Era una delle costanti delle partite infinite di 15-20 anni fa. Bisognava sempre fare i conti
con il proprietario del pallone, in genere il più scarso del gruppo, che minacciava di andarsene,
lui e sil suo giocattolo preferito.
Ecco, più o meno ieri, in Consiglio di Lega Calcio è successa una cosa simile, solo che i proprietari
della palla se ne sono andati sul serio.
Ieri pomeriggio, in Lega Calcio, erano previste le votazioni per rinnovare il Consiglio di Lega. Due i
favoriti, Cobolli Gigli, presidente della Juventus, e Ghirardi, omologo del Parma. L'ha spuntata il
secondo per 11 voti a 8, e a quel punto è successo il fattaccio. I rappresentanti di Juventus, Milan, Inter, Roma e Napoli, autonominatesi le 'cinque grandi' in quanto attirano il maggior numero dei tifosi, dall'alto dei loro 65 scudetti complessivi si sono alzati e se ne sono andati.
"Con la mancata elezione di Cobolli Gigli non c'è nessun rappresentante delle
cinque grandi che vota nel Consiglio di Lega, perché Rosella Sensi vicepresidente vicario non vota,
Moratti e Galliani, in quanto consiglieri federali sono invitati, ma senza diritto di voto, e alla
Juve è stato detto di no. Quindi Juve, Milan, Inter, Roma e Napoli non hanno alcun rappresentante
nel consiglio
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di Lega. Crediamo che questo Consiglio di Lega non rappresenti tutta la serie A, ma
solo la minoranza e quindi ce ne siamo andati (...) È chiaro che il 16% dei tifosi sono rappresentati
da 15 società, l'84% da cinque società che perderanno sempre in Lega. Se pensiamo di fare qualcosa? Vedremo cosa fare. Di sicuro non assisteremo impotenti: anche se c'è da cambiare lo zerbino rientrando siamo sempre in minoranza". Le parole sono di Adriano Galliani, che evidentemente ha un concetto tutto suo di maggioranza, se 5 squadre su 20 possono essere considerate tali. Stupisce poi, l'attenzione di zio Fester ai tifosi, a suo parere poco rappresentati da un consiglio così composto. Fino a qualche anno il galoppino calcistico di Berlusconi non si preoccupava di prendere per i fondelli tutti gli appassionati, lui e tutta la combriccola Moggi.
Insomma, una presa di posizione ridicola, quella delle 5 'grandi'. Come se Veltroni perdesse le primarie e ricorresse agli avvocato, insomma. A noi un Consiglio di Lega in cui le grandi non votano può solo piacere, e speriamo tanto che da qui a qualche mese le cose rimangano tali.
Stefano Marsiglia
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