Malatempora Web Magazine




















Magazine 151

Magazine 152

Magazine 153

Magazine 154

Magazine 155

Magazine 156

Magazine 157

Magazine 158

Magazine 159

Magazine 160

Magazine 161

Magazine 162

Magazine 163

Magazine 164

Magazine 165

Magazine 166

Magazine 167

Magazine 168

Magazine 169

Magazine 170

Magazine 171

Magazine 172

Magazine 173

Magazine 174

Magazine 175

Magazine 176

Magazine 177

Magazine 178

Magazine 179

Magazine 180

Magazine 181

Magazine 182

Magazine 183





Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 24 ottobre 2007, N° 33, pagina 5

ControCultura :: Accoglienza a 4 stelle




Pubblichiamo qui la terza parte di una ricerca ARES sugli alberghi di proprietà del Vaticano
La promozione di tale tipo di attività alberghiera viene svolta , anche su Internet , da apposite agenzie sotto forma di cooperative, tra le quali si distingue la cooperativa “Il Sogno”, dal Centro Italiano Turismo Sociale, al quale la maggior parte delle “case” sono associate, ma soprattutto dalla rete delle Parrocchie in tutta Italia nonché da associazioni cattoliche , che indirizzano pellegrini o semplici turisti verso queste strutture alberghiere convenienti e “protettive”. Ed ecco un esempio di come viene presentata su Internet una di queste strutture alberghiere. Si tratta della casa per ferie” Villa Maria Pia ubicata sulla via Aurelia in Roma.. “Una struttura alberghiera gestita in modo professionale con amore e cura dalle Suore Crocefisse A.E., che consente una permanenza gradevole, ma altamente economica anche se gli ambienti sono ben rifiniti e sempre puliti accuratamente. Sul piazzale vi è un ampio parcheggio recintato da un muro e, per chi volesse lasciare la vettura e muoversi con i mezzi pubblici di cui la zona è fornita, ha anche un grosso garage. La naturale domanda che sorge spontanea in chi, giunto in una grande città cerca alloggio, è : ma sarò libero nei miei movimenti o sarò costretto ad orari e regole che non contrastino con le abitudini spirituali e religiose delle Suore? Niente timori! La struttura è un albergo normalissimo con la sola fondamentale differenza che… è molto economico pur avendo una levatura da albergo a più stelle. Il bureax è presidiato ( il giorno da una suora filippina, la notte da un custode attentissimo) per cui potrete entrare ed uscire a vostro piacimento a qualsiasi ora del giorno e della notte.L’accesso all’albergo è consentito a singoli, famiglie, gruppi di pellegrini ( cioè a tutti)”


Quanto ai prezzi praticati si è potuto rilevare, tenendo conto di alcune strutture ad alta recettività e munite di servizi (cappella, parco, sala convegni,servizio sveglia, sale ristorazione ecc.) che le “rette” si aggirano mediamente sui 45 euro per una stanza singola con bagno, sui 65 euro per una doppia, dai 39 ai 52 euro per mezza pensione con bagno, e dai 43 euro ai 61 euro per la pensione completa sempre con bagno. Il solo breakfast costa 3 euro. Una colazione rinforzata all’inglese 6 euro” Anche l’Istituto Nostra Signora di Lourdes gestito dalle Suore dell’Immacolata Concezione,ubicato in Via Sistina, una delle strade più esclusive di Roma, pretende soltanto 45 euro per una singola con bagno e 70 euro per una doppia con bagno. Un po’ più cara, anche se più lussuosa appare la “Domus Carmelitana” casa per ferie situata a 500 metri da San Pietro e 100 da Castel Sant’Angelo , un quattrostelle gestito dai Fratelli carmelitani. Qui una camera doppia uso singola, con colazione, costa 107 a notte. Negli alberghi normali della zona si arrivano a pagare anche 210-230 euro per una stanza. Prezzi accessibili quindi, specie se confrontati con le tariffe praticate dagli altri comuni alberghi ( a 3 o 4 stelle) della capitale, che però non godono di privilegi od esenzioni fiscali. Una caratteristica di queste strutture accoglienti è quella di non apparire esternamente come hotel o alberghi, adottando insegne varie come”casa di ferie”, casa di vacanza, “accoglienza”ecc.. Né gli alberghi trattano direttamente con i futuri o possibili clienti, i quali, per prenotare le stanze, si devono obbligatoriamente rivolgere all’agenzia designata. Il punto fondamentale è però che, quanto a trattamento ( dai bar ben serviti, dall’”ambiente sobrio ed elegante, dai bei tappeti all’ingresso, dai servizi ristoranti spesso specializzati in “gastronomia locale) non c’è alcuna differenza con un albergo laico con il medesimo numero di stelle.
continua la prossima settimana

ARES







SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Malatempora Noir (primo episodio)
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica :: Immunità e democrazia
ControCultura :: Birmania, confronto tra media

pag.3
Calcinculo: Habemus Papam
Bloggers: Ancora sul ROC

pag.4
Vita da libraia
Recensioni
Ribelli :: Iacopone da Todi


Tratto da 'Ribelli dal 1000 al 2000' di Marco Sommariva
Jacopo Benedetti nasce a Todi tra il 1230 e il 1236 da famiglia nobile. Dottore in legge, esercita l’attività di notaio e coltiva l’arte poetica. Nel 1268 muore sua moglie. La donna perde la vita durante un ballo, nel crollo del pavimento dove si sta svolgendo una festa. Sul suo corpo viene trovato un cilicio – cintura ruvidissima e nodosa da indossare per penitenza. Sconvolto per la tragedia e per la rivelazione inaspettata, Jacopo decide di abbandonare tutto: carriera, amici e la vita mondana condotta fino ad allora. Un’antica biografia racconta che da quel momento, distribuiti ai poveri i propri averi, comincia una vita randagia. Per dieci anni vagabonda e fa pubblica penitenza: partecipa alle nozze del fratello dopo essersi denudato, spalmato di grasso e rivoltato tra piume di vari colori; si presenta ad una festa camminando carponi, carico di un basto d’asino e con il morso fra i denti; gira per la città ingiuriandosi. Una parte della critica letteraria lo definisce pazzo, ma i più recenti studi hanno ridimensionato questa presunta follia: sono tanti i penitenti dell’epoca a tenere lo stesso comportamento. Nel 1278 entra nell’Ordine francescano come frate laico e col nome di Fra’ Jacopone da Todi. In questo periodo l’Ordine è dilaniato dai contrasti tra Accomodanti, propensi a mitigare la regola di San Francesco, e Spirituali, che si battono perché questa venga rigidamente applicata. Jacopone si schiera con i secondi e, con i cardinali Jacopo e Pietro Colonna, sottoscrive nel 1297 un “manifesto” dove si attacca violentemente papa Bonifacio VIII e la sua corte corrotta. Il pontefice, che appoggia gli Accomodanti, perseguita la fazione avversaria e imprigiona il frate nel 1298. La sua lotta contro gli Accomodanti e Bonifacio VIII – che conosce bene per averlo frequentato a Todi intorno al


1260 – è una sorta di eroica sfida ai poteri consolidati. La scarcerazione di Fra’ Jacopone avverrà solo dopo la morte di Bonifacio (1303). A lui succede Benedetto XI, che durante il suo breve pontificato toglie la scomunica al frate. Jacopone, che non abbandona la lotta contro la Curia Romana, si rifugia in Umbria – nel convento di San Lorenzo di Collazzone. Qui trascorre gli ultimi anni della sua vita e muore la notte di Natale del 1306. Compone oltre cento laude. Le migliori sono quelle a sfondo politico, dove attacca gli abusi del papato e i teologi che credono di poter trovare una giustificazione razionale della fede. L’origine della lauda nasce dalla necessità immediata e diretta di educare alla preghiera e alla penitenza evocando i temi tradizionali della Madonna, dei santi e della Passione di Cristo. Merito di Jacopone è quello di aver rinnovato e arricchito questi temi con la drammatizzazione del vivere terreno e i numerosi spunti autobiografici. Alcune sue composizioni sono una rappresentazione impietosa della realtà umana, attaccata violentemente per la sua debolezza e vanità. La durezza e il doloroso cammino delle sue scelte lo portano a polemizzare violentemente soprattutto contro gli atteggiamenti più terreni e venali di molta parte della Chiesa. Jacopone – autore di denunce commosse e ardenti – esprime i suoi personali sentimenti in un volgare umbro arricchito di latinismi. Compone esprimendo sdegno contro i peccati del mondo e la loro stupidità e, quando si rivolge a papa Bonifacio VIII, anche in maniera satirica. Nel sapersi perdonato e amato da Dio, arriva a scrivere protestando contro il suo eccessivo amore che l’assedia e che lo rende estraneo alla vita umana. Di lui si ricorda in tutto il mondo la poesia dello Stabat Mater che è stata musicata dai più grandi musicisti di ogni tempo.



Hanno collaborato: Angelo Quattrocchi, Stefano Marsiglia, Silvia Ianniello, Simone Marchi, Romano Nobile, Letizia Rosati



A tutti voi dall'altra parte del monitor:
Arrivederci a mercoledì prossimo