Difficile, troppo difficile questa settimana scegliere un argomento. I turchi che bombardano l'Iraq perchè i Curdi iracheni, liberati dal giogo di Saddam, infastidiscono il confine turco e rischiano di allearsi con i curdi turchi? Be' ce ne sarebbero di cose da scrivere: i tormenti del popolo curdo, delizia dell'Occidente quando si tratta di utilizzarlo come una delle giustificazioni per la guerra in Iraq, croce dell'occidente quando si parla di PKK. Bell'argomento, veramente, ma appena unisco le idee, inizio a scrivere, cosa ti leggo? Bush è pronto a intervenire e fare pressioni con il governo Iracheno affinchè controlli e limiti le attività del PKK al confine con la Turchia. Cavolo, come fai a non parlare di questo, le forze armate di W. che attaccano, testuali parole, "i ribelli del PKK", gli stessi martiri ribelli il cui genocidio ha portato all'impiccagione di Saddam? Bellissimo, esemplare
della
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relatività e relativismo della politica americana. Smonto le idee precedenti, riordino quelle nuove e mi appresto a battere.. Ma un minuto dopo, apro il giornale e cosa vedo? Bin Laden che parla di Iraq, ammette gli errori fatti in Mesopotamia (Lui?) chiede unità al grande popolo musulmano, vacilla chiedendo di diffidare da intrusi, di agire con prudenza, di non cedere al regionalismo e alla lotta tra clan. Insomma, in altre parole si mostra debole, spiazzato dall'evolversi della lotta al terrorismo finita, in occidente nelle ultime settimane più che mai, nell'occhio del ciclone. Quando l'Iraq sembra una polveriera incontrollata, esempio evidente del fallimento americano, il buon Osama cosa fà? Si mostra debole, deluso, sfiduciato come un Mastella qualsiasi.
Bellissimo, dovrei scrivere anche di questo, ma troppo lavoro, troppo lavoro.
Simone Marchi
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