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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 10 ottobre 2007, N° 31, pagina 5

ControCultura :: 10 considerazioni semiserie su
La Casta





1. Ma se i parlamentari non pagano nulla (ristorante, barbiere, aereo, stadio ecc) come li fanno a spendere tutti i soldi che gli danno?
2. Ma cosa c'è di populista nel chiedere che i condannati per mafia non possano far parte della Commissione Antimafia? Voi ce lo mettereste un divorziato a parlare dei valori della famiglia? Vabbè, forse non è l'esempio più opportuno...
3. Ma se non abbiamo i soldi per pagare la benzina per le auto della polizia ma li abbiamo per metterla nei voli di Stato non facciamo prima a far usare gli aerei anche ai poliziotti?
4. Ma se i deputati sono quasi tutti calvi (Berlusconi, Follini, Bersani, Tabacci ecc) cosa cazzo li diamo a fare 133 mila euro all'anno al barbiere della Camera? Non sarebbe meglio regalare a tutti i deputati una macchinetta tagliacapelli e un rasoio elettrico a testa?
5. Beppe Grillo vuole che dopo due legislature i parlamentari vadano a casa. Ovviamente nessuno dei diretti interessati vuole rinunciare al posto fisso. Cosa vogliono portare il precariato in Parlamento? Chi lo darebbe un mutuo per comprare un appartamento in centro a prezzi scontatissimi ad un parlamentare precario?
6. Gli assistenti dei parlamentati (i portaborse) che lavoravano, ad esempio, alla legge sull'emersione del lavoro nero erano a loro volta pagati in nero. Forse i loro datori di lavoro volevano che diventassero esperti in materia?


7. L'anno scorso Le Iene di dimostrarono che molti Parlamentari erano positivi ai controlli sull'uso di sostanze stupefacenti, inoltre come ormai tutti sanno in Parlamento la percentuale dei condannati e inquisiti è più alta di quella degli abitanti di Scampia. E se le telecamere nascoste invece che nei quartieri degradati le mettessimo in Parlamento?
8. Per diminuire gli sprechi vogliono eliminare le comunità montane, ma alcuni sindaci dicono che sono fondamentali per i piccoli centro. Basta fare un giro su Google per scoprire che ci sono comunità montane composte da un solo paese e addirittura paesini che pur essendo in pianura, o addirittura sul mare, hanno costituito delle comunità montane. Sarà per attrarre le famiglie che per le vacanze estive vogliono alternare mare e montagna?
9. Dicono che la politica ci costa 4 miliardi di euro l'anno. Dicono che anche la Chiesa ci costa 4 miliardi di euro l'anno. Quando si dice che ti fregano in quattroequattrotto...
10. Il Ragioniere della Camera guadagna più di Napolitano, che a sua volta guadagna più di Bush. Se lo sapessero Hillary Clinton e Barak Obama invece che alla Casa Bianca cercherebbero di entrare al CEPU per prendersi un bel diploma in ragioneria...

Sandro Simone

Scarica lo speciale su La Casta firmato Bengodi.





SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Vivalibri non ci paga
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica :: Tutti zitti
ControCultura :: Magazine e settimanali

pag.3
Calcinculo: La resa dei conti
Bloggers: Blog Fiction

pag.4
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
Ribelli :: Gracco Babeuf


Tratto da 'Ribelli dal 1000 al 2000' di Marco Sommariva
Diamo ancora un’occhiata alla Francia di fine Settecento. Le prime manifestazioni di un’attività di classe del proletariato accompagnano fin dal suo inizio l’avvento del regime borghese. Subito dopo aver offerto al Terzo Stato rivoluzionario tutto il suo appoggio e la sua alleanza il Quarto Stato, ossia la classe dei lavoratori, tenta di farsi avanti, attendendo di vedere subito mantenute le promesse che la giovane borghesia aveva dispensato ai propri associati. I primi scontri si verificano subito e la stessa impalcatura terroristica, che la borghesia aveva adoperato per stroncare la contro-rivoluzione feudale, è prontamente rivolta contro i tentativi degli operai. È Gracco Babeuf che tenta, subito dopo il Terrore, un movimento per l’eguaglianza economica e sociale: sarà sommerso da una spietata repressione da parte dello Stato borghese. Babeuf nasce in Piccardia. Svolge un’incessante attività di agitazione politica e giunge a dirigere il giornale Le dèfenseur de la liberté de la presse, dove firma i propri articoli sotto lo pseudonimo di Gracchus, in memoria dei famosi fratelli romani. Fra le tante cose, dichiara che preferisce la guerra civile “a questa orribile concordia che strangola l’affamato”. È Babeuf a radunare nella Lega degli Uguali quanti si oppongono alla degenerazione borghese della Rivoluzione. Del contenuto politico-sociale delle idee dei cospiratori ci dà testimonianza il Manifesto degli Eguali redatto da Sylvain Marechal, già noto per alcune pubblicazioni anticristiane prima della Rivoluzione e durante il suo corso. Il Manifesto degli Eguali chiede l’abolizione della proprietà individuale terriera; la costituzione prevista dagli Uguali vuole una grande comunità di beni nazionali, il ritorno alle campagne, la parità d’istruzione assicurata a tutti, il lavoro per ogni cittadino, in modo da superare la divisione tra attività intellettuale e attività manuale (il lavoro più spiacevole deve essere svolto da chiunque a turno). Le novità delle idee del gruppo di Babeuf (1760-1797) si possono condensare : sostituire al principio della proprietà quello della comunanza dei beni,


all’eguaglianza formale di fronte alla legge “l’eguaglianza di fatto”. Sul diritto di proprietà, Babeuf scriveva sul Tribune du peuple del 21 dicembre 1795: “È il diritto di proprietà che è la causa odiosa di tutte le vostre sofferenze di tutte le vostre disgrazie. Questo diritto non è affatto naturale, non ha per niente un’origine pura e legittima; esso è soltanto una deplorevole creazione delle nostre fantasie, dei nostri errori; è nato da un vizio orribile, l’avidità, e dà origine a tutti gli altri vizi, a tutte le passioni, a tutti i delitti, a tutte le infelicità della vita, a tutti i generi di mali e di calamità”. La Lega degli Uguali è fondata a Parigi e a dirigerla, insieme con François-Noél (ribattezzato prima Camillo, poi Gracco) Babeuf, c’è Filippo Buonarroti. I congiurati della società segreta contavano sull’appoggio dell’esercito. Secondo i loro calcoli avrebbero dovuto ricevere il sostegno attivo di 17.000 uomini. In seguito ad una soffiata i capi della congiura sono arrestati. Buonarroti viene esiliato. Babeuf – dopo un lungo processo – viene ghigliottinato un anno dopo il suo arresto, assieme a trenta suoi seguaci. Durante la sua detenzione, muore di fame la figlioletta di sette anni. La sera prima dell’esecuzione scrive alla moglie e ai figli: “Miei cari spero che vi ricorderete di me e ne parlerete spesso. Spero che crederete che io vi ho molto amato tutti. Non concepivo altra maniera per rendervi felici se non attraverso la felicità comune. Ho fallito; mi sono sacrificato; muoio anche per voi (..) Il solo bene che ti resterà di me sarà la mia reputazione. Ed io sono sicuro che tu e i tuoi figli, godendone ne avrete un gran conforto. Vi sarà grato sentire tutti i cuori sensibili e retti dire, parlando del vostro sposo, di vostro padre: fu perfettamente virtuoso [ossia dedito esclusivamente all’interesse generale]. Addio. Io non sono più legato alla terra se non per un filo che domani si spezzerà”. Una curiosità: pur partecipando alla congiura organizzata da Babeuf, Sylvain Marechal – redattore del Manifesto degli Eguali – stranamente non viene arrestato né tradotto di fronte all’alta corte militare di Vendome che giudica i cospiratori.



Hanno collaborato: Angelo Quattrocchi, Stefano Marsiglia, Letizia Rosati, Silvia Ianniello, Simone Marchi, Sandro Simone



A tutti voi dall'altra parte del monitor:
Arrivederci a mercoledì prossimo