Questa settimana parliamo di calcio giocato. Potremmo parlare,
a dir la verità, dei nuovi pastrocchi del Viminale nella crociata
contro gli ultrà (quanto durerà?), ma temiamo di diventare monotoni;
potremmo parlarvi delle imminenti manovre sui diritti tv per l'Europeo,
che la RAI si è assicurata per errore, ma ci sarà tempo per farlo in maniera
anche più dettagliata. E invece, complice una lunga chiacchierata con il nostro
amico Rudi (prefatore de 'Il libro marrone del calcio italiano', autore di un intervento su 'NonStimoNedved', di prossima pubblicazione), questa settimana abbiamo voglia di parlare di calcio giocato. Di una nazionale che ha guadagnato l'accesso all'Europeo e con ogni probabilità anche il primo posto nel girone di qualificazione, nonostante un avvio incerto e l'ostilità di buona parte del mondo pallonaro, che non vedeva di buon occhio un tecnico – Donadoni – nominato nell'immediato dopo-Calciopoli e non legato all'establishment del pallone. E invece alla fine gli azzurri saranno all'Europeo, e se può apparire scontato
che la nazionale campione del mondo in carica superi un girone in cui, oltre alla Francia, giocano anche
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Scozia Lituania, Ucraina, Georgia e Far Oer, insomma mica la crema del football,
guardando la storia dei campioinati europei ci si accorge che spesso le grandi hanno
toppato senza nemmeno cominciare, come pure la nazionale di Bearzot nel lontano 1984.
Se a ciò aggiungiamo gli addii di Totti e Nesta, il rischio di appagamento di un
gruppo arrivato sul tetto del mondo e il 'fronte interno' di media e addetti ostili e forse invidiosi, ci rendiamo conto che il compito di Donadoni tanto facile non era. E dopo la lunga pausa per le nazionali ricomincia il campionato. Una situazione anomala, quella attuale, con la Roma che può rilanciarsi come vera anti-inter, approfittando degli stop di Fiorentina e Juventus, e molte squadre (Roma e Inter in primis) che non giocano da quasi 20 giorni. E se i giallorossi hanno approfittato della sosta per recuperare infortuni pesanti (Totti in primis, ma anche Aquilani e Taddei), i nerazzurri al contrario hanno sempre l'infermeria piena
(Figo, Vieira, Stankovic, Cambiasso, pare anche Chivu).
Insomma, si ricomincia, e stavolta speriamo che duri.
Stefano Marsiglia
Uscito, disponibile con ordine per email
Il libro marrone del calcio italiano
Sandro Simone, Stefano Marsiglia
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