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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario! |
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Mercoledì
24 ottobre 2007, N° 33, pagina 5 |
ControCultura ::
Accoglienza a 4 stelle
Pubblichiamo qui la seconda parte di una ricerca ARES sugli alberghi di proprietà del Vaticano
In questa indagine l’Ares ha cercato di analizzare e quantificare il fenomeno del proliferare a Roma e nel Lazio dei citati alberghi religiosi, per i quali appare innegabile la sussistenza di un’attività imprenditoriale nel settore turistico ( e dunque genericamente commerciale). Indipendentemente dall’uso che potrebbe dai titolari essere fatto del reddito prodotto, si tratta pur sempre di una attività imprenditoriale esercitata, come le altre strutture alberghiere private, a fini di lucro e di profitto.
Dovrebbe apparire perfettamente lecito quindi che, se tale attività gode da parte dello Stato Italiano di particolari agevolazioni fiscali, l’Unione Europea si possa preoccupare ipotizzando una violazione della concorrenza., potendo gli istituti recettivi religiosi praticare prezzi più contenuti rispetto alle altre strutture non religiose che non godono degli stessi vantaggi ed esenzioni(ad esempio esenzione dall’ICI).
E sulla richiesta di chiarimenti reiterata al Governo italiano da parte dell’UE sulle ragioni
di tali privilegi,che riguardano tutti gli enti ecclesiastici commerciali, si è aperta
un’aspra polemica che ha avuto come protagonisti mons. Angelo Bagnasco, Presidende della CEI,
nonché mons.Giuseppe Betori segretario sempre della CEI , i cui ragionamenti a difesa degli
enti ecclesiastici sono apparsi generici e poco convincenti. Gli alti prelati hanno sorvolato
infatti sulla vera ragione del contendere:questa riguarda infatti l’attività commerciale
(o non esclusivamente commerciale) degli enti ecclesiastici e non certo quelle assistenziali e di culto,
per le quali nessuno si sogna o si è sognato di eccepire privilegi o tanto meno violazione delle regole
della concorrenza. In ordine all’ampiezza del fenomeno degli alberghi religiosi, l’Ares ha potuto individuare, limitando la ricerca al
territorio di Roma e
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del Lazio, circa 900 immobili in cui si pratica attività di accoglienza o alberghiera a pagamento. In tutta Italia gli alberghi sono circa 35.000(tra laici e religiosi) mentre nel Lazio se ne possono contare circa 5000 (compresi gli esercizi complementari come i residence e gli agriturismo).Nel Lazio quindi la percentuale di strutture turistiche religiose si avvicina al 20% del totale nella Regione.. Ovviamente esiste una gradazione di tipologie ed una varietà di offerte. Si passa cioè da grossi istituti situati in aree strategiche della capitale( Via Sistina, via Nomentana, via del Tritone, via Veneto, zone attigue a Piazza S.Pietro ecc.) che sono stati trasformati in veri e propri alberghi a 3 o 4 stelle ( con ampi soggiorni, parcheggi, prestigiosi ristoranti, sale conferenze e servizi di lusso) a piccole case di ferie, vacanza e accoglienza più modeste situate anche in località attorno a Roma(Castelli romani) dai grossi pensionati universitari alle piccole strutture che ospitano pochi studenti o studentesse.
Vi sono d’altra parte strutture dove l’ attività non commerciale ( di culto, di catechesi , assistenziale ecc.) esercitata in altra parte dell’edificio, è ridotta al minimo ( una piccola cappella), e strutture invece nelle quali il “non commerciale”, pur sempre separato dal settore alberghiero, appare rilevante.
Non sono state ricomprese nel conteggio le piccole strutture
(come ad esempio molti “bed end breakfast”e alcuni monasteri od eremi)
che svolgono una funzione di accoglienza soltanto saltuariamente, ad esempio
in occasione di pellegrinaggi ecc.. Comprendendo queste ultime si arriverebbe
a più di 1300 edifici a carattere religioso, valutabili complessivamente,
come superficie in circa un milione di mq.
continua la prossima settimana
ARES
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Qualche settimana fa vi abbiamo parlato della speculazione in atto
sulla Selva di Paliano, Qui
potete firmare una petizione contro gli speculatori.
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SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Metropoli
Cosa succede alla Malatempora
pag.2
ControPolitica :: Troppo lavoro
ControCultura :: Bloggers di tutto il mondo...
pag.3
Calcinculo: Rimedi orwelliani
Bloggers: Ancora sul ROC
pag.4
Vita da libraia
Recensioni
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Ribelli ::
Il 1300
Tratto da 'Ribelli dal 1000 al 2000' di Marco Sommariva
Se si getta uno sguardo sul quadro internazionale come esso appare nei primi anni del Trecento la situazione risulta la seguente: i cristiani vengono cacciati dalla Palestina; i Turchi Ottomani in Asia minore iniziano la loro formidabile espansione che li avrebbe portati nel corso del XIV secolo a insediarsi saldamente in Europa; i Mongoli sono sempre minacciosi alle frontiere orientali.
La borghesia commerciale si sviluppa con la rinascita della città e accresce progressivamente la sua importanza sino a diventare, quasi ovunque, la classe dominante. Prende nelle proprie mani le redini della vita economica in tutta l’Europa, sostituendo la grande feudalità legata alla proprietà terriera.
Sostanzialmente nel Medioevo la cultura feudale e
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quella ecclesiastica sono affini, legate ad una visione gerarchica e aristocratica della realtà. Il mondo borghese si avvia ad essere, invece, un mondo, se non irreligioso, quantomeno proiettato verso una dimensione laica e terrena.
L’emergere di questa classe sociale porta alla ribalta valori che prima erano disprezzati: l’astuzia e la prudenza, il fiuto commerciale, la spregiudicatezza.
In questo periodo l’Europa si deve confrontare anche con la più grande catastrofe mai avvenuta sino ad allora: un’epidemia di peste fa strage dei suoi abitanti colpendo senza distinzione tutti gli strati sociali della popolazione e mettendo in ginocchio la sua economia. Città e paesi rimangono quasi spopolati e i superstiti vivono negli anni seguenti con la paura di un ritorno dell’epidemia.
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Controcultura ::
Scherzi da prete
Questa settimana vi raccontiamo una storia piccola piccola. Non perché non sia importante,
ma perché si riferisce a un contesto piccolo piccolo, appunto. Una storia di quartiere, che
interesserà direttamente pochi di voi, forse addirittura nessuno. Però è una storia importante
nel suo piccolo piccolo, perché racconta perfettamente com'è che le cose vanno nella nostra
italietta veltronian-ratzingeriana. Siamo al quartiere Pigneto, il nuovo village di Roma
tanto caro per una strana combinazione agli alternativi e agli speculatori. Qui tre anni
fa nacque un circolo sportivo, su uno spazio di proprietà di una parrocchia ma gestito
da quattro amici (nel frattempo diventati cinque con la nascita del piccolo Filippo)
con in comune la passione per il calcio. Ebbene questi quattro amici hanno creato,
in tre anni, un piccolo torneo di quartiere, che nel giro di pochi mesi diventa
grande, ma grande davvero, visto che arriva a 26 squadre che vogliono dire circa
150 partecipanti (tra cui una squadretta di amici Malatempora
capitanata, guarda un po', dal nostro Stefano responsabile dei libri di calcio),
tutti più o meno della stessa zona. E diventa grande solo grazie
a questi quattro amici, che creano un'isola i sport, divertimento e buon amore in
un ambiente violento e impestato come quello del calcio amatoriale romano,
in cui è impossibile mettere in preventivo la partecipazione a un torneo di
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calcetto senza prepararsi ad almeno un paio di risse oltre che a costi decisamente improponibili e spesso da usura. Ebbene, una volta che questo torneo diventa grande, ai nostri quattro amici viene tolta la gestione del campo. Ufficialmente non viene rinnovato il contratto di gestione, e fin qui non ci sarebbe nulla di male. Se non fosse che un contratto non rinnovato nasconde invece una storia molto italian-clericale, fatta di offerte che dovrebbero essere in buste chiuse ma che miracolosamente si aprono davanti a persone della giusta 'parrocchia' che possono così rilanciare senza, sempre per interessi di 'campanile', temere che qualcuno possa nuovamente rilanciare a sua volta. Insomma, una bella porcata, che estromette i quattro amici dal circolo che hanno faticosamente tirato su a beneficio di altri con l'unico merito di frequentare la giusta parrocchia. Uno scherzo da preti, per farla breve. Stavolta hanno scippato un campo di calcetto, ma quante altre volte ladrano ben di più?
Collettivo Malatempora
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Hanno collaborato: Angelo Quattrocchi, Stefano Marsiglia, Silvia Ianniello,
Simone Marchi, Romano Nobile, Letizia Rosati

A tutti voi dall'altra parte del monitor:
Arrivederci a mercoledì prossimo
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