Pugno di ferro in guanto d'acciaio, non viene in mente giro di parole migliore per definire l ultime decisioni prese dalle forze dell'ordine contro la violenza negli stadi.
Già alla prma giornata si era capito che aria tirava, con lo stadio di Marassi chiuso ai tifosi del Milan impegnato in trasferta contro il Genoa. Poi le porte chiuse a Napoli per uno striscione e una bottiglietta piovuta in campo, l'Olimpico di Torino e quello di Roma riservati agli abbonati, il Franchi di Firenze chiuso agli juventini e ora la curva dell'Inter chiusa dopo gli striscioni contro Napoli e i napoletani.
Sicuramente è giusto punire le tifoserie che 'sbagliano' (leggi in cui gli imbecilli a volte sono
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predominanti) e magari anche evitare quando possibile casini, come nel caso di Roma-Napoli, le cui tifoserie ogni volta che si incontrano si lasciano dietro bollettini da guerriglia urbana. Ma comunque decisioni simili hanno lo stesso effetto quando si ha l'influenza: 'confortano', evitano di passare qualche brutto momento ma non risolvono per nulla il problema. Quella che vediamo in questi giorni è la primissima versione all'italiana (cioè fatta male) del modello inglese: stadi militarizzati e riservati ai ricchi,
tanta tanta televisione, e hooligans a far danni lontani dalle telecamere.
Stefano Marsiglia
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