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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 26 settembre 2007, N° 29, pagina 5

ControCultura :: L'APSA e i fondi neri del Vaticano




L’Apsa è un organo della Chiesa attualmente presieduto dal Cardinal Attilio Nicora. Oltre ad amministrare gli alberghi gestiti da Ordini religiosi, cura la gestione di veri e propri appartamenti affittati a privati cittadini. Recentemente decine di famiglie e di anziani che abitano questi appartamenti hanno ricevuto ingiunzioni di sfratto per cessata locazione, delegata da Sua Santità papa Benedetto XVI al Card. Nicora e fatta eseguire dall’avv. Giulio Favino, legale rappresentante del Vaticano. Da notare che gli edifici sono collocati in zone di pregio come Trastevere, Campo de’ Fiori, Borgo,e che 20-40 anni fa erano totalmente abbandonati. Opportunamente ristrutturati sono poi diventati oggetto di speculazione. Ma l’Apsa si interessa anche di affari finanziari in sincronismo con lo Ior, la Banca vaticana celebre ai tempi di Marcinkus per il suo coinvolgimento nella vicenda oscura del banchiere Calvi, nonché col Governatorato, che gestisce invece l’entità territoriale dello Stato della Città del Vaticano. Pur rimanendo la Santa Sede al vertice organizzativo della Chiesa, vi sono quindi tre bilanci che si intrecciano e costituiscono un sistema intricato come pochi, ma che ha l’indubbio vantaggio di consentire alla Chiesa cattolica di scegliersi quando avvalersi di uno Stato che non deve rispondere alle leggi di altre nazioni (il Vaticano), quando giocare fino in fondo il suo ruolo religioso e morale (la Santa Sede), quando risolvere problemi

organizzativi interni (Apsa) e quando investire sui mercati internazionali nella massima discrezione (Ior) . A causa delle fluttuazioni del cambio col dollaro, sembra che l’Apsa abbia recentemente perso parecchi milioni di euro sulla divisa americana. E dire che tra i consulenti ufficiali dell’Apsa figurano bei nomi della finanza internazionale come il banchiere americano Robert McCann, l’irlandese Peter Sutherland, il francese Antoine Chappuis e l’italiano carlo Girardi ( ex amministratore delegato di Benetton). Ma, come riportato recentemente dal quotidiano “La Repubblica”, dai verbali di interrogatorio del banchiere Fiorani, interrogatori resi ai magistrati milanesi Francesco Greco, Eugenio Fusco e Giulia Pernotti, verrebbero fuori sulla gestione dell’Apsa cose abbastanza gravi per chi amministra il patrimonio della Sede Apostolica. Si tratterebbe di fondi neri, di miliardi versati in banche estere. “Quando abbiamo comprato la Cassa Lombarda –racconta Fiorani- una quota era del Vaticano, precisamente dell’Apsa. Il passaggio avviene con un giro di acquisti intermedi.Ed alla fine i soldi vennero dirottati su un conto estero della Bsi, la banca della Svizzera italiana, ora in mano alle Generali.Il bonifico bancario venne effettuato sulla Bsi – precisa Fiorani_ perché in quella banca vi sono tre conti del Vaticano dai due ai tre miliardi di euro.

Romano Nobile





SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Birmania
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica :: Ipotesi
ControCultura :: Eppur si muove

pag.3
Calcinculo: Superprocura de che?
Bloggers: Il blog che non c'è

pag.4
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
Ribelli :: Aleksandr Herzen


Tratto da 'Ribelli dal 1000 al 2000' di Marco Sommariva
Aleksandr Herzen – politico e scrittore russo – nacque a Mosca nel 1812 e morì a Parigi nel 1870. Dapprima di idee socialiste e saint-simoniane, si avvicinò poi alle teorie di Bakunin. Subì il carcere ed il confino, poi si recò all’estero dove rimase sempre in contatto con i maggiori rivoluzionari della sua epoca; tra questi anche Garibaldi e Mazzini. Fu uno dei padri del movimento dei narodniki (dalla parola russa narod = popolo). L’apparizione dei narodniki nella vita ideologica russa data fra il 1850 ed il 1860; la loro idea principale era la tesi secondo cui “lo sviluppo sociale lungo la via capitalista è il Male assoluto”. Criticavano la Monarchia in quanto maschera del capitalismo orientata contro il popolo e i suoi bisogni spirituali, economici e religiosi. Esaltavano i “valori della terra”. Si ritrova in loro il motivo conduttore della necessità di uno sviluppo sociale, economico e industriale in linea con la specificità nazionale del popolo russo e con le sue tradizioni. I narodniki erano attratti dal terrorismo individuale e dall’ideale di un tipo di “rivoluzionario assoluto”, un “superuomo al servizio del popolo”. Alcuni di loro “andarono verso il popolo” e professarono una concezione dei “piccoli passi” e della “resistenza pacifica”. Quest’ultima tendenza dei narodniki era condivisa dal celebre scrittore russo Lev Tolstoj. Herzen propugnò una conciliazione tra Slavofili (tra i più celebri, lo scrittore Fedor Dostoevskij) e zapadniki (dalla parola russa zapad = occidente). I primi – sorvegliati dalla polizia zarista – criticavano severamente la Monarchia russa a partire da Pietro il Grande, che definirono “il demonio”, mentre i secondi – di


orientamento filo-occidentale (occidentalisti) – si richiamavano alle riforme di Pietro il Grande, e contrapponevano alla rivoluzione conservatrice russa degli Slavofili le idee del “conservatorismo illuminato” di stile europeo; erano progressisti, razionalisti ed enciclopedisti. Herzen, oltre a incidere in modo notevole sul pensiero e sulla vita politica russi, diede un contributo di rilievo allo sviluppo del giornalismo, soprattutto con la rivista “Kolokol” (La campana), che riuscì a far circolare clandestinamente in Russia negli anni 1857-1867. Oltre a molti saggi, tra cui “Dall’altra sponda” – in cui riflette sul fallimento delle rivoluzioni europee del 1848 – scrisse, con lo pseudonimo di Iskander, romanzi di buon valore letterario – da ricordare “Di chi la colpa?” – ed altre opere di contenuto sociale o scientifico come “Sul dilettantismo della scienza”. In Herzen pensatore e politico fu fortissimo l’amore per la libertà: “la libertà dell’individuo è cosa della massima importanza. Su di essa e solo su di essa può germogliare la vera libertà del popolo”. Per lui l’umanità non va da nessuna parte, la storia è sempre stata imprevedibile. Secondo il politico russo era assurdo pensare che il popolo fosse naturalmente libero, come credeva Rousseau. Riteneva che un fine lontano – la società perfetta che si deve realizzare nel futuro – poteva portare solo sangue. Per questo un fine doveva essere a portata di mano: “Il salario dell’operaio o il piacere del lavoro compiuto”. Lo scetticismo ed il realismo di Herzen non furono mai cinismo né rassegnazione. Cercò di riportare ogni discorso su un piano più umano, meno astratto, nella convinzione che “la libertà non si darà pace finché tutto ciò che è religioso e politico non si trasformerà in qualcosa di semplicemente umano”.



Hanno collaborato: Angelo Quattrocchi, Stefano Marsiglia, Letizia Rosati, Silvia Ianniello, Simone Marchi, Sandro Simone



A tutti voi dall'altra parte del monitor:
Arrivederci a mercoledì prossimo