Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario! |
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Mercoledì 21 novembre 2007, N° 37, pagina 4 |
ControCultura ::
Vita da libraia
Immaginate una libreria piccola piccola invece del solito casermone arredato in stile Esselunga. Un posto discreto e accogliente, dove la musica rimanga un sottofondo, quasi un sussurro, e dove ogni libro abbia la sua meritata visibilità.
Detta così sembra una sorta di paradiso librario – o quantomeno una sua anticamera. Certamente lo è per il lettore: un po’ meno per il libraio, alle prese con clienti che in questo luogo sanno di poter ricevere – e ahinoi prestare – tutta l’attenzione che vogliono.
Un esempio è il signore appena entrato: un omone in tuta e giaccone sportivo, con le sopracciglia e gli occhiali da presbite che gli spiombano –
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le une e gli altri – giù dal naso. Nonostante la tenuta da relax, il cliente tradisce una certa esagitazione: afferra brutalmente un volume, me lo sbatte davanti e con sorriso folle sibila fiero “è pieno di refusi, vede? Qui, là, su, giù” sfogliandolo dall’introduzione alla bibliografia.
Lodevole la sua perizia nel cercare l’errore: lodevole la mia pazienza nell’ascoltarlo, come un curato ascolta placido i suoi fedeli mentre recitano disordinatamente le litanie dei santi.
Vorrei, ma non posso, intervallare un salmo cantato: “se il correttore di bozze vuol fare, con l’editore, non col libraio, deve parlare!!!”.
Silvia Ianniello
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SOMMARIO
pag.1
ControPolitica :: Eppur si muove
Cosa succede alla Malatempora
pag.2
ControPolitica :: Ancora una volta, spiragli democratici
ControPolitica :: Cos'è l'antipolitica?
pag.3
Calcinculo: Si ricomincia
Controcultura: Cchiù PPIL per tutti
pag.5
ControCultura :: Accoglienza a 4 stelle
Ribelli :: Karl Marx
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ControCultura ::
Recensioni
Libri da leggere
Maruzza Musumeci, ultima fatica dell'inesauribile Camilleri. Solita ambientazione, solito slang italo-siculo, solita genialità di scrittore
che stavolta si misura in una fiaba ironica e magica. Il milgior modo di attendere il prossimo Montalbano.
S.M

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Libri da non leggere
Perché non si dica che mi accanisco sempre contro la povera Sperling & Kupfer,
che prima delle mie recensioni, sia detto, aveva un capitale sociale pari al PIL del Congo
e pubblicava Camilleri e Umberto Eco, oggi facciamo le lastre a un classico della letteratura
pipparola: "Pornoromantica ". Carolina Cutolo, romana, una laurea in sociologia e una impressionante somiglianza con Pierrot, decide di mandare il copia&incolla del suo blog, stampato su una pagina di Cioè, alle più importanti case editrici per "la necessità di gettare il cuore oltre l'ostacolo e corrergli incontro" (il cuore è un boomerang e va, direbbe Nicola di Bari).
Il primo a rispondere è Elido "la faina" Fazi, desideroso di smentire di fronte al mondo
dell'editoria la frottola che da lui si pubblicano solo cagate. Ogni volta, però, il mondo
dell'editoria gli fa il gesto dell'ombrello. Ne è una prova questa raccolta di "ricette
amatorie che hanno la genuinità dei rimedi della nonna" (specialità della casa: ditalini fatti a mano),
scritta per "avviare un movimento di emancipazione per affrancare una volta per tutte la sessualità
dalla nicchia dell'inconfessabile e dello scabroso", roba che la Stele di Rosetta è più intelligibile.
Magari questo un giorno verrà chiamato arte. Magari no.
Letizia Rosati
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