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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 22 agosto 2007, N° 25, pagina 4

ControRete :: Aggiornamenti Windows, -Sì, sempre / -No,mai


Ormai da molto tempo, i virus non arrivano solo tramite posta elettronica (per la verità non arrivano quasi più tramite e-mail). La maggior parte dei virus sfruttano le vulnerabilità del sistema operativo per intrufolarsi furtivamente mentre siamo tranquillamente collegati in Internet navigando su siti di tutto rispetto. Molto spesso non serve neppure navigare, basta essere connessi alla Grande Rete. Un firewall attivo e un buon antivirus dovrebbero garantire una certa sicurezza (fra parentesi segnalo che GLI ANTISPYWARE NON SONO ANTIVIRUS e non servono assolutamente a niente se non a impedire che qualcuno faccia la spia riguardo a quello che stiamo facendo su Internet). Come si sa, però, antivirus e firewall non sono sempre degli oracali. Non sono dei talismani, non sono nemmeno delle "magiche" soluzioni contro le quali nulla è possibile. Dobbiamo anche ricordare che se il sistema operativo ha una vulnerabilità (sfruttata dal virus), finché quella vulnerabilità non verrà "aggiustata" il virus continuerà a tentare invasioni in quello stesso sistema e potrebbe sempre capitare quel momento in cui l'antivirus è OFF, o in stato di attesa di rinnovo o qualsiasi altro status che lo renda inattivo. A questo punto il virus non avrebbe più ostacoli e attraverso la vulnerabilità penetrerebbe nel nostro sistema, infettandolo. Come si "aggiusta" la vulnerabilità? Microsoft ha l'abitudine di mettere a disposizione vari aggiornamenti ogni secondo martedì del mese, questi "aggiornamenti" altro non sono che "riparazioni". L'importanza quindi di accettare gli aggiornamenti è ovvia. Perché allora molti sconsigliano di fare gli aggiornamenti? Per la verità non ne ho la più pallida idea....! ...scherzo ovviamente! Il fatto è che da

un po' di tempo Microsoft, fra gli aggiornamenti, invia anche un controllo di genuinità del prodotto (di "Windows") e una volta accertata la natura contraffatta del sistema operativo, blocca gli aggiornamenti seguenti e fa apparire in continuazione un messaggio con l'avviso di avvenuta "pizzicata" di Windows contraffatto e/o pirata. Ci sono molte soluzioni disponibili on line su come ovviare a questo inconveniente, lungi da me il darvi anche la minima indicazione di come risolvere questa questione. Ricordo che, anche se personalmente sono fondamentalmente CONTRO Microsoft, il suo sistema e la sua politica commerciale, il Windows è un prodotto sotto licenza che VA COMPRATO e non va copiato, a meno che non si tratti di Windows XP e voi non vi chiamaste Bill Gates (citazione di Richard Stallman, mi voglia perdonare per l'arbitrario utilizzo). Va da sé che nel caso in cui aveste un Windows originale regolarmente comprato non avreste nessun tipo di problema. Per chi avesse il Windows contraffatto, avete mai preso in considerazione l'ipotesi di acquistarlo? Si tratta di poco più di 150 euro, una cifra non precisamente esigua ma che vi garantisce la tranquillità degli aggiornamenti e quindi una maggiore protezione del vostro sistema. È la vostra scelta! Se avete deciso di montare Windows nel vostro computer sarebbe giusto assumersi le responsabilità e gli oneri economici che dipendono da questa scelta. In sostanza, quindi, per ogni ragione, gli aggiornamenti vanno accettati! Cosa si rischia a non accettarli lo abbiamo appena valutato, ma ci sono altre ragioni... Ne parlerò in un prossimo articolo.


Gabriele De Luca





SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Il Cavaliere Rosa
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControCultura :: Afghanistan!
ControCultura :: La Casta

pag.3
Calcinculo: Cominciamo bene
Calcinculo: Un'estate fin troppo tranquilla...

pag.4
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
Ribelli :: Albert Joseph “Libertad”


Tratto da 'Ribelli dal 1000 al 2000' di Marco Sommariva
Albert Joseph “Libertad” nasce a Bordeaux nel 1875 da genitori sconosciuti. A causa delle gambe inferme, camminerà tutta la vita con le stampelle. Studia presso il liceo di Bordeaux. Lavora da un imprenditore per un anno e mezzo poi viene rimandato all’ ospizio dove era stato allevato. E da lì fugge. [...] Nel 1905 “Libertad” fonda, insieme alle sue compagne Anna e Armandine Mahè, il settimanale “L’Anarchie”: il 13 aprile pubblica il primo numero a Montmartre (Parigi). Il giornale lancia una colletta in favore della madre di Marius Jacob, anarchico individualista e ladro geniale condannato al processo per non aver chiesto la clemenza dei giudici – Jacob ispirerà a Maurice Leblanc il personaggio di Arsenio Lupin, gentleman e scassinatore. Attorno a “L’Anarchie”, che sostiene lo stirnerismo, si raccolgono i seguaci della corrente individualista – tendenza nata all’interno del movimento anarchico nei primi anni del Novecento. L’individuo è il soggetto preferito da “Libertad”: “Ci disponiamo sempre a ricevere la libertà da uno Stato, da un Redentore, da una Rivoluzione, non ci applichiamo mai perché si sviluppi in ogni individuo”. “Libertad” è consapevole che la libertà non è una questione di fede né di diritto. Alla vigilia delle elezioni legislative del 1906 “L’Anarchie” pubblica e diffonde degli opuscoli e due manifesti antielettorali. È del 1906 anche la rottura tra Praf-Javal e “Libertad”, seguita da incidenti violenti fra gli individualisti de “L’Anarchie” e i partigiani di Paraf-Javal – quest’ultimo resterà ferito nel corso di uno dei tanti scontri. Per “Libertad” il 1907 è un anno piuttosto movimentato: ad aprile tiene una conferenza sulla gioia di vivere; due mesi


dopo viene condannato a trenta giorni di prigione; all’uscita da una riunione viene picchiato da alcuni poliziotti e, creduto morto, abbandonato per strada (per giustificare questo pestaggio la polizia arresterà sei persone); a novembre viene arrestato e rinchiuso in carcere: verrà liberato il 7 gennaio successivo. La propria gioia di vivere “Libertad” non l’esprime soltanto a parole, ma emerge prepotentemente in ogni atto della sua esistenza, spesso andando a scontrare contro il moralismo dell’epoca. Nel 1908 si reca in Svizzera per alcune conferenze sui “gesti inutili” e sull’amore libero. Arrestato alla stazione di Ginevra, viene condotto nel carcere di Saint-Antoine dove resta otto giorni nelle segrete. A settembre, la partenza della “classe” gli dà l’occasione per organizzare, insieme ad altri, una “grande conferenza antimilitarista”. Il 12 novembre 1908 muore in un ospedale di Parigi dopo una rissa. Aveva un torso possente, una fronte armoniosa, un grande magnetismo. Amava le strade, le idee, le donne, convisse due volte con due sorelle: le già citate Mahè e le sorelle Morand. Ebbe figli che non volle iscrivere allo stato civile. Il suo odio per le divise era tale da indurlo a battersi anche contro i controllori del metro. Delle stampelle se ne serviva negli scontri con la polizia. Quando, a inizio secolo, il movimento anarchico si scagliò soprattutto contro le strutture e le cause riconosciute dell’oppressione, “Libertad” ebbe il merito di riconoscere nella passività degli sfruttati buona parte delle responsabilità dei soprusi sociali.
Sue le frasi: “Vivere da compagni ora, non dopo la rivoluzione” e “Da troppo tempo gli uomini accettano di uccidere per conto di altri”.



Hanno collaborato: Angelo Quattrocchi, Stefano Marsiglia, Simone Marchi, Letizia Rosati, Silvia Ianniello, Gabriele De Luca



A tutti voi dall'altra parte del monitor:
Arrivederci a mercoledì prossimo