I nostri lettori sanno della nostra idiosincrasia per le McDonald's del
libro
italiano, cioè le due grandi Fiere, quella di Torino, ormai un mastodonte.
Insopportabile quella di Roma, che, con il vezzoso quanto infingardo nome
di
PIU' LIBRI PIU' LIBERI si spaccia per Fiera dei piccoli e medi editori
prendendo soldi da Comune, Provincia, Regione e sponsor Veltroniani, e poi
facendo pure pagare un biglietto d'ingresso, e un minimo di più di mille
euro agli editori
per delle gabbiette di tre metri per tre, dentro aria viziata e luci al
neon
di uno spazio dell'EUR di Roma...
Noi non si andiamo, lo sapete. Ma qui vorremmo dirvi della Buchmesse si
Francoforte, testè finita, quest'anno senza grandi fanfare (è in crisi) e
senza
grandi bestseller tipo CODICE DA VINCI.
La cosa più divertente è che la MONDARIZZOLI, duopolio italiano che
tutti gli
spazi occupa a casa nostra, aveva lassù i suoi funzionari che
compravano, a
scatola chiusa spesso, robaccia americana che poi vi/ci caccian giù per
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la
gola (con TV e media tutti), e la pagavano il doppio degli altri più
attenti
europei. Notate, non lo diciamo noi, ce lo racconta il SOLE 24 ORE, nel suo
supplemento domenicale della cultura, che, come saprete, è piuttosto ben
fatto.
Diciamola tutta, più godibile e meno sussiegoso di Alias, il supplemento
del
Manifesto che esce sabato.
Se paghi 100mila euro un libro, ci dice ancora il supplemento, devi poi
vendere un 30/40mila copie per andare in pari, cosa che comunque il
duopolio
può fare con qualsiasi stronzata lanciata bene in TV e media loro.
Tutto questo per darvi un'idea di chi ha nelle mani l'immaginario
collettivo dell'Italietta. A parte, magari, i Camilleri e i Carlotto fatti
in
casa.
Angelo Quattrocchi
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