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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 4 luglio 2007, N° 21, pagina 4

ControRete :: Web 2.0


Si parla molto in questo ultimo periodo di Web 2.0, non si tratta di un nuovo protocollo, di una release di un software, ma di un termine utilizzato per descrivere un nuovo modo di intendere e di utilizzare la rete grazie allo sviluppo di una molteciplità di applicazioni che sono già state lanciate e che lo saranno nei prossimi mesi e che contribuiranno a modificare la morfologia della rete.   Siamo naturalmente ancora a livello di brainstorming. Robin Good ha pubblicato una mini guida al web 2.0 di cui raccomando caldamente la lettura.   E' prevedibile nei prossimi mesi una moltiplicazione di conferenze anche nel nostro Paese e di articoli e blog che si prefiggono di comprendere le potenzialità della nuova rete, che si sta riprogettando sotto i nostri occhi. Come al solito, lo sviluppo tecnologico è più veloce della nostra capacità di razionalizzazione.   Per coloro che si occupano di editoria, di marketing e di comunicazione, si tratta di ripensare il modo in cui progettare l'informazione poiché possiamo già intuire dei cambiamenti epocali:   a) il contenuto sarà completamente svincolato dalla sua rappresentazione
  b) l'informazione verrà aggregata e riaggregata secondo i bisogni degli utenti e sarà fruibile su diverse piattaforme di distribuzione, utilizzando diversi device
  c) oltre alla capacità di comunicare in nuovi ambienti, si dovrà anche imparare a gestire nuove dinamiche relazionali di tipo peer to peer
  d) la comunicazione diverrà sempre più flessibile e adattata ai contesti ed ai comportamenti di fruizione

e) si assisterà ad un aumento di nuovi contenuti creati oltre che a diverse nuove modalità di ricombinazione di vecchi contenuti che renderanno obsoleti i tradizionali concetti di protezione dei diritti e di digital right management.
  f) con grande probabilità cadrà la distinzione tra contenuti caldi e contenuti freddi, i cui confini diventeranno sempre più labili
  g) si progetteranno i metadati con la stessa cura con cui verranno costruiti i contenuti  
  Questo è solo l'inizio di un grande cambiamento di cui non riusciamo nemmeno ad intuirne i contorni. Sarebbe pertanto importante cominciare a pensarci se vogliamo che il nostro Paese non continui ad essere la Cenerentola dell'innovazione.   Un'applicazione davvero emozionante, HousingMaps.com è un grande indicatore del potenziale dell'universo di web 2.0, dove i siti esistenti ed i software possono essere facilmente manipolati o intrecciati per fornire un nuovo servizio che non sarebbe possibile con i siti originali.   La bellezza di questo servizio sta nella sua pura semplicità: l'ideatore Paul Rademacher ha preso la potenza di Google Maps e l'ha incrociata con gli annunci immobiliari di Craigslist per fare un sito in cui i potenziali acquirenti possono vedere immagini satellitari delle proprietà in vendita. Permette agli utenti di vedere l'esatta posizione della proprietà e contemporaneamente vedere informazioni sulla proprietà stessa.


Maya

Ribelli :: Lev Tolsoj


Inauguriamo oggi la rubrica 'Ribelli', fatta da estratti dal libro Ribelli al 1000 al 2000 del nostro Marco Sommariva
Lev Tolstoj nasce nel 1828 a Jasnaja Poljana, nel governatorato russo di Tula, da una famiglia di antica nobiltà padrona di vaste tenute. Autore di alcuni dei romanzi più importanti della letteratura mondiale, T. è poco conosciuto come pensatore: Tolstoj elabora concetti che tutt’oggi costituiscono per i giovani un monito contro i soprusi di chi detiene il potere: considera il patriottismo un obbligo a compiere delitti in periodo di guerra; sostiene che rifiutando il servizio militare un uomo rischia meno di quel che rischierebbe se accettasse. Alcuni anni fa l’Arcivescovo di Bologna, cardinale Giacomo Biffi, si è polemicamente soffermato sul rapporto tra mondo militare e coscienza cristiana. L’ecclesiastico ha criticato duramente le riflessioni tolstojane sull’assoluta inaccettabilità della guerra. Immagino il Nostro rispondergli con le parole di un suo racconto (“L’asino vestito della pelle del leone e la volpe”): “ci sono degli ignoranti che, grazie alle loro fastose apparenze,

sembrerebbero persone importanti, se la smania di parlare non li tradisse”. Tolstoj non si è mai riconosciuto all’interno di nessun movimento anarchico, nonostante molti aspetti del suo pensiero coincidano con alcuni presupposti base dell’anarchismo. Le tesi tolstojane si basano sulla sua propria interpretazione della Bibbia. Egli crede – e i suoi seguaci con lui – che praticando quella dottrina, l’uomo possa raggiungere la felicità sulla terra. E per raggiungerla bisogna abolire gli eserciti, i tribunali, le frontiere e la proprietà. Fuori dalla terra non vi è altra vita. L’immortalità e la resurrezione dei morti sono dogmi grossolani. Per Tolstoj il nemico più terribile della società è la Chiesa. Sue le frasi: “Tutti i governi, con una sfacciataggine sorprendente, hanno sempre affermato e affermano che i preparativi militari e le guerre stesse sono necessarie per mantenere la pace” e “I governi possono e debbono temere coloro che rifiutano il servizio sotto le armi, ed invero essi ne hanno paura, perché ogni rifiuto scalza il prestigio dell’inganno mediante il quale i governi tengono in loro potere i popoli”.



Hanno collaborato: Angelo Quattrocchi, Stefano Marsiglia, Simone Marchi, Letizia Rosati, Silvia Ianniello, Maya



A tutti voi dall'altra parte del monitor:
Arrivederci a mercoledì prossimo