È domenica mattina, si è svegliato già il mercato dei libri.
Una miriade di copertine colorate stanno accatastate sui banchi come stracci usati; cartelloni promozionali
poggiati a terra e appesi ai soffitti ricordano che puoi comprare tutto con lo sconto e pagare qui, lì, insomma
dove vuoi basta che paghi.
I clienti, accecati dal sole che invade l’ingresso, non vedono nulla di ciò che guardano. Allora mi chiedono aiuto.
Non so perché ma a me, mi vedono sempre.
“Scusi, dov’è l’ultimo di Ammaniti?”
E’ all’entrata, in vetrina, in cima e in fondo alle scale, davanti alle casse. Capisco che non lo trovino.
“Ma dopo Come Dio comanda non ha scritto altro?”
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Per fortuna no. “Dove sono i suoi libri? Voglio comprarli tutti!”
E rovinarti l’estate cosi? Perché mai?
Ammaniti, per gli amici Amanniti o Ammanniti, tre giorni fa ha vinto il Premio Strega. E questo è il risultato: i pochi che si erano salvati dalle angosciose violenze raccontate nel suo ultimo lavoro cercano di recuperare la loro felicissima mancanza a un passo dall’arrivo.
Un gran peccato.
Ma dove sono finiti tutti quelli che l’hanno già letto?
Si saranno impiccati allo scaldabagno, e non possono venire qui a dirmi quanto gli è piaciuto.
Silvia Ianniello
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