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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 19 settembre 2007, N° 28, pagina 5

ControRete :: 10 considerazioni semi-serie sul Calderoli-day




1. Calderoli dice che dopo la passeggiata del maiale il terreno verrà considerato infetto e non ci costruiranno più la moschea. Ma il maiale sarebbe lui?
2. Ma vi pare che un politico famoso per una legge elettorale da lui stesso definita "porcata" possa portare in giro un maiale?
3. Un maiale a Bologna? Nel regno di mortadella Prodi? Doppia provocazione...
4. Il maiale day? Mia zia pensava fosse un giorno in cui tutti i maschi facavano i porci? Poi ci ha pensato e mi ha detto che lo facciamo giù tutti i giorni...
5. Uno che si è sposato con rito celtico vuole mettersi a difendere la cultura cattolica? E' come se Provenzano volesse spiegarci come si fa la lotta alla mafia...
6. Prima la maglietta con le vignette, poi la legge elettorale, ora il maiale day. E' incredibile ma inizio a rimpiangere Bossi. Mi sa che

anche nella Lega "si stava meglio quando si stava peggio".
7. Calderoli, uno che dice queste cazzate, è vice-presidente del Senato. E il presidente chi è Topo Gigio?
8. Speriamo che durante la passeggiata non ci siano scontri. Ve la immaginate voi una puntata di Porta a Porta con il plastico del porcile?
9. Perfino Alessandra Mussolini ha detto che il Maiale Day non è una soluzione. Ormai è evidente, Calderoli verrebbe espulso per razzismo dal Ku Klux Klan.
10. Un maiale chiassoso, puzzolente e cagone è il protagonista del nuovo film dei Simpson. Calderolì avrà preso spunto da lì? Non era meglio se vedeva un film porno?

Sandro Simone





SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Grillo movimentista?
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica :: Finalmente qualcosa di democratico
ControCultura :: Avete letto...

pag.3
Calcinculo: Come se non ce fossero già abbastanza
Bloggers: Il dono di Eric

pag.4
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
Ribelli :: Il 1000


Tratto da 'Ribelli dal 1000 al 2000' di Marco Sommariva
L’XI secolo è caratterizzato da un particolare tipo di struttura sociale che viene definito feudale. Anche se questo tipo di organizzazione può essere ravvisato già al tempo delle invasioni barbariche, è però con la crisi dell’Impero Carolingio che assume una fisionomia ben definita. Il cosiddetto feudalesimo ha le sue radici nel crollo o comunque nell’inefficienza del potere centrale che spinge i più deboli a cercare protezione e sicurezza presso i potenti. Da questo meccanismo a prima vista semplice, in realtà molto complesso, deriva la costituzione di nuclei sociali gravitanti attorno al castello. È questo un periodo storico di estremo fascino durante il quale la vita si svolgeva, quasi nella sua interezza, in uno spazio vitale ristretto, circoscritto appunto dalle mura di un castello medioevale e il mondo esterno era per i più qualcosa di misterioso. In questo


contesto, unico centro di cultura era il monastero, dove si conferiva un’importanza fondamentale alla lettura di testi sacri, alla meditazione, alla preghiera. I principali letterati del periodo erano quindi monaci. Il monastero però non era solo una istituzione scolastica per monaci analfabeti, che qui – per la prima volta – entravano a contatto con dei codici, ma anche scriptorium ovvero centro di produzione del libro. Infatti, diventate sempre più fatiscenti le scuole pubbliche di lontana origine imperiale romana, è la scuola religiosa che fornisce l’istruzione basandosi in prevalenza su libri sacri. È evidente che la Chiesa ebbe un ruolo egemone nella società del tempo tanto da far si che persino l’attività letteraria fosse prevalentemente rivolta a fini morali. L’assetto feudale della società si modifica profondamente dopo il Mille sfociando in quel tipo di organizzazione che si definisce comunale.



Hanno collaborato: Angelo Quattrocchi, Stefano Marsiglia, Letizia Rosati, Silvia Ianniello, Simone Marchi, Sandro Simone



A tutti voi dall'altra parte del monitor:
Arrivederci a mercoledì prossimo