ControPolitica ::
Fuga di cervelli
La Cia ha
incoraggiato, a partire dal 2005, la fuga di tecnici e militari
iraniani legati al programma nucleare di Teheran. A darne notizia ieri
è stato il Los Angeles Times. Il programma, denominato Brain Drain
(Fuga di cervelli), fu lanciato nel 2005 dalla Casa Bianca con lo scopo
di indebolire e rallentare la costruzione di centrali atomiche in Iran
e raccogliere informazioni a riguardo. Solo sei tra ufficiali
dell'esercito e scienziati hanno aderito al progetto e hanno disertato.
Di questi non sono state fornite le generalità; si sa solo che non
ricoprivano ruoli chiave in patria. L'operazione americana potrebbe
aver coperto la fuga dell'ex vice ministro della difesa iraniano Ali
Reza Asgari.
Apprezzabile o meno la politica scelta dalla Cia,
legittime o meno (più meno) le pretese degli Stati Uniti nei confronti
dell'Iran, il dato da analizzare è quello del risultato finale: solamente sei mini cervelli hanno abbandonato l'Iran. Sei, vuol dire
disastro su tutta la linea, perchè solo sei? Perchè così pochi quando
nei "mitici" anni della guerra fredda il solo pensiero di farsi
|
|
una
vita nuova nell'Eldorado americano attirava migliaia di dissidenti o
presunti tali' Che la risposta sia da ricercare nelle conseguenze della
guerra al terrorismo e agli Stati canaglia? Non è che, per sbaglio, la
lotta mondiale al terrorismo, soprattutto quello di matrice islamica,
ha favorito il radicalizzarsi del nazionalismo islamico?
Non è che,
sempre per puro caso, la propaganda americana ha favorito l'ascesa e
l'affermazione di vari dittatorelli o semi dittatorelli che hanno
sfruttato la minaccia per rafforzare il proprio potere e peso politico?
Insomma, sarebbe una bella notizia, un bello spunto per analizzare i
perchè dell'ennesimo fallimento americano, sarebbe una notizia che
meriterebbe la pubblicazione e l'approfondimento. Purtroppo nel nostro
sonnacchioso paese approfondimento vuol dire pensiero, pensiero vuol
dire fatica e i nostri cari media non vogliono affaticare i proprio
lettori o telespettatori. Meglio tacere, tanto, in fin dei conti, è
solamente l'ennesimo errore dell'illuminata amministrazione americana.
Simone Marchi
|
|
ControCultura ::
Ma la satira cos'è
L'ennesima censura (Luttazzi)riporta a galla,sul mare mediatico
merdatico
parole senza manico sui limiti della satira, che ovviamente, se ha
limiti, satira non può essere. Buffo, etermamente divertente: quando gridi
una
verità, usando la satira, che è una delle finzioni retoriche che parte
più o
meno da Aristofane, in Occidente, ti dicono che non lo puoi fare, se sei
in
|
regime cosidetto democratico, e che non devi fare, se sei in un regime
che
finge meno. Il pensiero, nella sua forma di satira, non ce la fanno a
massacrarlo coi manganelli, e nemmeno a metterlo in gabbia, però ci
provano
sempre, magari dicendo che sei terribilmente maleducato,che non è quello
il
modo. Vecchia querelle.? |
|
SOMMARIO
pag.1
ControCultura :: A noi i lutti
Cosa succede alla Malatempora
pag.3
Calcinculo :: Habemus inchiestam
ControCultura :: Mauro Biani
pag.4
Controcultura:
Vita da libraia
Libri sì, Libri no
|
|