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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 4 luglio 2007, N° 21, pagina 4

ControCultura :: Vita da libraia


Un cliente anziano, tondo e canuto, il gomito poggiato sul banco informazioni e tutto il corpo poggiato su quel gomito, attende con la pazienza tipica dell’età che io gli dia retta. Mi avvicino cauta a lui, preimpostando il sorriso da commessa-gentile-a-tutti-i-costi-VERSUS-cliente-prossimo-a-rompere-le-balle. Perché glielo leggo in faccia che, nonostante i modi bonari, è ciò che sta per fare. “Mi presento, io sono…”, esordisce. Allibisco, sinceramente stupita. Ho davanti un’istituzione della letteratura italiana contemporanea. “Onoratissima!”, rispondo un po’ goffa. Ma lui apprezza il mio entusiasmo e mi ringrazia, stringendomi la mano.

“Lei lo sa, signorina, che un libro che non si vede è un libro che non esiste?”, mi chiede. Che modo incredibilmente poetico di prenderla larga, la polemica. “E io qui giro, giro, ma il mio libro non lo vedo mica”. Appunto. Vagli a spiegare che “Guappo e altri animali” il primo giorno era una novità e stava in pole position, il sesto già diventava carta da catalogo rintanata sullo scaffale, il settimo riposava fra le rese in magazzino e il resto sarà storia della letteratura, almeno nel suo caso. Lui invece, ignaro di tutto questo, lo metterebbe qui, lì, laggiù, ovunque. Ah, l’autore: incantato, illuso, incorruttibile libraio di se stesso.

Silvia Ianniello



SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Se quarant'anni...
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica: Strane coincidenze
ControCultura: Il colore fucsia/2

pag.3
Calcinculo: Le colpe dei padri
Bloggers: Il blog che non stima Nedved

pag.5
ControRete:Web 2.0
Ribelli: Lev Tolstoj
ControCultura :: Libri sì, Libri no


Libri da leggere
Poche città hanno un'anima nera e multiforme come Marsiglia. Ma soprattutto poche città hanno avuto cantori come Jean Claude Izzo, di cui i tipi di e/o hanno appena pubblicato Vivere stanca storie di vita dei cosiddetti 'marginali', persone rifiutate dalla patinata società dello spettacolo e approdate lì, a Marsiglia, nel porto più grande e animato d'Europa.

S.M








Libri da non leggere
Visto che Moccia se l'è accaparrato la Rizzoli, alla Mondadori scatta la fase 'conquista sleale' e, con l'ausilio di un un pool di venti intellettuali, riescono a convincere il povero Nicolas Vaporidis che se sai tenere in mano una penna e disegnare un cubo in prospettiva su un foglio a quadretti mentre stai al telefono, allora sai anche scrivere un romanzo. Ma dato che non tutti i lettori vengono dalla montagna con la piena, mettiamo le mani avanti - si devono esser detti - e intitoliamo il tutto "Bravissimo a sbagliare" (in copertina una bellissima immagine dell'autore con l'espressione di uno a cui hanno appena staccato il sistema di respirazione artificiale). Come se non bastasse, in quarta si puntualizza che "questo è il romanzo di Matteo e di Irene", probabilmente per declinare ogni responsabilità sul libro che (tadan!) parla di Matteo, un giovane attore di successo che ama il cinema e fare gli origami con gli scontrini del parcheggio, e della bellissima Irene, che ama solo il bellissimo Matteo e giocare a schiaccia sette nelle notti di luna piena. Con Vaporidis - ci fanno sapere - ce n'è proprio per tutti, anche per gli amanti del thriller con un incredibile finale a sorpresa: l'assassino è nientepopodimeno che il maggiordomo col candelabro. Quando si dice errori di strategia.

Letizia Rosati