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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 17 ottobre 2007, N° 32, pagina 5

ControCultura :: Accoglienza a 4 stelle




Pubblichiamo qui la prima parte di una ricerca ARES sugli alberghi di proprietà del Vaticano
Un quarto di Roma appartiene alla Chiesa
Dare un valore commerciale al patrimonio immobiliare appartenente in Italia alla Chiesa ed a enti ecclesiastici è praticamente impossibile. Ci si può trovare indifferentemente di fronte ad ettari di terreno edificabile o al palazzotto storico pronto alla ristrutturazione. Secondo una indagine effettuata nel 2003, su circa 100 mila immobili appartenenti in Italia alla Chiesa ed agli enti ecclesiastici si contavano nel campo dell’istruzione 8784 scuole, suddivise in 6228 materne, 1280 elementari, 1.136 secondarie e 135 universitarie o parauniversitarie, 5 grandi università, oltre 2.300 musei e biblioteche. Poi 4.712 centri di assistenza medica, suddivisi in 1.853 ospedali e case di cura, 10 grandi ospedali, nonché 111 0spedali di media dimensione, 1.669 centri di “difesa della vita e della famiglia”, 534 consultori familiari, 3999 nidi di infanzia, 136 ambulatori e


dispensari più 674 di altro genere. Senza contare le sedi vescovili (118), le 12.314 parrocchie, quasi altrettanti oratori, 360 case generalizie di ordini religiosi, un migliaio di conventi maschili o femminili, 504 seminari, più di 2000 istituti religiosi retti da vari ordini di suore e svolgenti diverse attività assistenziali. Il tutto per un valore globale di alcune centinaia di miliardi di euro.. Pur non essendoci un censimento preciso , si può affermare che una parte significativa dei beni immobili di Roma (circa un quarto) sia in mano alla Chiesa ed agli enti ecclesiastici. Gran parte del centro storico appartiene al Vaticano, compresi beni extraterritoriali. Moltissimi Istituti religiosi, collegi , conventi,convitti,centri spirituali,case generalizie, sono stati, dopo opportune ristrutturazioni , trasformati in alberghi a 3-4 stelle, residence e pensionati di lusso, spesso sotto le insegne di case di ferie, case di vacanze, “accoglienza” “studentati”.
continua la prossima settimana

ARES







Qualche settimana fa vi abbiamo parlato della speculazione in atto sulla Selva di Paliano, Qui potete firmare una petizione contro gli speculatori.
SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: McDonald's del libro
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica :: Vendetta
ControCultura :: Guerra annunciata

pag.3
Calcinculo: Pugno di ferro...
Bloggers: PannaSmontata

pag.4
Vita da libraia
Recensioni
Ribelli :: Il 1200


Tratto da 'Ribelli dal 1000 al 2000' di Marco Sommariva
Nell’Europa occidentale del XII secolo si assiste ad un vertiginoso aumento demografico parallelamente a un ulteriore incremento delle attività produttive. Continuano gli scambi commerciali, controllati nel Nord Europa dalle città del Baltico, e nell’area Mediterranea dalle città italiane. È questo il momento di maggior fulgore della civiltà dell’Occidente medioevale: gli europei inventano nuovi modi di coltivare, commerciare e navigare. Venezia, con la sua ricchezza, la sua vitalità mercantile, è la città che meglio simboleggia la forza espansiva dell’Europa. Diventa il collegamento con il vicino Oriente musulmano.


Ed è proprio dal porto di Venezia che Marco Polo, nel 1271, prende il largo per queste terre meravigliose spingendosi fino all’India e alla Cina. La testimonianza del suo incredibile viaggio, durato oltre un ventennio, gli ispirerà Il Milione. Questo è il secolo che vede finalmente la fine delle Crociate, fenomeno che si estende lungo ben due secoli di storia, dal 1096 al 1270. Le otto crociate, che contrappongono Islam e Impero Bizantino a Oriente e Cristianità ad Occidente, hanno caratteri diversi: se la prima si conclude con la presa di Gerusalemme da parte degli eserciti crociati, l’ultima termina con i musulmani che scacciano i cristiani dall’Oriente.



Hanno collaborato: Angelo Quattrocchi, Stefano Marsiglia, Silvia Ianniello, Simone Marchi, Romano Nobile, Letizia Rosati



A tutti voi dall'altra parte del monitor:
Arrivederci a mercoledì prossimo