Calcinculo ::
Come se non ce ne fossero già abbastanza
Un anno di galera e tre anni senza stadio. Tanto si è beccato il capelluto lanciatore di petardi beccato domenica a Torino dai suoi vicini di tribuna e consegnato agli steward.
Evitando di parlare della sentenza – però come è veloce la giustizia quando si tratta di mandare in galera! la gente comune – non possiamo non dire che tutti i dibattiti sorti attorno all'episodio ci fanno a dir poco schifo.
Ascoltando commentatori e addetti ai lavori – ultimo a parlare l'allenatore della Roma Spalletti, ieri in conferenza stampa – hanno cantato le lodi degli spettatori 'spioni', compreso il galantuomo che ha preso a sberle il tifoso colpevole del lancio, e ammirato la prontezza con cui uno steward taglia XXL lo ha portato fuori. “Che sia d'esempio a tutti li spettatori italiani”. Il senso dei fiumi di inchiostro e di parole versati sull'argomento.
Ecco a noi questa presa di posizione fa decisamente schifo. Sia chiaro, non per difendere il diritto degli idiota lanciare petardi, ci mancherebbe altro, i motivi li spieghiamo ora:
in primis perché la gente va allo stadio per guardare una partita, non certo per sorvegliare quello che succede intorno, e non si può sperare che un tranquillo padre di famiglia si presti a denunciare
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un nazi palestrato di 150 chili intento a ululare, tanto per fare un esempio; episodi come quello di domenica possono capitare quando dalla parte dei 'buoni' c'è un coatto dalla sberla facile e da quella dei cattivi un tipino di almeno 20 chili di meno, che tutto è tranne che un violento, altrimenti non si sarebbe fatto mettere le mani in faccia senza reagire. Insomma è un eccezione che non può e non deve diventare norma.
Non deve soprattutto perché se un petardo entra allo stadio è segno che attorno qualcosa non funziona, e mi riferisco a tutti i cordoni e cordoncini di carabinieri e polizia che, con biglietti nominali, tornelli e ora pure le truppe mercenarie definite steward contribuiscono a rendere gli stadi italiani dei luoghi terribilmente militarizzati.
Insomma, se chi dovrebbe controllare non fa il proprio dovere – e perché, ci chiediamo noi, visto che una volta sotto la curva nord dell'Olimpico ci contestarono addirittura le dimensioni eccessive del nostro portachiavi? Per negligenza? O forse per corruzione? - con quale faccia di bronzo si chiede poi ai tifosi di vestire i doppi panni di tifosi-vigilantes?
Solito facile moralismo perbenista...
Stefano Marsiglia
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Bloggers ::
Il dono di Eric
Finora abbiamo recensito bloggers che ci colpivano per le loro capacità
di scrittura, accompagnate di volta in volta da empatia, arguzia, talento letterario.
Stavolta però partiamo da un presupposto del tutto diverso, e vi parliamo de
Il dono di
Eric, blog di Massimo Carnevale, copertinista dell'Eura editoriale per John Doe, Dago, Martin Hel,
Skorpio, delle edizioni BD per Garrett, disegnatore Bonelli per Dylan Dog e molte altre cose ancora.
Da lui le parole sono ridotte allo stretto indispensabile, dominano le immagini di eroi di carta che sembrano quasi spuntare fuori dal monitor, e che andrebbero godute su carta così come sono, senza orpelli inutili come titoli e testate delle varie collane.
Quando disegni così, anche la scrittura diventa superflua.
Collettivo Malatempora
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SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Grillo movimentista?
Cosa succede alla Malatempora
pag.2
ControPolitica :: Finalmente qualcosa di democratico
ControCultura :: A chi volete che importi
pag.4
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
pag.5
ControCultura :: 10 considerazioni semi-serie sul Calderoli-day
Ribelli :: Anselme Bellegarigue
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Uscito, disponibile con ordine per email
Il libro marrone del calcio italiano
Sandro Simone, Stefano Marsiglia
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