Ribelli ::
Il 1000
Tratto da 'Ribelli dal 1000 al 2000' di Marco Sommariva
L’XI secolo è caratterizzato da un particolare tipo di struttura sociale che viene definito
feudale. Anche se questo tipo di organizzazione può essere ravvisato già al tempo delle invasioni barbariche,
è però con la crisi dell’Impero Carolingio che assume una fisionomia ben definita. Il cosiddetto feudalesimo ha
le sue radici nel crollo o comunque nell’inefficienza del potere centrale che spinge i più deboli a cercare
protezione e sicurezza presso i potenti. Da questo meccanismo a prima vista semplice, in realtà molto complesso,
deriva la costituzione di nuclei sociali gravitanti attorno al castello.
È questo un periodo storico di estremo fascino durante il quale la vita si svolgeva, quasi nella sua interezza,
in uno spazio vitale ristretto, circoscritto appunto dalle mura di un castello medioevale e il mondo esterno era
per i più qualcosa di misterioso.
In questo
|
contesto, unico centro di cultura era il monastero, dove si conferiva un’importanza fondamentale alla
lettura di testi sacri, alla meditazione, alla preghiera. I principali letterati del periodo erano quindi monaci. Il monastero però non era solo una istituzione scolastica per monaci analfabeti, che qui – per la prima volta – entravano a contatto con dei codici, ma anche scriptorium ovvero centro di produzione del libro.
Infatti, diventate sempre più fatiscenti le scuole pubbliche di lontana origine imperiale romana, è la scuola religiosa che fornisce l’istruzione basandosi in prevalenza su libri sacri. È evidente che la Chiesa ebbe un ruolo egemone nella società del tempo tanto da far si che persino l’attività letteraria fosse prevalentemente rivolta a fini morali.
L’assetto feudale della società si modifica profondamente dopo il Mille sfociando in quel tipo di organizzazione che si definisce comunale.
|