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Nel tempo dell'inganno universale...
dire la verità è un atto rivoluzionario!

Mercoledì 12 dicembre 2007, N° 40, pagina 2

ControPolitica :: Fuga di cervelli


La Cia ha incoraggiato, a partire dal 2005, la fuga di tecnici e militari iraniani legati al programma nucleare di Teheran. A darne notizia ieri è stato il Los Angeles Times. Il programma, denominato Brain Drain (Fuga di cervelli), fu lanciato nel 2005 dalla Casa Bianca con lo scopo di indebolire e rallentare la costruzione di centrali atomiche in Iran e raccogliere informazioni a riguardo. Solo sei tra ufficiali dell'esercito e scienziati hanno aderito al progetto e hanno disertato. Di questi non sono state fornite le generalità; si sa solo che non ricoprivano ruoli chiave in patria. L'operazione americana potrebbe aver coperto la fuga dell'ex vice ministro della difesa iraniano Ali Reza Asgari. Apprezzabile o meno la politica scelta dalla Cia, legittime o meno (più meno) le pretese degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran, il dato da analizzare è quello del risultato finale: solamente sei mini cervelli hanno abbandonato l'Iran. Sei, vuol dire disastro su tutta la linea, perchè solo sei? Perchè così pochi quando nei "mitici" anni della guerra fredda il solo pensiero di farsi


una vita nuova nell'Eldorado americano attirava migliaia di dissidenti o presunti tali' Che la risposta sia da ricercare nelle conseguenze della guerra al terrorismo e agli Stati canaglia? Non è che, per sbaglio, la lotta mondiale al terrorismo, soprattutto quello di matrice islamica, ha favorito il radicalizzarsi del nazionalismo islamico? Non è che, sempre per puro caso, la propaganda americana ha favorito l'ascesa e l'affermazione di vari dittatorelli o semi dittatorelli che hanno sfruttato la minaccia per rafforzare il proprio potere e peso politico? Insomma, sarebbe una bella notizia, un bello spunto per analizzare i perchè dell'ennesimo fallimento americano, sarebbe una notizia che meriterebbe la pubblicazione e l'approfondimento. Purtroppo nel nostro sonnacchioso paese approfondimento vuol dire pensiero, pensiero vuol dire fatica e i nostri cari media non vogliono affaticare i proprio lettori o telespettatori. Meglio tacere, tanto, in fin dei conti, è solamente l'ennesimo errore dell'illuminata amministrazione americana.

Simone Marchi




ControCultura :: Ma la satira cos'è


L'ennesima censura (Luttazzi)riporta a galla,sul mare mediatico merdatico parole senza manico sui limiti della satira, che ovviamente, se ha limiti, satira non può essere. Buffo, etermamente divertente: quando gridi una verità, usando la satira, che è una delle finzioni retoriche che parte più o meno da Aristofane, in Occidente, ti dicono che non lo puoi fare, se sei in

regime cosidetto democratico, e che non devi fare, se sei in un regime che finge meno. Il pensiero, nella sua forma di satira, non ce la fanno a massacrarlo coi manganelli, e nemmeno a metterlo in gabbia, però ci provano sempre, magari dicendo che sei terribilmente maleducato,che non è quello il modo. Vecchia querelle.?




SOMMARIO
pag.1
ControCultura :: A noi i lutti
Cosa succede alla Malatempora

pag.3
Calcinculo :: Habemus inchiestam
ControCultura :: Mauro Biani
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no