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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 26 settembre 2007, N° 29, pagina 5

ControCultura :: La selva di Paliano




Paliano è un paesino della provincia di Frosinone, a un'ora circa di macchina da Roma. Sul suo territorio si trova la 'Selva', un bosco bellissimo come ormai ne rimangono in pochi. Oggi sullaselva sono caduti gli occhi di speculatori e arraffoni di ogni tipo. Il 30 ottobre si terrà un'asta dove il territorio della selva, diviso in 31 lotti su 450 ettari, sarà venduto con tutti i suoi abitanti (i superstiti, perché molti sono già morti): aironi, fenicotteri, cigni. Qui, su segnalazione dei nostri amici della Trattoria L'Idillio, pubblichiamo la lettera inviata al ministro Pecoraro Scanio. Per saperne di più, cliccate qui. Per vedere le devastazioni già apportate al territorio senza alcun diritto o autorizzazione, qui

Al Sig.Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, Sig.Ministro, come Ella sapra' il territorio della Selva di Paliano (Fr) di circa 450 ettari verra' venduto a fine ottobre in piu' lotti all'asta dal Tribunale di Frosinone. Il frazionamento decreterebbe la insorabile fine di un territorio unico nei pressi di Roma, ricco di fauna e flora visitato negli anni passati da milioni di persone tra cui tanti bambini. Noi cittadini siamo pero' impotenti di fronte a questo evento che se non fermato per tempo, dara' spazio nei prossimi anni a speculazioni edilizie. Le chiedo pertanto un intervento affinche' il patrimonio verde quale la Selva rappresenta resti difeso e inalterato nel tempo, bilanciando cosi' almeno parzialmente con la sua sola esistenza, il degrado ed i veleni della valle del Sacco. Grazie Sig.Ministro!

a cura del Collettivo Malatempora





SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Perché in ordine sparso
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica :: Militari
ControCultura :: Come siamo messi

pag.3
Calcinculo: I figli di...
Bloggers: Alcool, donne e disegni

pag.4
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
Ribelli :: Il 1100


Tratto da 'Ribelli dal 1000 al 2000' di Marco Sommariva
A partire dal XII secolo il volto dell’Europa cambia radicalmente. È significativo che in quest’epoca il latino cominci a tramontare come lingua internazionale, mentre si sviluppano le lingue delle varie etnie, che si erano lentamente costituite nei secoli precedenti. Ovunque si scorgono i segni di una rapida e possente evoluzione economica e culturale: il mare viene riaperto alla navigazione, mercanti e guerrieri viaggiano da una parte all’altra del Mediterraneo, l’economia monetaria si riprende. Gli orizzonti si allargano alle Coste della Siria per giungere sino al cuore dell’Asia. Un fatto di primaria importanza è lo sviluppo di entità politiche nuove: in particolare prendono forma gli Stati Nazionali, che


progressivamente pongono sotto il loro controllo le forze feudali. Si registra inoltre la fioritura della civiltà urbana che vedrà la costituzione di una nuova struttura politica: il Comune. Rifioriscono le città con i loro brulicanti commerci in cui sono protagoniste nuove classi sociali come la borghesia mercantile. Nel panorama italiano, nella prima metà del XII secolo, le repubbliche marinare di Pisa, Amalfi, Genova e Venezia tornano a svolgere un importante ruolo commerciale nel Mediterraneo. Il mondo del basso Medioevo con le sue complessità e le sue contraddizioni viene proiettato dunque verso una nuova fase di sviluppo: è ai secoli immediatamente successivi all’anno Mille che vanno fatte risalire le vere radici dell’Europa moderna.



Hanno collaborato: Angelo Quattrocchi, Stefano Marsiglia, Letizia Rosati, Silvia Ianniello, Simone Marchi, Sandro Simone



A tutti voi dall'altra parte del monitor:
Arrivederci a mercoledì prossimo