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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 18 luglio 2007, N° 23, pagina 5

ControRete :: Advertisement


Il collettivo Autistici/Inventati e il sito NoBlogs.org tirano un sospiro di sollievo: la censura non s'ha da fare. Parliamo della censura ai danni di NoBlogs.org, oscurato per aver ositato un mirror di Operazione:Pretofilia, il gioco di Molleindustria finito sotto la scure italiana. Ma il Provider a stelle e strisce ha permesso a NoBlogs.org di tornare online: i suoi contenuti sono legali e rimanda al mittente le richieste di censura italiana. La censura di NoBlogs.org cade nel vuoto: il sito è di nuovo online. Pretofilia non infrange nessuna legge, almeno in America. L'oscuramento del mirror di Operazione:Pretofilia era stato chiesto da un'associazione per la difesa dei minori. Inoltre l'oscuramento sta provocando una moltiplicazione dei mirror di Operazione:Pretofilia, tale da impedirne di fatto la censura: il videogioco di Molleindustria è già sulle piattaforme di file sharing. Dal tentativo di censura nasce

inoltre l'image guerrilla: Liberté, Egalité, Volonté, dal nome del parlamentare dell'Udc Luca Volontè: contro il neo-oscurantismo e il bigottismo, il gruppo Les Liens Invisibles oppone le armi della creatività, del detournement situazionista, del networking artivistico e del plagiarismo sociale. L'azione The Blasphmous Art Riot contro il parlamentare dell'Udc consiste nel linkare sui blog http://www.lucavolonte.eu per far crescere il "ranking della rivolta opponendo la visibilità degli "oscurati" a quella delle forze oscurantiste". naturalmente stamattina http://www.lucavolonte.eu/ e' un sito sotto sequestro.... Striscia ora è in vacanza: sarebbe bello che andasse in vacanza anche questa richiesta di danni che Panunzio non è in grado di pagare e che porterebbe alla fine della sua associazione.


segnalato da Maya





SOMMARIO
pag.1
ControCultura: Cosa leggiamo
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica: Osama, Osama
ControPolitica: Showbusiness as usual

pag.3
Calcinculo: Superprocuratò...
Bloggers: Un blog da bar

pag.4
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
Ribelli :: "Chico" Mendez


Tratto da 'Ribelli dal 1000 al 2000' di Marco Sommariva
Francisco “Chico” Alves Mendez Filho nasce nel 1944 a Xapuri, in Acre – regione Ovest dell’Amazzonia brasiliana – da una famiglia di raccoglitori di caucciù. Il padre di Chico è analfabeta e lui impara a leggere per “pura fortuna”: fino al 1970 i grandi proprietari terrieri della gomma non permettono l’esistenza di scuole. Nel 1970 il piano di integrazione nazionale (PNI), un progetto governativo nato per domare l’Amazzonia, attrae in Acre costruttori, allevatori di bestiame, compagnie di legname e coloni. Chico comincia a lavorare per preservare la grande foresta pluviale amazzonica, quando non è ancora di moda: nel ’75 organizza un sindacato di lavoratori rurali. Vuole difendersi dalle violente intimidazioni e dalle occupazioni della terra praticate dai nuovi arrivati, che distruggono la foresta togliendo ai lavoratori rurali ogni mezzo di sostentamento. Questo mette Mendez in rotta di collisione con gli allevatori di bestiame della regione che, con i minatori, sono i principali fautori della distruzione su vasta scala dell’Amazzonia. Organizza i lavoratori in gruppi umani non violenti, intorno alle aree di foresta minacciate dalla distruzione. Salva così migliaia d’ettari di foresta, dove si continua a raccogliere lattice di gomma,


frutti, noci e fibre vegetali. L’interesse internazionale si concentra su Chico come difensore della foresta. Il suo modo d’agire fa infuriare i costruttori, da sempre abituati a risolvere i problemi grazie a politicanti corrotti o assoldando pistoleri: Mendez – “uomo della foresta” – diventa il loro obiettivo. Nei primi giorni di dicembre del 1988, Chico si attiva per far diventare il suo paese natale una riserva e sfida il proprietario terriero e allevatore locale, Darly Alves da Silva, che reclama la proprietà della terra. Il 22 dicembre, Chico Mendez – che ha già ricevuto diverse minacce di morte – abbandona per pochi istanti la sua guardia del corpo e viene colpito da alcuni colpi partiti dai cespugli dietro casa sua. Il leader dei seringueiros (gli estrattori del caucciù) muore subito. I nomi degli assassini sono noti a tutti, ma per almeno due anni non vengono toccati: sono troppo legati ad influenti proprietari terrieri e figure ufficiali corrotte della regione. In seguito a pressioni interne e internazionali il caso arriva in tribunale e, nel dicembre del ’90, Darly Alves da Silva viene condannato a 19 anni di galera per essere stato il mandante dell’omicidio. Suo figlio, Darci, riceve la stessa condanna per esserne stato l’esecutore materiale. Si mette finalmente fine all’impunità di cui hanno sempre goduto gli assassini di braccianti e contadini.



Hanno collaborato: Angelo Quattrocchi, Stefano Marsiglia, Simone Marchi, Letizia Rosati, Silvia Ianniello, Maya



A tutti voi dall'altra parte del monitor:
Arrivederci a mercoledì prossimo