








Magazine 151
Magazine 152
Magazine 153
Magazine 154
Magazine 155
Magazine 156
Magazine 157
Magazine 158
Magazine 159
Magazine 160
Magazine 161
Magazine 162
Magazine 163
Magazine 164
Magazine 165
Magazine 166
Magazine 167
Magazine 168
|
Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario! |
|
Giovedì
21 giugno 2007, N° 19, pagina 5 |
ControRete :: Sarà ufficiale la dipendenza da videogiochi
"Gamer: comunemente noto come persona che trascorre la maggior parte del proprio tempo libero giocando ai videogame o informandosi riguardo ai videogame". Una forma di dipendenza? Il sintomo o la manifestazione di un disagio? Una semplice ed innocua passione? Il Council on Science and Public Health che fa capo alla American Medical Association (AMA), segnala con disappunto SPOnG, ha stilato un report che assembla lo scibile in materia. Coprendo oltre trent'anni di ricerche, gli autori del documento pongono le basi per valutare se l'abuso di videogiochi sia da considerare una dipendenza, invitano sensatamente i genitori a mobilitarsi, affinché si ritaglino un ruolo più vigile nei rapporti con i figli. E, a sorpresa, propongono di annoverare nei manuali diagnostici una patologia della cui esistenza sembrano però non del tutto certi.
Possibile causa di attacchi epilettici e di patologie che coinvolgono gli arti superiori, esclusivamente presso soggetti predisposti; probabile fattore scatenante di atteggiamenti aggressivi presso gamer reduci da intense sessioni di gioco, ai videogiochi non è però scientificamente imputabile un effetto a lungo termine sui comportamenti degli appassionati. La videoludica, ammettono gli autori del report, si dimostra addirittura positiva in alcune occasioni, l'ambito degli effetti a lungo termine è stato sondato raramente ed in maniera superficiale, e le poche prove di nocività raccolte sembrano essere smentite da studi promossi dalle associazioni di categoria, strenui difensori di un mercato in continua espansione.
Nonostante queste incertezze, a parere dell'AMA urgono provvedimenti: la game addiction, assimilabile alla cosiddetta Internet addiction, con la quale si coniuga nel caso dei più accaniti giocatori di MMPORG, è ricalcabile su altri tipi di dipendenze, ben note da anni a medici e psichiatri. I ricercatori dell'AMA, però, in un atteggiamento contrastante, non si spingono a definire questa abitudine una dipendenza, ma preferiscono definirla un abuso, un abuso che è spesso associato a disagi profondi, come l'emarginazione e l'incapacità di costruire rapporti nella realtà.
Esistono già sistemi di autoregolamentazione che tentano di stilare una valutazione dei videogame e di raccomandarli alle età alle quali ciascun titolo si addice. Una classificazione, quella della Entertainment Software Rating Board (ESRB), spesso inefficace nel far presa sui genitori, che, rivela il report, continuano ad essere i principali fornitori di videogiochi inadatti ai ragazzi, nonostante esprimano un'allarmata apprensione. Una preoccupazione che ha anche messo in moto demagogia e provvedimenti, attraverso una macchina legislativa che si è spesso incagliata in accuse scientificamente prive di fondamento e scontrata contro diritti costituzionali.
|
I suggerimenti offerti dal'AMA? In primo luogo la mobilitazione degli organismi di autoregolamentazione e delle associazioni di genitori, affinché, in un'azione combinata, stilino dei criteri più precisi per classificare i titoli. In secondo luogo, i ricercatori dell'associazione si propongono di operare a fianco di altre istituzioni, per analizzare in maniera coordinata ed in profondità i rischi che il gaming, e più in generale l'esposizione ai media a schermo, possono comportare a lungo termine. Un'analisi che servirà a dare fondamento a campagne informative e di sensibilizzazione a favore dei genitori, che verranno invitati ad operare un controllo sui propri figli in termini di qualità e quantità del gaming, razionando e proporzionando i consumi mediali dei ragazzi, limitando ad un paio d'ore il tempo da trascorrere davanti a schermi di ogni tipo.
La proposta che però suscita più scalpore è il rinnovato suggerimento da parte dei ricercatori di introdurre la "dipendenza da Internet e dai videogame" nella prossima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV), ad uso degli psichiatri.
Qualcuno, su Slashdot, si scaglia contro l'associazione, sostenendo che la prospettiva di integrare questa sorta di dipendenza in un manuale diagnostico, di farla assurgere a patologia ufficiale, sia semplicemente una strategia mossa dal business e dalle lobby delle case farmaceutiche. Una strategia che sembra tradirsi e contraddirsi nel momento in cui i ricercatori ammettono cautamente come siano necessarie ulteriori indagini per accertare che il gaming sia dannoso a lungo termine, che un uso massiccio di videogiochi sia da considerarsi dipendenza, piuttosto che un'innocua abitudine.
Gaia Bottà
A cura di Maya |
Hanno collaborato: Angelo Quattrocchi, Simone Marchi, Stefano Marsiglia, Letizia Rosati, Silvia Ianniello
Maya, Mauro Orrico

A tutti voi dall'altra parte del monitor:
Arrivederci a mercoledì prossimo
RadioLibere ::
Alice è il diavolo
|
Tratto da Radio Libere. Ma libere veramente, di
Mauro Orrico
Seconda parte della cronaca dell'ultima trasmissione di Radio Alice
Un compagno: Telefono!
Mauro alla polizia: Dopo quando ci sono gli avvocati.
(Ancora telefono)
Mauro al telefono: Alice
Un compagno: Dio boia, che sfiga
Mauro: Si ascolta, abbiamo la polizia qui alla porta, lascia giu’ per favore il telefono.
Valerio: Attenzione, qui e’ sempre radio Alice, abbiamo la polizia fuori dalla porta
(campanello) con i corpetti antiproiettile, con le pistole in mano e tutte ste’ cose qua e stiamo aspettando i nostri avvocati.
Ci rifiutiamo assolutamente di far entrare la polizia finche’ i nostri avvocati non sono qua.
Perche’ loro puntano le pistole e cose del genere e non sono assolutamente cose che noi possiamo accettare...
va beh, prego i compagni di radio Citta’,se stanno ritrasmettendo come mi pare il nostro programma, se per favore
ci danno l’avviso, via radio li sto ascoltando.
Mauro: Tutti i compagni, tutti i compagni in Piazza Maggiore prima di mezzanotte, assolutamente.
Radio Citta’, che telefoni qui a Radio Alice.
(telefono)Pronto?
Valerio: Radio Citta’ che telefoni a radio Alice, per favore, radio Citta’ che telefoni qui a radio Alice per favore
o che avvisi di essere in ascolto e di stare ritrasmettendo questa cosa, eh... attraverso la radio, per favore...
stiamo ascoltando.
Pero’ non riusciamo a capire se e’ un nostro rientro o se sono loro che ritrasmettono, per favore radio
Citta’ date la voce.
(telefono)
Mauro: Radio Citta’, attenti allora amici di radio Citta’, telefonate compagni...
(telefono) Pronto?
Valerio: Comunque compagni la situazione e’ stabile.
Mauro al telefono: No, Signora, stiamo solo aspettando gli avvocati.
Valerio: La situazione e’ stabile, la polizia e’ sempre fuori che aspetta di entrare
sempre con i corpetti antiproiettile, sempre con le pistole puntate.
Mauro al telefono: Ne sta arrivando uno ...
Valerio: Hanno detto che sfonderanno la porta e cose di questo genere
(voci)Preghiamo tutti i compagni che conoscono avvocati di telefonargli e dirgli che siamo assediati dalla
polizia in questa maniera,
non so se avete visto il film eh... porca vacca come cazzo si chiamava... quello di Bohl... quello sulla Germania... ...il caso Katharina Blum!
Ecco gli stessi identici elmetti, gli stessi identici giubbotti antiproiettile, le Berette puntate e cose
di questo genere, veramente assurdo, veramente incredibile, (voci) veramente da film (ancora voci di fondo),
giuro che se non battessero alla porta qui fuori penserei di essere al cinema...
Mauro dal fondo: non ce l’ho sottomano, ascolta nessuno sa il numero di radio Citta’? Valerio: 34 64 58.
Valerio: Stiamo aspettando ancora l’arrivo del compagno.
Siamo in quattro qui su alla radio che, niente... che facciamo lavoro di controinformazione e siamo qui che
aspettiamo la polizia per vedere che cazzo fa.
(voci concitate e rumori) Per il momento sembrano tranquilli, non fanno tanto casino, si sono calmati, hanno smesso di picchiare contro la porta, si vede che la ritengono molto robusta...
eh, mi dai un disco che mettiamo su un po’ di musica, porco dio.
(Squilla il telefono)
Mauro: Alice...
Valerio: Il telefono qui e’ a getto continuo, veramente a getto continuo...
ecco qui Beethoven se vi va bene, bene, se no seghe...
|
......
Mauro: No, Calimero e’ andato via, si’...
Dal fondo: dio boia, lo sapevo, lo sapevo
Mauro al telefono: No, ascolta, sono da solo, c’e’ la polizia qui che sta battendo sulla porta.
(Musica)
Valerio: Un po’ di musica di sottofondo
(continua la musica)
Mauro: Non lo so, ascolta, non so nemmeno se vado a dormire, stanotte... Che rottura di palle, anche lei lì...
Antonio: Dai vagli mo a dire che aspettiamo gli avvocati...
(si sente casino e colpi forti)
Valerio: Dunque la polizia ha ricominciato a battere alla porta, continua a urlare di aprire.
Mauro alla polizia: Stanno arrivando!!! Stanno arrivando!!!
Valerio a Mauro: Stai attento! Stai giu’!!!
Polizia: Porco dio, aprite, aprite!!!
(Si sente un gran casino)
Mauro alla polizia: Stanno arrivando gli avvocati, aspettate cinque minuti, sono qua per strada.
Polizia: Entriamo dentro state pronti!!!
Mauro: fai sentire i colpi
Valerio: Gli unici commenti sono: Porco dio, aprite e cose di questo genere...
(Squilla il telefono) Alice!
Polizia: State con le mani in alto, mani in alto.
Valerio al telefono mentre la polizia entra: Non so chi sia Alberto, no,
non sono Matteo, senti c’e’ la polizia alla porta...
(Casino)
Antonio: Sono entrati, sono qui!!!
Valerio: Sono entrati!!! sono entrati!
Siamo con le mani alzate, sono entrati, siamo con le mani alzate...
(Casino, rumori di attrezzature smosse)
Valerio: Ecco, stanno strappando il microfono...
Polizia: Mani in alto eh!
Valerio: Ci abbiamo le mani in alto. Stanno strappando il microfono
(Casino)... hanno detto ...(Casino) questo è un posto del mandato...
... SILENZIO ... |
SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Movimento, Movimento
Cosa succede alla Malatempora
pag.2
ControPolitica: La privatizzazione della sicurezza
ControCultura: Genova
|
pag.3
Calcinculo: Lo scudetto porta sfiga
Bloggers: Il blog di Paolo Ziliani
pag.4
ControCultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
|
|
|
|
|
|