E POLIS, quotidiano dal nome strano, ovviamente derivato dalla polis greca. Nasce a Cagliari,
come quotidiano gratuito, ma non ha niente a che fare con METRO, catena svedese, e con LEGGO ed altri,
fatti dai grandi editori italiani per limitare i danni dei nuovi giornali gratuiti, che si pagano
con la pubblicità e tutti dal taglio fintamente anodino, in realtà, come la TV, come tutto il mediatico,
al soldo della pubblicità,la quale è al servizio dei produttori di merci, del Capitale insomma.
E POLIS nasce con un intento meno biecamente commerciale, e proprio per la sua qualità non appiattita
sulle agenzie,e per articoli decenti e ragionati, si fa strada, arriva a Roma e a Milano, e poi in mezza
Italia, del Nord ricco. Nel panorama fosco di noir e di consumofascismo che impera, era bello vedere
quel foglio in mano ad immigrati e povera gente che non compra il giornale e lo prendeva
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fermate della Metro la mattina.
Era arrivato a quasi 600mila copie, che, anche senza l'obolo dell'euro, ne facevano una voce intraprendente. Per carità, niente di forte, di alternativo, ma una voce senziente.
L'hanno schiacciato. I direttori se ne sono andati, insieme ai migliori della redazione, e/o a quelli che
potevano permetterselo, dopo uno sciopero e una chiusura. Perché? Perché l'hanno fatto saltare.
Chi credete che manovri tutta o quasi la pubblicità in Italia? Il cavaliere nero, vestito d'azzuzzo.
Cercavano soldi, e li hanno trovati. In E POLIS è entrato un amico del cavaliere.
Per chi ha seguito il giornale sarà affascinante vedere come cambierà, verso il trash probabilmente.
Vedremo quanto velocemente.
Angelo Quattrocchi
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