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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 7 novembre 2007, N° 35, pagina 4

ControCultura :: Vita da libraia


Entra in libreria un uomo di mezza età, dall’aspetto trasandato e l’espressione corrucciata. Si guarda intorno con scarso interesse, ma ogni cosa pare irritarlo. Cammina sbilencando da un lato, poi dall’altro, e ad ogni passo sembra che cada. S’imbosca nell’altra sala, lo perdo di vista. Decido di seguirlo: m’incuriosisce e insieme m’insospettisce la sua figura. Lo trovo con un libro in mano: lo sta analizzando attentamente, scientificamente oserei dire, visto che ha cacciato dalla tasca persino la lente d’ingrandimento. Si tratta di “Ho 12 anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa”, un’inutile sottospecie di saggio, un collage d’informazioni, dialoghi, commenti postati sui blog,

che dovrebbe chiarire il fenomeno delle lolite che ballano in discoteca mentre i loro bulli le filmano col telefonino. Trattengo un improvviso sgomento pensando di avere di fronte un novello pedofilo che si documenta per diventare leggendario come l’Humbert Humbert nabokoviano. Svio il pensiero e guardo il mio uomo da un’altra angolazione: uno scienziato della parola che cerca di rinvenire il senso di quanto indaga. Ma a giudicare dalla delusione con cui ripone il libro non c’è affatto riuscito. Come biasimarlo? Per trovare il significato di certi libri, magari bastasse la lente d’ingrandimento!

Silvia Ianniello



SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Enzo Biagi e i grandi vecchi
Cosa succede alla Malatempora

pag.2
ControPolitica :: Anche gli amici
ControPolitica :: Decreto scacciastranieri

pag.3
Calcinculo: Dei pesi e delle misure
Bloggers: Cella Door

pag.5
ControPolitica :: Accoglienza a 4 stelle
Ribelli
ControCultura :: Recensioni


Libri da leggere
Q di Luther Blisset ci era capitato per le mani qualche tempo fa senza suscitare grossi entusiasmi. Tanto che a metà della storia l'avevamo lasciato in strada, a beneficio del primo lettore che fosse passato di lì. Ci è ri-capitato tra le mani di recente e l'effetto è stato diametralmente opposto. Storia appassionante e una lettura magistrale di una delle più belle ribellioni della storia moderna, quella dei contadini europei del XVI secolo, che dietro la brama di una nuova religione lottavano contro il ricco e il potente, come si ripete oramai da secoli.

S.M








Libri da non leggere
Nonostante i partecipanti lo abbiano decisamente negato, lo scorso anno si è svolto alla Castelvecchi un incontro al vertice per decidere cosa pubblicare nel 2007. Molti dei convenuti erano però convinti di trovarsi sul set di Matrix e gironzolavano per la sala riunioni con la cordicella di un'abat-jour nell'orecchio, fingendo di essere agenti segreti. Nel frattempo Mahatma Alberto Castelvecchi (dalla cui vita sono tratti quasi tutti i film con Ben Kingsley) faceva finta di controllare conto economico e stato patrimoniale della casa editrice, riempiendo - in realtà - con la penna i tondi dei 6 e dei 9. Unendo i puntini, usciva una U capovolta, che apparentemente non significa nulla, ma nelle mani di un collaboratore che ha giocato a palla contro il muro per quindici ore di seguito può essere l'ottimo pretesto per l'ennesimo libro del cazzo. E così nasce Storia del pene. Da Adamo al Viagra di David M. Friedman, un tempo nelle migliori librerie gay, ma pare siano state distrutte tutte le copie tra gli applausi di una piccola folla entusiasta. "Spesse volte viene osservata nell'uomo una forte tendenza a non comprendere l'esatta funzionalità dell'organo genitale". Due cose deve fare. Non duecento, due. Proprio un libro del cazzo.

Letizia Rosati