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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 11 luglio 2007, N° 22, pagina 4

ControCultura :: Vita da libraia


La donna che si sta avvicinando è silenziosa e ha un sorriso chiaro. La sua presenza appare indifesa al centro di questa libreria-arena piena di lettori-belve-feroci. Ferma il passo leggero a un metro da me, fa per parlare ma neanche riesce a iniziare: un ragazzino, il berretto in testa, i ricci disordinati schiacciati su quel po’ di fronte che gli resta libera, la scavalca brutalmente e le ruba la priorità. Lo fulmino con lo sguardo, il troglodita, e ignoro la sua richiesta. Di nuovo mi rivolgo alla donna, che però adesso è concentrata a guardare un libro. Quel che cercava, l’ha trovato da sé: “Mal di pietre”,

di Milena Agus, la storia intensa e imprevedibile di un amore, ma anche e soprattutto una storia sulla letteratura, sul suo potere creativo. Capite da voi quanto sia raro un romanzo del genere negli ultimi distruttivissimi tempi. La Agus somiglia a questa donna: si distingue nel marasma dei narratori contemporanei proprio perché non fa rumore, arriva tra i primi finalisti del premio Strega e a un passo dal podio un giovanotto dalla parola arrogante le frega il posto. Buon per lui se oggi piacciono i libri pesanti come macigni. Quelli sì, fanno male. Altro che le pietre.

Silvia Ianniello



SOMMARIO
pag.1
ControPolitica: Cosa leggiamo noi
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica: Osama, Osama
ControPolitica: Showbusiness as usual

pag.3
Calcinculo: Superprocuratò
Bloggers: Un blog da bar

pag.5
ControRete: Advertisement
Ribelli: "Chico" Mendez
ControCultura :: Libri sì, Libri no


Libri da leggere
Suicidi falliti per motivi ridicoli, Coniglio editore. Dicono i curatori di quest'antologia dissacrante e grondante di humour nero 'La domanda vera non è Perché la gente si uccide?, ma dovrebbe essere Perché la gente si uccide così poco?'. Perché c'è una congiura in atto, ordita da eventi straordinari, casi a dir poco fortuiti, incredibili coincidenze. Sedici racconti leggeri, sfiziosi, divertenti. Niente di meglio da chiedere sotto l'ombrellone.

S.M








Libri da non leggere
Al lettore accanito di contemporaneità da bancone dico che ho Non dire notte di Amos OZ a fianco al letto, da ormai due mesi e non mi viene proprio voglia di finirlo. OZ scrive benissimo, per densità e per profondità è capace e sottile ma,ma cosa? Ma è Israeliano, sta in Israele e tutto quel che riesce a dire degli agnelli di Israele diventati lupi, della loro mattanza genocidio a Gaza lui ben poco dice, e quando prende posizione fa il classico colpo al cerchio e colpo alla botte. A chi voleva una critica letteraria caustica, come quelle che fa la nostra donna Letizia, chiediamo scusa ma, credeteci, ogni romanziere, da OZ che tace, a Camilleri che qualcosina dice a quel coglione di Faletti imitator dei gialli peggiori americani, tutti loro, dietro alla storia, come sapete, configurano nel sottotesto, diciamo, una società, ed una visione di essa, che è quella che plasma il nostro immaginario, le nostre menti.Esempi? Lo Scerbanenco per i Sessanta-Settanta e il Carlotto per l'oggi. Fact e fiction che gli americani da sempre chiamano 'faction' e consolatori non sono, mentre OZ, bravo, brillante,denso e profondo, è solo consolatorio.

A.Q.