivo di hacker e pirati della tecnologia, dadaisti libertari, come si definivano molti, veri sperimentatori del linguaggio e della cultura underground. Erano l’anima del Movimento del’77 e per molti l’esperienza finì con il carcere. I redattori, o componenti del collettivo, rifiutavano la definizione di controcultura, anzi teorizzavano e sostenevano l’idea di una comunicazione, fondata sull’ironia, la leggerezza. Una follia visionaria si univa ad istanze poetico – libertarie. Tra i fondatori vi era anche lo scrittore - anima del ’68 bolognese - Franco “Bifo” Berardi, che nel 1977 fuggì da Bologna dove la polizia lo cercava per istigazione all’odio di classe a mezzo radio, e
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andò a Parigi, dove conobbe Felix Guattari e Michel Foucault. Oggi è uno dei maggiori esperti di filosofia della comunicazione e movimenti.
Il Resto del Carlino disse che Radio Alice trasmetteva messaggi su carta igienica, e che erano messaggi osceni e le note di “Lavorare con lentezza” del cantautore Enzo del Re divenivano la colonna sonora – manifesto della giovane emittente emiliana. Il motto era sabotare la produttività e l’alienazione imposta dal lavoro salariato. Dopo l’arresto di un ragazzo della redazione, con l’accusa di partecipazione a banda armata, poi rilasciato per infondatezza delle accuse, la radio chiamò tutti in piazza. Oltre diecimila manifestanti accorsero con pentole e materassi per protestare contro i tentativi di repressione di una voce libera.
“Lavorare con lentezza/
senza fare alcuno sforzo/
ritmo pausa pausa ritmo/
pausa pausa pausa pausa pausa pausa…/
Lavorare con lentezza/
Senza fare alcuno sforzo/
Il lavoro ti fa male/
E ti manda/
All’ospedale/
Lavorare con lentezza/
senza fare alcuno sforzo/
La salute non ha prezzo”/
(“Lavorare con lentezza”, di Enzo del Re).
Queste che riportiamo di seguito sono le ultime voci, diffuse da Radio Alice,
pochi minuti prima di essere spenta per sempre, durante l’irruzione della polizia.
Sono le 23.15 del 12 marzo 1977. In radio ci sono una ventina di compagni, si discute degli scontri e
della situazione di piazza, sia in onda, sia fra persone. All’improvviso si sentono dei violenti colpi
alla porta. Arriva la polizia e i compagni decidono di fuggire dai tetti. Rimangono in redazione Mauro e
Valerio Minnella per proteggere le apparecchiature e Antonio Fresca e Paolo Saponara, in quel momento
presenti pur non essendo redattori della radio... (continua mercoledì prossimo) |
SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Dall'Iraq a Trastevere
Cosa succede alla Malatempora
pag.2
ControPolitica: Si salvi chi può
ControCultura: 100 corpi a San Pietro
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pag.3
Calcinculo: Sarà una calda estate?
Bloggers: Il blog del buon umore
pag.4
ControCultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
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