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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Giovedì 21 giugno 2007, N° 19, pagina 2

Contropolitica :: La privatizzazione della sicurezza


Scorci di occidente tra le rive del Tigri e dell'Eufrate, W. ed i suoi pur non riuscendo a portare in Iraq e agli iracheni la tanto auspicata democrazia, compiono sforzi notevoli per inserire nelle ex terre di Saddam, scorci di "mentalità occidentale". Ormai, infatti, gli Stati Uniti contano sulle imprese private per provvedere alla sicurezza di aeroporti e infrastrutture, della Green Zone di Baghdad e persino di alcune basi militari a corto di sentinelle La ratio di questa decisione, di questa corsa alla privatizzazione è estremamente semplice: agli Usa conviene, in termini economici, appaltare la sicurezza a compagnie private (ah il liberismo) e ai "soldati" o meglio mercenari conviene, sempre in termini economici essere al soldo di compagnie private (sempre, ah il liberismo). Questa migrazione verso il settore privato è una tendenza diffusa: “Al momento della mia ultima missione in Iraq - afferma uno dei nuovi mercenari- eravamo in 40 nuove reclute nella nostra unità. Da allora, tutti hanno lasciato l'esercito, e 35 di loro lavorano adesso per compagnie militari private. Inoltre, qui è lo Stato a pagare per la mia formazione, nel quadro del reinserimento professionale”. Garreth si dice pronto a ripartire dall'oggi a domani : “La mia fidanzata avrebbe preferito che restassi ancora un po' con lei, ma se voglio formare una famiglia e comprare una casa, mi basteranno pochi anni nel privato”.


I governi della coalizione si sono resi conto di non aver sufficienti soldati per provvedere nemmeno alla sicurezza dei propri diplomatici: “Sono stati costretti ha lanciare in modo discreto delle richieste d'offerta al settore privato” racconta Fenning, uno dei massimi esponenti della sicurezza e della formazione dei soldati privati. “É così che abbiamo ottenuto il contratto per la protezione dei membri del Foreign Office in Iraq e a Kabul. Si tratta di una vera rivoluzione delle usanze delle amministrazioni, che avrà conseguenze durature anche sulla conduzione delle prossime guerre”. Ciò detto, l'Iraq rappresenta un'opportunità commerciale che non durerà in eterno. Paradossalmente, proprio l'escalation di violenza nel paese ha fatto crollare la richiesta per certi servizi, come le scorte armate: la ricostruzione è stata abbandonata, gli ufficiali stranieri riducono i loro spostamenti allo stretto necessario. La contrazione di questo segmento dl mercato ha avuto delle conseguenze sociali impreviste: al momento del rinnovo di alcuni contratti, la CRG ha dovuto abbassare le tariffe, e ha pertanto deciso di far ricadere il mancato guadagno sui dipendenti. Questi ultimi hanno protestato lanciando una serie di rivendicazioni e minacciando di scioperare in piena Baghdad, prima che si giungesse a un compromesso. 8 di nuovo, ah il liberismo)

Simone Marchi





ControCultura :: Genova


Il massacro di Genova(vedi LA BATTAGLIA DI GENOVA,che abbiamo pubblicato immediatamente,diceva già tutto)viene alla luce mediatica solo ora,se ne vergognino giornali e politici,e non si scordino che nel corpaccione Poliziesco abbiamo ancora,forse oggi più di ieri,un nucleo ingestibile e pericoloso di potenziali picchiatori e aspiranti eversori.Dei quali,allora come oggi l'Europa ci chiede conto,e il paese non merita certo. Eppure fu da quella mattanza(con i lacrimogeni che ci arrivavano da terra,dal mare e dai tetti,e con un accanimento nei pestaggi che può solo definirsi criminale) che prese il via una risposta popolare( a Genova si riversarono,dopo la morte di Giulian,un milione di persone

inorridite dall'accaduto,che sfondò il mediatico che cercava di soffocare l'accaduto...).Ma la giustizia,per i fatti che cambiano l'immaginario nazionale,o lo modificano,e lo intaccano,è tarda fino ad essere praticamente inesistente(da Piazza Fontana ad Ustica a Genova,appunto).Avevamo scritto,nel nostro libro,con rabbia amara,vedrete che i picchiatori saranno promossi,e i picchiati saranno processati.E' ahinoi,andata così,e questa ultima maretta sei anni dopo,non cambia la sostanza:il paese delle istituzioni,al di là delle variabili sinistra/destra, resta profondamente reazionario.

A. Q.






SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Movimento, Movimento
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo: Lo scudetto porta sfiga
Bloggers: Il blog di Paolo Ziliani
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
pag.5
ControRete: La privatizzazione della sicurezza
RadioLibere