37, tanti sono i rinviati a giudizio dalla procura di Napoli per associazione a delinquere
finalizzata alla frode sportiva, nell'ambito dell'inchiesta su Calciopoli. A questi poi, vanno
aggiunti i sei rinviati a giudizio per associazione a delinquere finalizzata all'illecita concorrenza
tramite violenza e minacce private nell'ambito dell'inchiesta sulla GEA, la società di procuratori
sportivi del figlio di Moggi (inutile sottolineare come Lucianone sia coinvolto in entrambe le inchieste).
Tra i quarantadue indagati totali ci sono presidenti di società, dirigenti federali e di squadre
professioniste, arbitri, designatori, procuratori. Se ce ne fosse ancora bisogno, ecco un'ulteriore
prova dell'esistenza del sistema-
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Moggi: una rete di contatti tra arbitri e dirigenti federali, con pochi 'accoliti' a raccattare le briciole che cascavano dal tavolo (Lotito e Della Valle, leggi Lazio e Fiorentina).
Paradossalmente però, mentre finalmente qualcosa pare muoversi a livello legale, Lanese, uno dei 37 e mica
uno qualunque, si vede decurtata di un anno e mezzo
la squalifica precedentemente
comminatagli, e adesso potrà addirittura ambire a cariche elettive nell'AIA (Associazione Italiana Arbitri).
Come dire, anche quando a giustizia, seppur lentamente, si muove, siamo sempre in Italia.
Stefano Marsiglia
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Il libro marrone del calcio italiano
Sandro Simone, Stefano Marsiglia
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