D'estate il pallone va in vacanza. Campionati e coppe si fermano, i calciatori vanno al mare
a farsi fotografare con le veline. Il carrozzone mediatico però, continua a girare imperterrito –
i giornali d'altronde, vanno in edicola anche ad agosto – e l'obbiettivo principale delle prime pagine
e dei sermoni esperti veri o presunti tali è il calcio mercato: la compravendita di calciatori con cui
le squadre rinforzano le proprie rose. E capita così di vedere un calciatore giurare eterno amore a una
maglia oggi, per vendersi come una milionaria troia immonda al miglior offerente domani. Ma capita pure
che una squadra veda il proprio rafforzamento subordinato alle esigenze di un presidente più amante della
forma che del contenuto. È il caso del Milan di Berlusconi, su cui già abbiamo scritto e detto tempo fa,
che in questi giorni è impegnato nella spasmodica ricerca di un attaccante
'di grido', da almeno 40-50 milioni di euro, di quelli che entusiasmano le
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folle e riempiono i giornali per una settimana, di quelli magari, che porti a Milanello in elicottero atterrando direttamente
sul campo d'allenamento. Per carità, ognuno spende i suoi soldi come vuole e compra i giocatori che
gli pare, però si da il caso che il Milan, con Kakà, Gilardino, Ronaldo e Inzaghi, abbia nell'attacco
il reparto ora come ora più affidabile, mentre in difesa e a centrocampo, causa un'età media spesso
più da club del bridge che da calciatori e la penuria di rincalzi, i punti deboli. Eppure la società
rincorre Eto'o e Drogba, e mette in bilancio 125 mln, cifra esagerata anche per l'iperbolico calcio
moderno, per Ronaldinho. Non è che al Berlusca dopo la 'discesa in campo', 'il governo vincente come
il Milan' e
compagnia serva un altro assist da suo giocattolo preferito in vista della sua personalissima campagna d'autunno? .
Stefano Marsiglia
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Il libro marrone del calcio italiano
Sandro Simone, Stefano Marsiglia
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